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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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12 aprile 2016

I BASSIFONDI DI AMBULANZOPOLI ELETTORALE

Credo che con tutta la buona fede di questo mondo, il legislatore che stese su carta la normativa che prevedeva l'istituzione del servizio di urgenza ed emergenza sanitaria con la attivazione di centrali operative territoriali, solitamente in ambito provinciale (oggi con prevalenza interprovinciale in diverse regioni Sardegna inclusa) creando il numero a tre cifre 118 non avrebbe neanche lontanamente immaginato che a distanza di oltre vant'anni dall'attivazione si sarebbe arrivati al punto che un servizio così delicato come questo, punto cardine della stessa carta costituzionale di cul all'articolo 32 sulla tutela della salute quale diritto imprescindibile dell'essere umano, si fosse arrivati al fondo o meglio allo sprofondare paragonando gli appalti e le richieste di esternalizzazione, per quanto riguarda soprattutto le ambulanze di soccorso di base, quasi quasi come se si trattasse di una banale fornitura, facendo sì che CANI E PORCI, in alcune regioni, potessero avere accreditamento con i vari Servizi sanitari Regionali attraverso la sottoscrizione delle convenzioni di cui alla normativa nazionale originaria, quelle regionali a statuto ordinario e speciale e delle province autonome quasi quasi senza prendere in considerazione la rigidità riguardo la selezione e la formazione degli operatori, gli standard rigidi che persone e mezzi di soccorso e relative attrezzature dovrebbero avere quali immancabili requisiti.

La puntata di "Le Iene" andata in onda domenica 10 aprile e che al suo interno presentava un servizio-inchiesta sul lavoro nero in ambito 118; ovvero quel fenomeno delinquenziale che vede l'accreditamento di privati o ONLUS le quali non prevedono prestazioni di volontario del soccorso qualificato a titolo gratuito da una parte o come dipendente o prestatore d'opera regolarmentre assunto o documentato anche per ragioni di carattere fiscale e civilistico oltre che previdenziale ma totalmente "noir";

rimborsi spese, delle volte forfait, delle altre calcolati in base alle ore di servizio prestate durante i turni oppure nell'arco di 24 o addiritura 36 ore no-stop al limite della sopportazione sia fisica che psichica ovvero ai limiti del crollo.

Alcuni anni fa, durante una mia breve parntesi romana di 48 ore, diversi dipendenti ed ex dipendenti della CRI mi parlarono degli strani personaggi che aleggiavano dietro all'enorme business delle ambulanze romane, sia in merito ai trasporti ma sopratutto la ricerca di accreditamento con il SSN tramite ol'ARES ovvero la Regione Lazio, visto che le convenzioni erano e sono particolarmente succulente e fanno gola a molti, mentre altri chissà perché - stranamente - hanno mollato e non rinnovato cedendo il  passo per scelte politiche a questo "soccorso di qualità".

Ma quale qualità? Quella dettata dal numero di voti di cui molti candidati del centrosinistra, a cominciare da chi sta in apice al parlamento regionale laziale, scendendo a patti vergognosi con soggetti certamente non all'altezza.

Ma questo perché accade? Accade perché l'esternalizzazione del soccorso, se fatta, va totalmente rivista creando due tipologie di soggetti operanti:

a) da una parte va creato un Corpo Nazionale di Soccorso Qualificato di Urgenza ed Emergenza Sanitaria che raggruppi le ONLUS, l'ANPAS, le Misericordie, poi separatamente la Croce Rossa Italiana e il Corpo Italiano Sovrano Ordine di Malta CISOM.

b) in ambito 118 si dovrà avere per forza di cose - volente o nolente - formazione ed addestramento con coordinamento centralizzato a livello locale o regionale; con tanto di gerarchizzazione e regolamentazione disciplinare per gli appartenenti a tutti quei soggetti che sottoscrivono le convenzioni di urgenza ed emergenza sanitaria, le quali dovrebberoo essere obbligatoriamente trasformate in h24 e con un minimo garantito di 2 o 3 giornate la settimana quale limite richiesto per poter avere le condizioni di far parte del servizio.

La Repubblica Italiana, nonostante il momento contingente che si attraversa, tenuto conto delle singole esigenze economiche degli operatori volontari e "volontari" deve promuovere, incoraggiare e sostenere le attività di volontariato di cui sopra che hanno una molteplicità di valenze e benefici per gli operatori - sopratutto giovani e giovanissimi - e utili per migliorare la loro personalità e la loro crescite individuale quale percorso formativo, eterogeneo a seconda della storia cronologico-familiare e personale nonché psicosociale che c'è in ogni volontario, uno per uno e una per una; ma questo si sposa a mio avviso anche per gli operatori professionisti appartenenti ai ruoli sanitari del comparto o della dirigenza medica del SSN.




permalink | inviato da enzocumpostu il 12/4/2016 alle 16:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 gennaio 2016

DONATO FEZZUOGLIO DIECI ANNI DOPO

DALLA PAGINA FACEBOOK DEL SOTTOSCRITTO OGGI 30 GENNAIO 2016

Umbertide non è soltanto una delle più splendide e rinomate cittadine medioevali dell'Umbria.
La cronaca purtroppo ci ricollega a quel tristissimo episodio del 30 gennaio 2006 quando durante un normale servizio di pattugliamento stradale e perlustrazione una pattuglia del Nucleo Radiomobile CC con a bordo il Carabiniere Scelto Donato Fezzuoglio e l'Appuntato Enrico Monti si era recata, prontamente e su richiesta del NORM di Città di Castello nei pressi della filiale dei Monti Paschi di Siena della cittadina del perugino (famosa anche perché in quel periodo si giravano le scene del serial tv "Don Matteo" di RAIUNO) banca all'interno della quale si stava consumando una rapina a mano armata.

Tra loro vennero poi individuati e riconosciuti fior di criminali come Raffaele Arzu di Talana e Pietro Pala di Marsciano ma dalle chiare e palesi origini sarde, entrambi beccandosi l'ergastolo confermato nel 2014, e l'orunese Ivo Carta, autista della Lancia thema con la quale Pala si dileguò, ucciso meno di sei mesi dopo a Orune con undici fucilate in un bar. Undici fucilate calibro dodici su tutto il corpo e che spezzarono letteralmente le braccia al pregiudicato.
Vendetta, dissero subito gli inquirenti; per essersi deileguato costringendo Arzu a reperire un auto di fortuna, esplodendo colpi di pistola contro auto che passavano e gambizzando i conducenti i quali venivano poi gettati per terra per poi allontanarsi a velocità elevatissima.

Donato Fezzuoglio, il quale non dimentichiamo fu colpito a morte alle spalle, venne insignito dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:

"...Nel corso di servizio perlustrativo, palesando spiccate doti di coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad a montare, unitamente ad altro militare, tre pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di un istituto di credito. esponendosi alla violenta azione di fuoco dei malfattori, replicava con l'arma in dotazione costringendo alla fuga i rapinatori finchè, attinto da un colpo proditoriamente esplosogli alle spalle da altro rapinatore in posizione defilata si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di eroismo, di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio..."
30 gennaio 2006 Umbertide (PG)

*********************************************

Nei primi anni del boom del social network ideato da Mark Zuckerberg, adesso posso dirlo senza nessun problema: con Emanuela, moglie di Donato Fezzuoglio e madre del figlio Michele che gli aveva dato pochi mesi prima, eravamo contatti di Facebook .
Una dolce e bellissima donna, alla quale chiesi se fosse mai stata in Sardegna e, se capitava ciò, sarei stato felice di incontrarla, di parlarci.
Lei mi disse di sì, mi disse che tramite l'O.N.A.O.M.A.C. (o forse l'ANC non ricordo bene a dre il vero) aveva soggiornato in una famosa località turistica della costa orientale sarda tra l'altro non molto distante dalla mia casetta marina.

" Se alcuni sardi hanno fatto del male a me, a mio figlio, privandoci di Donato questo non significa che tutti i sardi sono colpevoli; i sardi sono belle persone e nulla hanno a che fare con questi criminali"

Credo che abbia detto tutto: se è vero che da un detenuto potenzialmente, attraverso piani rieducativi ben studiati da gente COMPETENTE e CON ALTISSIME DOTI UMANE può benissimo trasformars in un cittadino italiano modello, ritengo che sia altrettanto vero che l'Italia ha bisogno di dieci, cento, mille ufficiali dei Carabinieri come Enrico Barisone e quelli della scuola di Dalla Chiesa e tanti altri.

Quelli (detenuti incensurati o detenuti pregiudicati) con i quali funzionano buon senso e raziocinio bene, tanto di guadagnato per loro, le loro famiglie, la società.

Per gli altri, i criminali irreversibilmente sanguinari, freddi e che non tornano sui loro passi, lo Stato le soluzioni le trova sempre: definitive, state tranquilli e sereni. 
Destra o sinistra poco importa.

(immagine web: www . lanazione . it )











permalink | inviato da enzocumpostu il 30/1/2016 alle 20:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 gennaio 2016

SUL PROBLEMA DELLE ARMI DA FUOCO NEGLI STATI UNITI - ABOUT THE SMALL ARMS SALES PROBLEMS IN THE USA (OBAMA VS TRUMP)

Posso capire lo spessore del tema del momento negli Stati Uniti ovvero la regolamentazione della vendita delle armi da fuoco fortemente voluta da Obama e per certi versi necessaria relativamente al rilascio di licenze di detenzione e porto, posso inoltre comprendere quale peso politico e rilevanza nell'imminenza di appuntamenti elettorali per la Casa Bianca abbia l'argomento ma trovo ridicolo, eccessivamente banale e per nulla ricco di informazioni sulle rispettive posizioni, tra i si ed i no, nello spiegare all'elettorato repubblicano e democratico statunitense le proprie ragioni. Le armi da fuoco, negli Stati Uniti, vanno censite e le loro matricole, comprensive di marca, modello e calibro, nonché legittimo proprietario, inserite in una rete informatica statunitense che permetta una immediata ricerca in caso di necessità, vanno inoltre studiati i modi per evitare l'acquisto di armi in nome e per conto di altri e soprattutto escludere a priori l vendita e la possibilità di detenzione e porto da parte di soggetti ritenuti pericolosi socialmente a seguito di specifici precedenti penale ergo legati a particolari reati penali ovvero delitti contro la persona ed il patrimonio e appurando le condizioni di salute mentale del potenziale acquirente nonché detentore dell'arma che eventualmente potrà portare con sé.



 

 




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3 dicembre 2015

CARLO FELICE SI O CARLO FELICE NO? PARLIAMO DI COSE SERIE, CARO ASSESSORE LL.PP. MANINCHEDDA...

La stravagante proposta di cambiare nome alla strada più importante della nostra isola, ovvero la SS 131 denominata "Carlo Felice" potrebbe risultare una cosa simpatica e allegra se a farla fosse stato qualche turista giapponese tutto sushi e poco cervello critico propostosi nel lanciare l'idea o se un simile sondaggio fosse stato somministrato (de facto è accaduto proprio questo dopo la "manincheddata extraurbana") da quotidiani o periodici sardi o nazionali; accantoniamo pure il passato di Carlo Felice non proprio felice per la Sardegna e i Sardi, così come quello in generale sotto il dominio del Regno Sabaudo ovvero del casato dei Savoia.
 
Ma scherzoso, originale e simpatico non appare affatto, soprattutto quando a farla è niente-popodimeno-che l'Assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, classe 1951, professore di Filologia all'Università di Sassari, una volpe della politica isolana nella quale si barcamena con astuzia in diverse legislature e della quale  parrebbe conosca tutte le sfaccettature.

Questo exploit da richiamo attenzione ricerca e, contemporaneamente ricerca di consensi (sempre utili per gli appuntamenti elettorali a venire del buon Paolo) sembrerebbe  un ennesimo cavallo di Troia del quale non perdere l'occasione e montarci in groppa, cavalcandolo politicamente: il guaio è che il sondaggio stesso (Maninchedda propose a sostituzione del nome del Viceré Carlo Felice con quelli di Mariano IV d'Arborea o di colui che diede il nome della più famosa loggia massonica cagliaritana la Loggia Giomaria Angioy del G.O.I.) evidenziato e proposto anche dal quotidiano diretto da Anthony Muroni e sotto l'egida direttivo-editoriale di Bepi Anziani ovvero "L'Unione Sarda" indica altri nominativi illustri della Sardegna e di pari o maggior rispetto, merito ed ammirazione non tutti remoti cronologicamente e storicamente parlando: io, per esempio, ho votato per Emanuela Loi, l'agente della Polizia di Stato Sezione Scorte dilaniata dall'esplosione di un ordigno ad alto potenziale nel secondo "attentatuni" di Via D'Amelio nel quale rimasero uccisi altri quattro suoi colleghi, ala protettiva di Paolo Borsellino.
 
Maninchedda, diciamola tutta, nonostante la poltrona pretesa e ottenuta con quei giochini che chi ha esperienza di politica attiva conosce molto bene ritengo avesse fatto una figura molto migliore se parallelamente al "cambiamento di facciata" avesse proposto soluzioni e rimedi per diversi problemi che quotidianamente la SS 131 Sassari-Cagliari e la SS 131 DCN Abbasanta-Olbia presenta a coloro che la percorrono su autoveicoli, motoveicoli, mezzi di trasporto pubblico e autocarri, autotreni e TIR.
 
Com'è possibile che un comune cittadino come me arriva a individuare possibili soluzioni per risolvere alcuni problemi relativi alla messa in sicurezza dei tratti stradali qui sopra citati e  un Assessore - o chi per lui - non riesce nemmeno ad abbozzare?
 
Né io né altri cittadini comuni siamo chiamati in causa o abbiamo rapporti di collaborazione o siamo titolari di progettualità in nome o per conto della Regione e di altri enti pubblici locali o della stessa ANAS, così tanto monitorata e "frugata" nello stivale da decine di Procure della Repubblica; eppure io vedo delle priorità che un Assessore ai LL.PP. ha il dovere di prendere in seria considerazione e intervenire:

GUARD-RAIL: in molti tratti della SS 131 e in molti altri della SS 131 DCN Abbasanta-Olbia i guard-rail sono di vecchia concezione e di vecchissimo posizionamento; essi risultano (vedi quello che separa le carreggiate nel tratto di quattro corsie che va dalla galleria di Prato Sardo al km. 49-50 fino al bivio per Orune in località Marreri al km. 60 della SS 131 DCN Abbasanta-Olbia tanto per fare uno dei diversi esempi) eccessivamente bassi e pericolosi in caso di invasione di carreggiata da parte di grossi automezzi, capacissimi di poterli scavalcare invadendo la corsia opposta.

Relativamente ai guard-rail ci sarebbero da dire altre cose quali la mancanza di attutire l'impatto accidentale con i veicoli in maniera tale da non danneggiare e deformare gravemente il veicolo ergo non arrecare danni fisici gravissimi ai passeggeri o a coloro che sono alla guida degli stessi.

Occorre sperimentare nuove tipologie di guard-rail che riducano quanto possibile questo tipo di problema non da poco: ricordiamoci che i guard-rail per i motociclisti spesso sono delle vere e proprie trappole mortali, delle ghigliottine capaci di mozzare teste, sventrare corpi o amputare arti inferiori e superiori e questo è capitato diverse volte.

Infine va posto n' risalto il grave problema dello scavalcamento da parte di bastiamo incustodito di alcuni tratti di carreggiata, specialmente sulla SS 131 DCN Abbasanta-Olbia nel tratto che da Nuoro porta verso Siniscola ancor prima di arrivare in località Monte Pizzinnu ove al km 80+200 è situata una Stazione dei Carabinieri che ospita una Squadriglia con funzioni di controllo del territorio e prevenzione del crimine nelle campagne.
 
CASELLI A PAGAMENTO: ACCESSI A PREZZI SIMBOLICI E CREAZIONE DI UN FONDO PER LA SICUREZZA STRADALE IN SARDEGNA 
 
Proposta che oltre alla SS 131 e SS 131 DCN a mio avviso potrebbe essere allargata anche a una delle strade statali a due corsie maggiormente trafficate ovvero la SS 125 "Orientale Sarda" che parte dalla località di Palau fin il centro della città di Cagliari ove sorge il km. 0.
Negli innesti che portano verso queste arterie stradali si potrebbe proporre di posizionare dei caselli stradali molto semplici e molto poco ingombranti, con una sbarra che si aziona mediante o l'inserimento di moneta di conio (per esempio una di taglio da Euro 1,00 per autoveicoli sotto i q.li 35 e Euro 2,00 per tutti gli altri) oppure mediante l'inserimento di una card ricaricabile o Bancomat o Bancoposta etc.

CREAZIONE DEI CENTRI DI SOCCORSO MOBILE PERMANENTI OGNI ANNO DAL 01/06 AL 30/09.
Con i fondi raccolti si potrebbe costituire un Fondo Regionale Sardo per la Sicurezza Stradale, diretto a promuovere l'installazione di colonne SOS almeno  una ogni chilometro e in entrambe i sensi di marcia per la quattro corsie e prevedere l'istituzione di centri di soccorso mobile permanenti distaccati in aree strategiche dei tratti stradali a due e quattro corsie considerati; in ogni centro di soccorso mobile permanente, da attivarsi dalla data del 1 Giugno a quella del 30 Settembre di ogni anno dovrebbero essere presenti:

n° 1 shelter posto su autocarro con funzioni di supporto logistico per soccorritori e rappresentanti delle istituzioni, posizionato in centri nevralgici ergo in prossimità di importanti bivi stradali che permettono il congiungimento delle principali arterie stradali dell'isola con altre diramazioni stradali, statali e non, che portano al cuore della Sardegna e lungo le coste che la cirocandano. 
 
n° 1 Mezzo di Soccorso Avanzato ergo Unità Mobile di Rianimazione ACLS con autista soccorritore, medico anestesista-rianimatore e infermiere tutti certificati e formati dall'AREUS.
 
n° 1 squadra, razionalizzata al minimo degli operatori ma totalmente autonoma nel gestire eventuali emergenze d'ogni sorta del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;

n° 1 pattuglia del Compartimento di Polizia Stradale della Sardegna che potrebbe essere composta o da una autopattuglia con n°2 operatori di Polizia Stradale o n° 2 operatori di Polizia Stradale motociclisti oppure n° 1 autoradio del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri della Legione CC Sardegna o n° 2 militari del NORM dei CC motociclisti.
 
CARO ASSESSORE, LA GENTE VORREBBE VEDERE LE NOSTRE STRADE A 2 E 4 CORSIE PIU' PERCORRIBILI E MAGGIORMENTE SICURE. NON SONO CHIMERE!




permalink | inviato da enzocumpostu il 3/12/2015 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 novembre 2015

NON E' UNA ANALISI D'INTELLIGENCE MA UN LIBERO PENSIERO DI UN COMUNE CITTADINO

Dopo Charlie Hebdo ela risposta rapida e secca, in termini operativi, da parte degli investigatorie dell’ intelligence francese che portò alla neutralizzazione dei commandoterroristici resisi responsabili della tristemente nota carneficina a Parigi e dintorni,quanto si temeva fosse imminente in occidente – ed è stata nuovamente la voltadi Parigi – si è puntualmente verificato: purtroppo le realtà ha superato legià temute previsioni e la contemporanea attivazione dei gruppi di fuocoestemporanei, parallelamente ad azioni di kamikaze imbottiti di esplosivo ebombe rudimentali hanno dato l’idea di una vera e propria dichiarazione diguerra nei confronti della Francia di Hollande e di riflesso di tutta lacoalizione che ha combattuto e combatte tutt’ora contro l’impero delterrorismo, del trafffico internazionale di esseri umani, di sistemi d’arma edi droghe.

 

A chi sta dietrol’ISIS, Al Qaeda, Al Nusra, Boko Haram e diverse altre sigle mortali, esserscesi sul piede di guerra contro Saddam Hussein prima, Muammad El Gheddafi eBashir Assad poi non è affatto andata giù. Troppi interessi sono statiintaccati e troppi rapporti di (sporchi) affari ostacolati e repressi.

La risposta che si intravede da reazioni e commenti della gente sul web maanche di autorevoli personaggi politici e istituzionali internazionaliporterebbero a presagire venti di guerra o – come minimo – una rappresaglia,magari con incursioni aeree e airstrike dell’Armée de l’Air d’imprevedibilecapacità chirurgico-risolutiva.

 

Ma dobbiamo andarcicauti e essere consapevoli delle differenze: perché ce ne passa tra ilcombattere militarmente (in maniera ortodossa e non) contro stati sovrani oalleanze di stati sovrani rispetto ai brandterroristico-fanatistico-fandamentalisti e psichiatrici dal Maghreb passandoper il Medio Oriente e arrivando all’Asia Minore è enorme.

 

Il nemico, inteso inbase alla descrizione data dal dizionario Treccani quale “…appartenenti allo stato, all’esercito, alle formazioni militari con cuisi è in stato di guerra…” in quantotale poteva essere identificato e localizzato nella prima e seconda guerra delGolfo (seppur qui fu l’esordio della compartecipazione di formazioni e brandestrenee alla specifica territorialità ma presenti solo per rompere le pallealla NATO) compare, nel caso delle organizzazioni terroristiche pro Califfato echi dietro a esso come una frammentazione di bande irregolari di variaquantificazione numerica distribuite a macchia di leopardo secondo regole nonpropriamente o prettamente militari quanto di guerriglia e banda armata didelinquenti poiché in definitiva questo sono, nulla più.

Gli Allah Akbar fighters, senza scordare i “Foreign Fighters”, siano essidall’altra sponda del Mediterraneo sia tra le cellule dormienti europee(micatanto da quanto avvenuto ieri sera…) si possono contrastare e sconfiggere indue modi: il primo è quello militare, esercitato dalle task force interforze distati sovrani facenti parte di una coalizione la quale geopoliticamente egeostrategicamente si sente in pericolo a causa delle finalità e degliobiettivi perseguiti dalle azioni, a sorpresa e di elevata efferatezza edefficacia, parallelamente al quale – pensiero condiviso da numerose persone inItalia – deve seguire una immediata risposta in loco nelle nazioni che liospitano, geograficamente, logisticamente e operativamente, attraversooperazioni di investigazione nazionale e internazionale nel continenteafricano, nel Maghreb, nel Medio Oriente e in Asia Minore volte allaidentificazione, arresto e, quale estrema ratio, neutralizzazione definitiva ditutti quegli elementi e organizzatori (nonché fiancheggiatori) ed eventualmentecapi formazioni o gruppi ad altissima pericolosità.

 

Lesingole azioni militari, inoltre, avrebbero un modus operandi che ricordano consorprendente somiglianza i blitz e i raid delle IDF ovvero Israeli DefenceForces in Palestina e in Libano in passato e a Gaza contro hezbollah in tempimolto più vicini: identificazione di personaggi a bordo di auto o altroveicolo, identificazione gruppo terroristico in fase di preparazione attentatio addestramento attraverso l’individuazione consentita grazie all’attivitàHUMINT e SIGINT, all’utilizzo degli spy-drone, satelliti, ricognizioni di aereio elicotteri e scelta del più appropriato mezzo (sistema d’arma) per procederealla neutralizzazione.

 

Daquesta parte del Mediterraneo invece, oltre i nostri confini nazionali masoprattutto qui in Italia a mio avviso e non solo secondo quello che è il mioparere si renderà necessario:

 

-         Effettuare una attenta schedatura di tutti i cittadini stranieriresidenti in Italia compresi quelli con permesso di soggiorno;
- Sospendere immediatamente a partire da subito qualsiasi iniziativa voltaall’accoglienza di immigrati, lasciando spazio solo ed esclusivamente ai rifugiatisecondo quanto previsto dalle normative vigenti in questa materia e seguendoscrupolosamente le direttive UNHCR;
- Rimpatriare tra i cittadini stranieri tutti coloro i quali risultano essercianomalie o incertezze relative al loro passato giudiziario, politico,appartenenza a formazioni paramilitari o sospettati di essersi macchiati digravi reati contro la persone o essere coinvolti in attentati o stragi ocrimini di guerra;
- rinforzare il controllo del territorio soprattutto finalizzandolo allaricerca di eventuali arsenali di armi pre-esistenti, alla lotta delnarcotraffico via gommato e via vettori marittimi nonché aerei e concatenandoeventuali azioni militari all’estero ritenuti luoghi di partenza da parte discafisti o navi mercantili in mano agli human traffickers unitamente allaricerca in loco di cellule appartenenti alle tristemente note organizzazioni.

 

E’ comunque importante che l’Islam moderato prenda immediatamente leproprie contromisure nei confronti di ISIS & Co. Visto che tutti gli StatiArabi per ragioni di relazioni e scambi internazionali, turistiche ergo economiche, militari ergo di sicurezza edifesa interna hanno tutto da guadagnare nella coesione alla lotta delterrorismo.

 

Riguardo ai rischi a breve termine relativamente a quelli che sono gliobbiettivi sensibili in Patria, personalmente sono del parere che abbiamo unaottima Direzione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali della Poliziadi Stato in tutte le nostre Questure e Commissariati di P.S. nonché un eccellenteRaggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, così come eccellenti sonotutti gli altri uomini e donne della Polizia, dell’Arma e del Corpo dellaGuardia di Finanza con specificità investigative ad ampio spettro.  

 


(il terrore e il disorientamento negfli occhi di questa ragazza francese Photo: s3,freebeacon.com))




permalink | inviato da enzocumpostu il 14/11/2015 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 ottobre 2015

LO STATO BISCAZZIERE DI MATTEO RENZI: UNA VERGOGNA CHE NON CONOSCE FINE

LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO ON. PROF. SERGIO MATTARELLA

 
SIGNOR PRESIDENTE,
 
RITENGO CHE NON SI DOVESSE ARRIVARE ALLE CONCLUSIONI DEL SEPPUR AMMIREVOLE SOCIOLOGO MAURIZIO FIASCO, AL QUALE ELLA HA CONFERITO DIECI GIORNI FA UNA DELLE ONORIFICENZE PIU' ALTE DELLA REPUBBLICA,, NOMINANDOLO UFFICIALE DELL'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, PER CAPIRE QUALI SIANO GLI EFETTI A DIR POCO TRAGICI E DRAMMATICI DELLA LUDOPATIA SULL'INDIVIDUO E DI RIFLESSO SULLA SOCIETA' CONTEMPORANEA.
 
LEI, SIGNOR PRESIDENTE, IN VIRTU' DELLA CARICA CHE RICOPRE E CHE SPERO SIA DAVVERO L'ULTIMA VOLTA PER ELEZIONE INDIRETTA DEL POPOLO ITALIANO, AVEVA IL DOVERE DI FERMARE QUESTA DETERMINATEZZA CRIMINALE CHE ALBERGA COSTANTEMENTE NELL'ATTUALE ESECUTIVO.
LEI E' PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE COSA RAPPRESENTERA' PER L'ITALIA UNA MOLTIPLICAZIONE BEN OLTRE OGNI RAGIONEVOLE ASPETTATIVA DELLA POSSIBILITA' E DEL PLAGIO OPERATO TRAMITE I CANALI DI COMUNICAZIONE UFFICIALE NONCHE' DAI PRINCIPALI MEDIA AFFINCHE' SI INNESCHI NEL POPOLO ITALIANO LA VOGLIA, IL DESIDERIO, FINO A DIVENTARE ORDINARIETA' PRESSOCHE' QUOTIDIANA, DEL CANCRO ROVINA FAMIGLIA E CAPACE DI DILAPIDARE PATRIMONI, SMEMBRARE UNIONI MATRIMONIALI E NON, ROVINARE LA TANTO FRAGILE ESISTENZA E FORMAZIONE DEI GIOVANISSIMI E DEI GIOVANI IN UN MOMENTO DELICATISSIMO DELLA LORO ESISTENZA.
 
UNO STATO CHE ACCONSENTE E ANZI DE FACTO E' SOSTENITORE DI QUESTO MODUS OPERANDI LE DICO DA SUBITO NON E' LO STATO CHE MI RAPPRESENTA, NON E' LO STATO SOVRANO CHE AVREBBE DESIDERATO ENZO CUMPOSTU E CON LUI MILIONI DI ITALIANI.
MALE FA COLUI CHE CREDE O SI ILLUDE DEL FATTO CHE QUESTA LEGALIZZAZIONE E CAPILLARE DIFFUSIONE PORTERA' MAGGIORI ENTRATE PER LE CASSE DELLO STATO SENZA CONSIDERARE CHE QUANTO ENTRA POI, NEL TEMPO, SI RENDERA' NECESSARIO REINVESTIRLO PER EFFETTUARE PROGETTI DI RECUPERO E RIABILITAZIONE SOCIALE.
 
CHI AVALLA QUESTO MODUS OPERANDI, IL QUALE QUASI SICURAMENTE POTENZIALMENTE POTRA' PORTARE LE PERSONE FRAGILI DI PORRE FINE ALLA PROPRIA VITA E' UN CRIMINALE.
 
SIAMO PASSATI DALLA FANTASIA DI SCRITTORI DI ROMANZI E GIALLI AMBIENTATI IN TERRE AMMORBATE DALLA MAFIA, DAGLI SCENEGGIATI TELEVISI DEL PASSATO AD UNA REALTA' CHE SUPERA ABBONDAMENTE E TREMENDAMENTE IL FANTASTICO. 
 
SONO DALLA PARTE DI COLORO I QUALI DISINCENTIVERANNO IL PROLIFERARE DI QUESTI LETAMAI AVALLATI DA UN SISTEMA DEL QUALE LEI RISULTA ESSERE VERTICE APICALE SECONDO LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA, SONO DALLA PARTE DI COLORO CHE COMBATTONO LA PRODUZIONE, IL TRAFFICO E LO SPACCIO DI OGNI DROGA, SONO DALLA PARTE DI CHI DISINCENTIVA LE ATTIVITA' DEI MONOPOLI DI STATO QUALI LA VENDITA DELLE SIGARETTE DE L TABACCO, CERTAMENTE UNA DELLE CAUSE DI CANCEROGENESI ORAMAI ACCERTATA, SONO DALLA PARTE DI QUELLE AUTORITA' DI POLIZIA CHE RITIRANO PATENTI A CHI SI DROGA ALLA GUIDA, A CHI RISULTA AVER I LIVELLI ALCOLEMICI SUPERIORI AL CONSENTITO AL VOLANTE, SONO DALLA PARTE DI CHI VORREBBE SANZIONARE DURISSIMAMENTE IL FUMO IN MOLTISSIMI LUOGHI PUBBLICI E SPAZI APERTI AL PUBBLICO E TANTO ALTRO.
 
E SAREI CURIOSISSIMO DI SAPERE CHI, COME, DOVE, QUANDO DIVERRA' TITOLARE DI QUESTE BISCHE CON IL NULLA OSTA DI STATO: PERCHE' - SA COM'E' - HO LA SENSAZIONE CHE GIRA E RIGIRA LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI A DIFFUSIONE NAZIONALE E TRANSNAZIONALE RIUSCIRANNO A INCUNEARSI E PERMEARE ALL'INTERNO DELLA SLOT-MACHINE DI STATO FABBRICATRICE DI SOGNI E DISPENSATRICE DI FORTUNE PER OSCURI SOGGETTI.
 
CHE SCHIFO, SIGNOR PRESIDENTE: CHE SCHIFO!

CORDIALMENTE

ENZO CUMPOSTU
CITTADINO ITALIANO

INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA ON. PROF. SERGIO MATTARELLA VIA WEBMAIL ATTRAVERSO IL FORM PRESENTE SUL SITO UFFICIALE DEL QUIRINALE
www.quirinale.it




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17 ottobre 2015

IL MAXI SEQUESTRO DI DROGA A CAGLIARI A BORDO DEL CARGO "JUPITER" DEVE FARCI PENSARE A UN NOSTRO IPOTETICO RUOLO DI GUARDIANI DEL MEDITERRANEO, IN PREVISIONE DELLA PREVENZIONE DI TRAFFICI ILLEGALI INTERNAZIONALI MA NON SOLO...

Il maxi sequestro operato dal GICO in collaborazione con altre forze dell'ordine europee nella nave cargo Jupiter rientra nella teoria che vede la Sardegna in una posizione strategica nel Mediterraneo fino ad ora quale porto di sbarco/imbarco di loschi traffici internazionali ma in questo caso la Sardegna si è dimostrata strategicamente un luogo e passaggio pressoché obbligato finalmente attentissimo in maniera scrupolosa quale "controllore della legalità del traffico marittimo mercantile".

Una sempre più funzionale rete di raccolta di dettagliate informazioni, acquisite nei porti di origine e di destinazione (nonché eventuale transito momentaneo) permetterà agli uomini e le donne delle Fiamme Gialle di "placcare" determinate unità mercantili scoprendo concretamente cosa trasportano. 
Si è evidenziata la notizia del risultato ottenuto anche in relazione alla attrezzatura a disposizione del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari: bene io ritengo che al giorno d'oggi strumenti particolari che consentono di ispezionare intercapedini, pareti, parti di chiglie e scafi possano rappresentare un determinante supporto all'attività (insostituibile) dell'uomo.

Mi domando: riusciremo ad arrivare al punto di avere a disposizione apparecchiature di rilevazione di differenti tipologie di sostanze stupefacenti che consentono l'esatta individuazione senza essere costretti a smontare - per esempio - un veicolo pezzo per pezzo?

Comunque, l'attività HUMINT resta la più importante in casi analoghi a questo. E la collaborazione con le intelligences militari potrebbe essere ancora più importante e determinante nella riuscita di una operazione.

Permettetemi di scrivere potrebbe: in quanto grosse partite di droga rappresentano spesso moneta di scambio, pulita e non tracciabile, per il finanziamento di terroristi, guerre civili, rivolte e rovesciamento di stati sovrani con tutto ciò che ne consegue.

Dovremmo avere sempre più questo ruolo di " guardiani del Mediterraneo" e "check point del Tirreno".




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11 ottobre 2015

LA PROTEZIONE CIVILE IN SARDEGNA E UNA NUOVA RIORGANIZZAZIONE DISTRIBUTIVA DI NUOVA CONCEZIONE NEL TERRITORIO DEI DISTACCAMENTI: L'IMPIEGO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI QUALE COMPLEMENTARIETA' AGLI ORGANICI DEL CORPO NEL TERRITORIO

Poco meno di due settimane fa sono rientrato da un breve tour in Corsica, isola sede di due dipartimenti francesi e che nonostante sia a soli quaranta minuti di navigazione dalla Sardegna non avevo fino ad ora visitato. Mea maxima culpa.

Viaggiando nei tortuosi e infiniti tornanti dell'interno, nella strada che da Ajaccio porta verso Corte prima e Bonifacio poi, ho potuto notare che il territorio, ovvero anche i più piccoli opaesi di 4-5000 abitanti, hanno la loro squadra di pompieri, perfettamente equipaggiati, non solo in ragione dell'elevata presenza di boschi, vero e proprio patrimonio naturale ed economico per la popolazione corsa e biglietto da visita per il turista francese ed internazionale ma anche in virtù della particolare conformazione del territorio con tutti i pregi e difetti che ne possono derivare, anche in ambito di protezione civile.

Altra cosa che ha attirato la mia attenzione: il fatto che in alcune località vi erano dei centri di soccorso unificati ovvero dei luoghi, posti fuori dal centro abitato, dai quali sia i Sapeurs Les Pompiers che le ambulanze medicalizzate SAMU (il Servizio di Urgenza ed Emergenza Sanitaria in Francia) partivano in contemporanea quando era richiesto l'intervento per entrambe in particolari eventi vedi ad esempio il classico e banale incidente stradale.

E in quel momento ho pensato, anzi ripensato, alla mia terra e al fatto che la presenza territoriale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco risulta essere anacronistica e dettata da vecchi concetti di gerarchizzazione relativamente all'importanza politica assunta in riferimento alle presenze in determinati luoghi rispetto ad altri: questo sia in termini di organico realmente a disposizione sia di mezzi ed equipaggiamenti personali e di squadra, reparto. 

Una soluzione potrebbe essere rapresentata dal'impiego dei cosiddetti Vigili del Fuoco Volontari quali complemento e supporto al Corpo Nazionale VVFF.

Creando, quale prima cosa, un Centro di Reclutamento, Formazione e Addestramento a carattere regionale, individuando tra i Comandi Provinciali dell'isola la sede maggiormente idonea e che risponda al soddisfacimento delle esigenze tecnico-logistiche che tale presenza comporterebbe.

Per seconda cosa, una volta reclutati, formati, addestrati scrupolosamente i VFV e dichiarati ufficialmente con status di Vigili del Fuoco Volontari provvedere alla creazione di "Sottodistaccamenti" ( a livello squadra) ovvero centri intermedi tra i Comandi Provinciali VF e i Distaccamenti VF in ambito provinciale, in comuni che raggiungono un X numero di abitanti oppure creando un "sottodistaccamento" ogni agglomerato di comuni per un numero Y di abitanti.

Ogni "sottodistaccamento" dovrebbe avere un responsabile e uno o più vice ressponsabili a seconda della grandezza e dell'importanza rigorosamente appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, corpo che dovrebbe provvedere inoltre alla fornitura dei mezzi, strumenti ed equipaggiamenti singoli e di squadra necessari per poter affrontare qualsivoglia emergenza e situazione. Oltre a provvedere ad organizzare frequenti corsi di aggiornamento.

Pensate solo a cosa significherebbe tutto ciò nell'accorciare notevolmente i tempi di intervento nel far si che la quantificazione del danno su cose o territori sia di minor impatto ma principalmente nella tutela della vita umana.




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5 ottobre 2015

1995-2015 A VENT'ANNI DA FIUGGI LA DESTRA ITALIANA HA LA POSSIBILITA' DI RIVITALIZZARE LA NAZIONE




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10 luglio 2015

SARDINIA MARE NOSTRUM: TRA BELLEZZA E DRAMMATICHE INSIDIE

Tra il prevedibile e l'imprevedibile, ciò che angoscia e suscita terrore nella opinione pubblica è una notizia come quella della bimba morta dopo un tuffo dalla barca ieri e dilaniata, orrendamente, dall'elica dei motori.
A nulla sarebbero valsi i migliori soccorritori qualificati del mondo ieri: il piccolo angelo si è vista maciullata nel corpo compromettendo irrimediabilmente gli organi vitali.
Esiste il prevedibile. E l'imprevisto.
Non me la sento di far prediche.
Ne' tantomeno lavate di capo.
Però permettetemi di essere incazzato...

I BAMBINI, GLI ADULTI, LE INSIDIE ESTIVE IN SPIAGGIA E NON SOLO

Vademecum per prevenire guai di piccola, media, irreversibile gravità. 

SPIAGGIA E PINETE
Attenzione nel camminare a piedi nudi per pezzi di vetro o lamisra tagliente talvolta celati e invisibili sotto gli aghi dei pini e sotto la sabbia. Chiodi, pietre accuminate.

Altro pericolo che non va assolutamente sottovalutato:
Punture di insetti quali vespe, api, calabroni, zanzare (febbre del Nilo) e la famigerata malmignatta ragno velenoso e in alcuni soggetto risultato letale.

Sul bagnasciuga: idem massima attenzione per lamiere taglienti o schegge di vetro ma il rischio maggiore è rappresentato da eventuali punture di spine dorsali di pesci da fondale sabbioso esempio la traccina.

State molto guardinghi relativamente alle imbarcazioni da diporto qualora dovessero navigare con motori fuoribordo o entrofuoribordo a elica al di qua dei limiti massimi secondo la normativa prevista dal Codice della Navigazione e dalle Ordinanze delle Capitanerie di Porto;

Inoltre: tavole a vela e kite surf; acquascooters;
Pescatori subacquei della domenica con fucili subacquei elastici o a molla;

Evitate eccessive esposizioni al sole nelle fasce orarie nelle quali v'è maggior presenza di raggi UV;
Utilizzate e fate utilizzare indumenti possibilmente di cotone chiaro (meglio bianco) e un cappello con falde larghe, meglio se traspirante tipo paglietta.

Vanno bene anche i baseball caps sempre chiari;


ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE

In primis stampate nel vostro cervello la regoletta elementare di attendere nin meno di tre ore dal momento in cui ha avuto termine il vostro pasto (Es.: pranzo) a quando rientrerete in acqua.
Massima attenzione adulti e bambini.
Evitate nella maniera più assoluta di mangiare cibi freddissimi o frutta ghiacciaita nonché bere bibite ghiacciate e gassate e poi fare il bagno: congestione e blocco della digestione e con tutte le drammatiche cinseguenze pressoché certa.

Altri guai possibili possono insorgere, secondo le statistiche degli interventi praticati da equipaggi del Servizio Sanitario Nazionale 118, Croce Rossa Italiana e altre Associazioni di Pubblica Assistenza per ostruzioni delle vie aeree del bolo alimentare, per incidenti "domestici" anche nei camping o pinete dovuti a ustioni durante la cottura dei pasti etc.

DIVERTIRSI SI MA CON GLI OCCHI SEMPRE APERTI: PER SE, PER GLI ALTRI, SOPRATUTTO PER I BAMBINI. 

RESPONSABILMENTE




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3 giugno 2015

IO NON SONO AMBIGUO POLITICAMENTE E IL 14 GIUGNO AL BALLOTTAGGIO NON VOTERO' NE' BIANCHI NE' SODDU

DOPO UNA CAMPAGNA ELETTORALE CHE MI HA LEGGERMENTE PROVATO SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA FISICO A CAUSA DEL NUMERO DI ORE SI SONNO PERSE, DOVENDO ALZARMI MOLTO PRESTO AL MATTINO  PER ANDARE AL LAVORO, VISTO CHE PER ME LA POLITICA NON SARA' MAI UNA PROFESSIONE (E SU QUESTO MI BATTERO' FINO ALL'ULTIMO) E ARRIVATI IN FINALE CON UN RISULTATO, PER LA COALIZIONE CHE E' STATA SOSTENUTA, PARTICOLARMENTE SODDISFACENTE (LE DUE LISTE HANNO SUPERATO LA SUMMA DEL 9% E PIERLUIGI SAIU OLTRE L'11% QUALE CANDIDATO SINDACO) AL MOMENTO DELLA SCELTA SE VOTARE UNO DEI DUE CONTENDENTI, OVVERO DOTTOR ALESSANDRO BIANCHI, MEDICO ONCOEMATOLOGO PRESSO IL P.O. SAN FRANCESCO DI NUORO SINDACO USCENTE O L'AVVOCATO ANDREA SODDU, CHE HA RASTRELLATO CON SE PREVALENTEMENTE IL CENTROSINISTRA RIBELLE E IL RIBELLISMO DI CERTUNI, UN PO' DISPETTOSI E VENDICATIVI, SCELGO IL MARE.


IN QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE, TRA I SOCIAL NETWORK, LA MIA E-MAIL, TELEFONO E CONTATTI CON LE PERSONE REALI E NON VIRTUALI, HO FATTO IN MODO CHE SISTEMATICAMENTE VENISSERO AIUTATI UNA CANDIDATA ED UN PAIO DI CANDIDATI DELLA LISTA "UNITI PER NUORO": ABBIAMO DEFINITIVAMENTE ACCANTONATO IL NOSTRO EGO E I NOSTRI LIMITATISSIMI SERBATOI ELETTORALI PERSONALI DI COMUNI CITTADINI DI CERTO NON USI AL VOTO DI SCAMBIO PER UN GIOCO SISTEMICO E DI  SQUADRA.

KATIUSCIA MUSU, PURTROPPO, NON E' STATA ELETTA: APPENA 44 PREFERENZE. BUONO ANCHE ALBERTO ARETINO CON 33, SEMPRE DI "UNITI PER NUORO". IO, HO TOTALIZZATO UN SOLO VOTO,NON HO RCERCATO PER ME STESSO NESSUNA PREFERENZA.  

PER COERENZA, NON SCENDO A PATTI, NON ACCETTO I COMPROMESSI CHE ALTRI ED ALTRE SICURAMENTE SPOSERANNO. NON SARO' NE' COMPLICE NE' ALLEATO POLITICO DI INCIUCI E ACCORDI, DI SPARTIZIONI MA SOPRATTUTTO PER IL VERO RISPETTO DELLA STORIA, DELLE IDEE VERE, DEI VALORI, DAVVERO MI E' IMPOSSIBILE PARTECIPARE E SE LO FACESSI (COME MAGARI FAREBBERO MOLTI CAMERATI) ANNULLEREI IRREVERSIBILMENTE LA SCHEDA ELETTORALE CON I DUE NOMI STAMPIGLIATI.

CHIEDO RISPETTO, SE RISPETTO DESIDERATE.

PARLO DI ME E PER ME, OVVIAMENTE; MA CREDO DI INTERPRETARE IN LINEA DI MASSIMA L'INTENZIONALITA' DEI CANDIDATI DI FRATELLI D'ITALIA DI NUORO CHE HANNO
CONDIVISO CON ME - RINGRAZIO COMUNQUE PIERLUIGI SAIU PER L'OPPORTUNITA' DATA -  QUESTA ENNESIMA - PER ME LA TERZA E LO RIFAREI ANCHE OGGI.

IN ATTESA DI NUOVI APPUNTAMENTI ELETTORALI. NON SOLO A NUORO, IN FUTURO. 



IL NOSTRO CANDIDATO A SINDACO PIERLUIGI SAIU, PURTROPPO NON RIENTRATO NEL BALLOTTAGGIO PUR AVENDO ABBONDANTEMENTE SUPERATO L'UNDICI PER CENTO DEI CONSENSI, AVENDO QUINDI STRAPPATO VOTI ANCHE ALLE COALIZIONI DI AVVERSARI QUALI ALESSANDRO BIANCHI E ANDREA SODDU, HA DATO LIBERA SCELTA AI SUOI CANDIDATI, ATTORI DELLA PRIMA FASE DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2015 DEL 31 MAGGIO, AFFINCHE' DECIDANO LIBERAMENTE E SECONDO COSCIENZA SE VOTARE UNO DEI DUE O ASTENERSI.

COME SAPETE ESISTE ANCHE QUANTO PREVISTO DALL' ARTICOLO 104 COMMA 5 DEL DECRETO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA N. 361 DEL 30 MARZO 1957 NOTO COME TESTO UNICO DELLE LEGGI ELETTORALI. 
NON TUTTI SI AVVALGONO DELLA FACOLTA' DI PRESENTARSI INNANZI AL PRESIDENTE EL SEGGIO E PRETENDERE DI FAR TRASCRIVERE, PENA L'ARRESTO O LA SANZIONE PECUNIARIA TRA L'ALTRO PIUTTOSTO PESANTE, LA PROPRIA PROTESTA O IL RIFIUTO AL VOTO.

PER ORA SONO ORIENTATO A NON VOTARE

FATE VOBIS: COME MEGLIO CREDETE, MIEI CARI CONCITTADINI




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14 maggio 2015

LA NUORO CHE C'E', LA NUORO CHE DOVREBBE ESSERE

DALLA MIA BACHECA DI FACEBOOK
POSTATO IN DATA 13 MAGGIO 2015

 


Enzo Cumpostu
 ha condiviso l'album di Uniti per NUORO.

Alcuni giorni fa sono andato in via Lamarmora nel bar dove lavora la mia inquilina. Un bel bar, discretamente frequentato e tra gli avventori ho notato alcune ragazze straniere. Francesi. Solitamente sono "istranzos" che transitano in città e provengono da località marine anche lontane dell'isola e vanno via da Nuoro in giornata.
Sulla attività economica del turismo ci furono persone che farcirono le loro campagne elettorali con astruse idee.
Chi voleva trasformare la Sardegna in una sorta di reliquia ambientale e chi avidamente e anche ignorantemente vedeva e vede tutt'ora cemento e betoniere ovunque, laddove proprio non devono operare.
Il nostro programma piano di rianimare la città può dimostrare che l'intelligenza può di gran lunga superare la poca accortezza del passato su scellerate decisioni urbanistico-ambientali.
Esistono le vie di mezzo. Esiste il raziocinio e l'interazione dei professionisti del settore. 
Abbiamo tutti i presupposti perché il programma preveda la realizzazione di importanti e vitali opere pubbliche unitamente a discorsi sulla ricettività che si sposano e si incatenano perfettamente con le idee del programma lanciato da Pierluigi Saiu .
Avanti con le priorità dunque: poi, pensiamo anche a come far diventare città turistica Nuoro non solo a parole. 
Realizzando opere che non siano nella maniera più assoluta "un pugno nell'occhio" dal punto di vista estetico ambientale.
Monte Ortobene: ma non solo...

 
Uniti per NUORO ha aggiunto 44 nuove foto all'album: PROGRAMMA ELETTORALE.

LISTA CIVICA UNITI PER NUORO SAIU SINDACO




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4 maggio 2015

DUE SIMBOLI UN UNICO SCOPO: CAMBIARE IL VOLTO A QUESTA NOSTRA CITTA'. IN MEGLIO




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30 aprile 2015

AMMONIMENTO

Polizia giudiziaria scatenata, in questi giorni, in diverse zone della nostra Sardegna: per ora i sindaci coinvolti in questa maxi-indagine risultano cinque ma c'è chi teme una crescita numerica dell'elenco dei primi cittadini coinvolti.
Un sistema molto complesso e scoperto grazie all' abilità e alla professionalità - oltre che al ricorso di tecnologie d'intercettazione ambientale e telefonica particolare - di finanzieri e carabinieri.

Un sistema che sembrerebbe evidenziare da una parte efficienza e amministrazioni comunali fiori all'occhiello e veri e propri gioiellini rispetto alla realtà di molti altri centri.


Una serie di passaggi di telefonate riprese a più tratti negli articoli di quotidiani e nei web-journal sardi e non solo i quali fanno trasparire - di fatto - l'assoluta impossibilità che ingegneri e sindaci e locali funzionari abbiano potuto, senza complicità di alto livello A CAGLIARI E NON SOLO, effettuare turbative d'asta così come prevedere il nostro codice penale e alla faccia nostra e di tanti altri cittadini sardi e italiani con affidamenti all'impresa xyz in cambio di incarichi. 

 
Soggetti capaci di impartire vere e proprie direttive al telefono, di dare indicazioni a funzionari pubblici locali e a livello regionale anche di enti nazionali.

Il tutto dove appare non solo discutibile ma assolutamente censurabile e assolutamente stigmatizzabile non quanto è stato fatto e realizzato ma IL COME.
 
Le elezioni sono imminenti - mancano trentun giorni all'espressione del voto e alla scoperta delle nuova composizione ed eventualmente ridisegnare molti consigli comunali sardi - e non è mai persa la speranza che i giovani e le nuove leve che danno il cambio generazionale non cadano mai in trappola.

Io mi batterò soprattutto per questo: desidero (ma penso di poter interpretare il desiderio comune di moltissimi altri e allora scriviamolo pure desideriamo) una politica attiva funzionale-funzionante e capace di rimettere in moto molte zone della nostra Sardegna.


A cominciare da NUORO
  




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21 aprile 2015

L'IMPRESSIONE NON E' STATA DELLE MIGLIORI

Una forzatura: la presentazione di una unica via, unica possibilità, unica strada e unico territorio sul quale creare un corridoio umanitario sia solo la Sicilia; ai microfoni  parla dell'inopportunità della distruzione dei barconi (di certo non carichi ma messi in condizioni di non navigare ben prima ch'essi prendano il largo) e il considerare normale e fisiologico il fenomeno dell' immigrazione, di fatto continuo e ininterrotto da oltre vent'anni, in una giornata dove sono saltati fuori gli scafisti responsabili della tragedia ultima consumatasi (guarda caso un tunisino ed un siriano!) e le connivenze scoperte dalla magistratura tra i due criminali e personaggi all'interno del CARA di Mineo (e a mio avviso c'è ancora ben altro da essere scoperto) la riverenza verso un popolo come quello siciliano, sicuramentr impegnato e prodigo nel rendersi protegonista nell'affrontare questo evento umanitario con tragedia inclusa ma che nasconde qualcosa di molto poco chiaro.

E le cose ben poco chiare restano ancora tante.

Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana è apparso particolarmente teso in volto davanti ai microfoni del canale Sky 504 streaming e tv; teso e anche particolarmente nervoso, un noervosismo malcelato; non ho sentito dalle sue parole qualcosa di nuovo di quanto già dichiarato e ssostenuto anche in separata sede, oppure qualcosa di risolutivo sotto il profilo umanitario.

Perché è di questo che la Croce Rossa Italiana in casi simili si deve preoccupare, non di altro. Giustamente e naturalmente.

Ma l'azione umanitaria deve convogliarsi verso più fronti e canali; l'azione umanitaria andrebbe studiata paralllelamente all'azione politico-economica, sicuramente SCARSA o inesistente, da parte dell'Unione Europea che solo oggi promette interventi consistenti in più punti, vedremo di fatto di cosa si tratterà.

L'azione di belligeranza, poi: coinvolgere o non coinvolgere l'Italia? Per forza di cose dovrà essere coinvolta, seppur non con dispiegamenti di forze all'americana, ma a ondate:

probabilmente si potrebbe assistere ad un déjà vu bellico con gli air strike della coalizione sulla Libia ai tempi della guerra per "combattere" Gheddafi.

Interdizione aerea, individuazione obiettivi sensibili che non sono rappresentati soltanto dell'Islamic State, mediante l'impiego dei nostri cacciabombardieri MRCA Tornado, EFA 2000 e AMX.

Sarebbe interessante - sempre che di fatto non sia già avvenuto - una sperimentazione di quegli esemplari Lockheed Martin F-35 "completati" in quel di CAMERI.

Parallelamente sarà decisivo l'impiego delle unità della Marina Militare, compresi i nostri Sommergibili e i missili in loro dotazione ma, in primis, il Raggruppamehnto Incursori della MM tra le prime unità che dovrebbe mettere piedi in territorio libico, insieme ai paracadutisti del 185° RAO, aliquote del quarto alpini paracadutisti "Montecervino" e del nono incursori della Folgore "Col Moschin", aliquote del 17° Stormo RIAM in appoggio/coperrtuta agli eventuali MEDEVAC C-SAR e non solo..  Insomma una novella Lybian Task Force 45, gruppo Interv enti Speciali dei Carabinieri e unità del 1° Regg. par. CC "Tuscania" compresi.

Le sorprese a terra sono notevoli, attese ma anche imprevedibili, oltre a mezzi corazzati in mano dell'ISIS e le c.d. "tecniche" i pick-up cassonati al centro dei quali sono artigianlmente posizioniate delle mitragliatrici 8 in alcuni casi binate) da 20 millimetri nate di fabbrica in versioine contraerea e controelicotteri ma sul campo della guerriglia urbana tra Iraq, Siria, Medio Oriente e anche in Libia in azioni di fuoco di vario genere, difensivo ed offensivo (o di contrasto)


Poi c'è il rischio dei kamikaze imbottiti di tritolo, poi i classici IED artigianali o più sofisticati.

Solo una seconda ondata a terra potrebbe essere formata da truppe normali di fanteria meccanizzata di linea, come ad esempio la nostra Brigata Sassari.

E tutto questo spiegamentg - sempre con la condizione insindacabile che da sola militarmente l'Italia non dovrebbe fare nulla - dovrebbe essere l'apripista verso il tentativo di creare le condizioni di normalizzazione della vita quotidiana ripristinando gli elementi che in tutti gli stati civili consentono questo.

Qui non è questione di strafottenza e di radicarsi e ARROCCARSI in posizioni ben definite: oltre ai - sicuramente enormi - interessi in ballo perché si faccia o non si faccia va evitata la tragedia immane ma vanno anche fermati comportamenti criminali, criminoso-affaristici e imprevedibili risvolti demografici con implosioni sociali nel caso in cui i piani di certuni vadano in porto in un certo modo e non nei più intelligenti ed equilibrati.

Iniziamo a fare PSYOPS vecchia maniera: diffondiamo volantini, diramiamo per giorni e giorni comunicati alla radio e televisione, tramite canali RAI e Mediaset, nei quali si mette in guarda chi volesse raggiungere l'Italia sulla possibilità che sussiste relativamente all'affondamento di barconi, natanti, pescherecci e navi mercantili di qualsiasi tipo destinata a traghettare immigrati. 

Non lasciamo, però, che restino in trappola come topi: ridiamo  loro speranza, una terra promessa, anche in Africa.





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15 aprile 2015

IMMIGRATION AND BOAT PEOPLE: WE FIND A GOOD SOLUTION, BE CAUSE WE - THEY NEED (ABSOLUTELY) OF A GOOD SOLUTION

WE FIND A GOOD SOLUTION...
 
 With the arrival of spring and better weather conditions and the prevalence of high pressure in the Mediterranean, the extraordinarily excessive flows of immigrants fleeing from Africa and the Middle East, from the lands torn apart by civil war and genocide barbarians going up arriving persecution for Christians such as Nigeria, Kenya and other countries of the African continent and that pour in Italy, for the happiness and joy of the professionals of suffering and of the proponents of the humanitarian business can be avoided.
 
Just as Israel was the promised land for Jews on several occasions, in several waves over time and up to the fateful 1948 with the declaration of the State of Israel, I think it is possible, indeed extremely priority, seek solutions to the geopolitical and geostrategic same time relative to the identification of areas in Africa and the border between the Middle East and Asia and Europe which can accommodate the millions of immigrants that are estimated to have the potential to invade mainly Europe and mainly - coincidentally - our nation, Italy.
 
it is in this direction that the United Nations should guide their work of international policy aimed at protecting these people without a goal.
 
Why not try?
 
I apologize for my post written by me in English translated with Google Translate.
 
 
Con l'arrivo della primavera e il miglioramento delle condizioni meteorologiche e la prevalenza di alte pressioni nel Mediterraneo, i flussi straordinariamente eccessivi di immigrati in fuga dall'Africa e dal Medio Oriente, dalle terre dilaniate da guerre civili e genocidi barbari in corso, fino ad arrivare alle persecuzioni per i cristiani come per esempio in Nigeria, in Kenia e in altre nazioni del continente africano e che si riversano in Italia, per la felicità e la gioia dei professionisti della sofferenza e dei fautori del business umanitario può essere evitato.
 
Così come Israele è stata la terra promessa per gli ebrei a più riprese, a più ondate nel corso del tempo e fino ad arrivare al fatidico 1948 con la dichiarazione dello Stato di Israele ritengo sia possibile, anzi estremamente prioritario, ricercare delle soluzioni geopolitiche e allo stesso tempo geostrategiche relativamente alla individuazione di aree nel continente africano e al confine tra il Medio Oriente e l'Asia e l'Europa le quali possano accogliere i milioni di cittadini immigrati che si stima possano potenzialmente invadere prevalentemente l'Europa e principalmente - guarda caso - la nostra nazione, l'Italia.
 
E' in questa direzione che le Nazioni Unite dovrebbero orientare la loro opera di politica internazionale volta a tutelare queste genti senza una meta.
 
Perché non provare?
 
Chiedo scusa per il mio post scritto in inglese da me tradotto con Google Translate




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21 marzo 2015

ADESSO BASTA

DALLA BACHECA DI FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU 
SABATO 21 MARZO 2015


"Non si preoccupi" - disse la signora dell'Ufficio Movimento della sede Arst di Nuoro giorni fa - "vedrà che troverà il bus con pedane alla nostra stazione di Viale Sardegna".

Alle 7:00 arriva bus l'autista vedendomi resta basito: "mi dispiace ma non mi hanno consegnato in deposito quello con le pedane" dice sconcertato.

E meno male che devi necessariamente avvertire almeno 48 ore prima.

Ora non capisco se questo è il risultato di una pessima macchina organizzativa da "militarizzare" o se sono dispetti e dispettucoli interni all'Azienda Regionale Sarda Trasporti Arst o altro, resta il fatto che sono tornato a casa.

E devo studiarmi un modo per effettuare la richiesta in maniera documentabile.

Al prossimo scherzetto presenterò un esposto in Procura: interruzione di pubblico servizio a casa mia assume ancora un elevato livello di GRAVITÀ!
Buongiorno un par de palle!!!

— Incazzato NERISSIMO!
""Non si preoccupi" - disse la signora dell'Ufficio Movimento della sede Arst di Nuoro giorni fa - "vedrà che troverà il bus con pedane alla nostra stazione di Viale Sardegna".Alle 7:00 arriva bus l'autista vedendomi resta basito: "mi dispiace ma non mi hanno consegnato in deposito quello con le pedane" dice sconcertato.E meno male che devi necessariamente avvertire almeno 48 ore prima.Ora non capisco se questo è il risultato di una pessima macchina organizzativa da "militarizzare" o se sono dispetti e dispettucoli interni all'Azienda Regionale Sarda Trasporti Arst o altro, resta il fatto che sono tornato a casa.E devo studiarmi un modo per effettuare la richiesta in maniera documentabile. Al prossimo scherzetto presenterò un esposto in Procura: interruzione di pubblico servizio a casa mia assume ancora un elevato livello di GRAVITÀ!Buongiorno un par de palle!!!"
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11 marzo 2015

HYDRO MONSTRUM ABBANOA EST: IL DANNO E LA BEFFA

Tutto iniziò con l'ordinanza del primo cittadino di Nuoro di una settimana fa, pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Nuoro e con la quale egli vietava tassativamente, a causa di una presenza eccessiva di alluminio e ferro nell'acqua erogata da Abbanoa, il mostro creato da Renato Soru, l'uso potabile e di conseguenza l'utilizzo per la preparazione e la lavorazione di sostanze alimentari, creando innumerevoli disagi alla cittadinanza e ovviamente a una serie interminabile di operatori commerciali e artigliani.
Sia chiaro che non si punta l'indice su Alessandro Bianchi perché quando si parla di salute pubblica non si scherza e soprattutto non si guardano le partigianerie politiche però qualcuno mi deve spiegare il ping pong tra S.I.A.N. e Abbanoa.

E' risaputo che l'alluminio è altamente cancerogeno, risaputo anche che tutto questo è caratterizzato dall'abbassamento dei livelli del bacino imbrifero della diga di Olai ma occorre rivedere:
periodicità controlli
velocità di ordinare il divieto ed eventualmente il cessato allarme senza aspettare tempi biblici in un settore delicato e legato alla vita quotidiana.

E anche se è fuori tema - però non guasta certo - io, al posto di chi per le nostre Forze Armate coordina Strade Sicure nel territorio nazionale mi preoccuperei di sorvegliare obiettivi strategici e snesibili che in altri Stati sono i prtimi a richiamare l'attenzione dei militari: centrali elettriche, dighe, bacini imbriferi, etc...   




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10 marzo 2015

LANCIO PETIZIONE: PROPOSTA DI IMPLEMENTAZIONE DEL SERVIZIO DI URGENZA ED EMERGENZA SANITARIA 118 DELLA REGIONE SARDEGNA NEL PERIODO ESTIVO AD OPERA DELLE GUARDIE MEDICHE TURISTICHE

SOTTOSCRIVI LA MIA PETIZIONE SU change.org

 

https://www.change.org/p/presidente-della-giunta-regionale-della-regione-autonoma-della-sardegna-assessore-alla-sanita-e-ai-servizi-sociali-della-regione-autonoma-della-sardegna-direttore-centrale-operativa-118-di-cagli-guardia-medica-turistica-implementazione-del-servizio-n?recruiter=57184557&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=des-md-guides-no_msg&fb_ref=Default

Lancio questa petizione con l'intento primario di sensibilizzare le autorità politico-sanitarie della nostra Regione sulla necessità di rimodulare anacronistiche figure presenti sul territorio le quali, seppur indispensabili e spesso e volentieri di importanza primaria e vitale, devono essere necessariamente inglobate nel sistema di urgenza ed emergenza sanitaria 118 a complementare il servizio con appositi mezzi e risorse, non prima di una valida e qualitativamente consistente formazione di natura professionale presso le scuole di specializzazioni in medicina di urgenza ed emergenza sanitaria dislocate in Sardegna.

LETTERA A
PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ASSESSORE ALLA SANITA' E AI SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
DIRETTORE CENTRALE OPERATIVA 118 DI CAGLIARI
DIRETTORE CENTRALE OPERATIVA 118 DI SASSARI
ASSESSORE AL BILANCIO E PROGRAMMAZIONE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
RETTORE UNIVERSITA' AGLI STUDI DI CAGLIARI
RETTORE UNIVERSITA' AGLI STUDI DI SASSARI
DIRETTORI SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI MEDICINA D'URGENZA ED EMERGENZA DELLA SARDEGNA
PRESIDENTE A.N.P.A.S. SARDEGNA
PRESIDENTE COMITATO REGIONALE CROCE ROSSA ITALIANA DELLA SARDEGNA
GUARDIA MEDICA TURISTICA: IMPLEMENTAZIONE DEL SERVIZIO NEL SISTEMA DI URGENZA ED EMERGENZA SANITARIA 118 DELLA SARDEGNA




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27 febbraio 2015

NON POSSIAMO RESTARE A GUARDARE

 

(Fonte immagine: Google Search Engine)
 
Essere definiti dei veri Fratelli d'Italia è un concetto altissimo e di massima considerazione e gratificazione; una definizione chiara ed inequivocabile e che va ben oltre alla formazione politica che il sottoscritto appoggia a livello nazionale e regionale.
Gianfranco Paglia è un amico, in primis, ma il concetto molto più ampio e che spazia nel mio modo di concepire l'attaccamento alla nostra terra e alle nostre radici va ben oltre ai confini e i limiti di una formazione politica, va ben oltre al fatto che sia stato parlamentare prima del PdL e poi di Futuro e Libertà.
Il Tenente Colonnello Paglia è mio amico e Fratello d'Italia a pieno titolo, soprattutto dopo il suo intervento a "Servizio Pubblico", su La7, ospite di Michele Santoro, ex-giornalista rompicoglioni di mamma Rai prima e di Mediaset poi.
Ritengo che nessuno possa ribattere a quanto ha affermato circa il fatto che le Forze Armate italiane, in  un qualsiasi contesto operativo in diverse aree "calde" del mondo, seppur impegnati in cruente attività- a fuoco, hanno sempre e soltanto avuto quale prima e unica finalità la garanzia o il ristabilire della pace e di migliori condizioni di vita sociale delle popolazioni coinvolte, in perfetta sintonia con l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

E non ho particolarmente gradito il fatto che qualcuno abbia avuto a che ridire sul fatto che abbia presenziato in trasmissione in divisa da ufficiale; si è presentato come militare non come politico, quindi stiamo molto attenti nell'esternare giudizi e critiche nello specifico.

E questo avverrà anche in un eventuale impiego delle quattro Forze Armate in territorio libico per contrastare l'avanzata dell'Islamic State e del suo orrore. Sperando che si possa contare, nella lotta a questo mostro a tantissime teste, nel coinvolgimento globale per poterlo sconfiggere: la NATO e l'Organizzazione delle Nazioni Unite con i suoi Caschi Blu.
 




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17 febbraio 2015

TRIPOLI BEL SUOL D'AMORE ( DA PERDERCI LA TESTA!)

Dalla bacheca Facebook di Enzo Cumpostu, Nuoro 17/02/2015 

Quando nelle Forze Armate si è arrivati a certi livelli nella catena di comando, volente o nolente i tre-quattro stelle italici sono sempre dei mentori di qualche politico. O aspiranti statisti e presunti tali.
E' naturale, fisiologico: Mini, grande generale di corpo d'armata, con alle spalle una espereinza notevole maturata con la KFOR, in questa intervista tradisce probabilmente anche la sua natura politica.

Io, da ultimo ignorante, senza aver mai assistito a una sola lezione di Scienze Strategiche e senza aver mai messo piede al Centro Alti Studi Difesa dico che l'eventuale internazionalizzazione del conflitto in terra libica non sarebbe inizialmente consigliabile per le forze terrestri, eccezion fatta per l'élite, sicuramente capace di uscire "dal pantano" che egli delinea in un ipotetico scenario da combattimento a medio e lungo termine.

La Brigata delle forze da Sbarco MM e EI, diversi reparti della Folgore e di altre Brigate dell'Esercito, alcuni reparti dei Carabinieri ma anche l'Aviazione dell'Esercito riuscirebbero ad operare con professionalità, precisione, rapidità, efficacia di neutralizzazione.

Riguardo, poi, alla gestione democratica da esportare, si possono sempre studiare forme di governo create ad hoc, esaminate da esperti.

E tutto all'insegna di ottenere il massimo risultato in termini operativi e il minor danno per la popolazione civile, senza dimenticare ovviamente quanto vitale sia la Libia per l'Italia e non solo.

Calma. Meditare. E imparare a divenire abili, abilissimi giocatori di scacchi, quanto e più di Putin.

http://www.tgcom24.mediaset.it/…/-in-libia-si-combatterebbe…

Il generale Mini, comandante della missione Nato in Kosovo, avverte: "Facile entrare in guerra, ma si rischia di rimanere impantanati"
TGCOM24.MEDIASET.IT
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31 gennaio 2015

LA SPERANZA L'E' MORTA: A COLPI DI MATTARELLUM

Pubblicherò due stati della mia pagina di Facebook che si commentano da sé

Ore 17.13 del 31/01/2015

Più che dell'andamento dello spoglio-pagliacciata che passava tra le manine della Boldrini - che poi non è male come donna e dallo sguardo qualcosa in lei non va - stamane ero preoccupato per le pessime news in tempo reale di un mio contatto, volontario della Associazione xyz che arrivato con I colleghi nell ospedale Z per portare un paziente al pronto soccorso - su richiesta centrale operativa 118 ovvero con il Servizio Sanitario Nazionale con la quale l'associazione è convenzionata - mi scrive sconsolato e incazzato sul Messenger:
" abbiamo portato paziente e non ci sono barelle è ancora con le colleghe su nostra autocaricante, anche questo è il risultato dei tagli alla sanità"

Sarà. Ma penso sia il risultato di un totale menefreghismo e disinteresse di chi deve mettere in riga il personale ospedaliero in questo caso ausiliari.

" Il più delle volte - mi scrive - dobbiamo andare noi volontari a recuperare le loro barelle nei reparti, sicuramente profittano della nostra disponibilità"

Ecco, in casi così I responsabili di servizio in stile Decima MAS sono graditissimi.

 Ore 14.30 circa del 31/01/2015

Mentre le caste sturano spumanti e champagne per festeggiare Sergio Mattarella (ribadisco non è il mio Presidente) voglio salutare l'amico Colonnello Carlo Calcagni
Ricordiamo che Carlo fu irradiato da metalli pesanti a seguito della sua diretta partecipazione alle operazioni militari del nostro contingente nei Balcani dove operò come ufficiale pilota di elicottero dell'Aviazione Leggera Esercito.

 




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26 gennaio 2015

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: E SE NOI POTESSIMO CAMBIARE LA COSTITUZIONE, PARTE II TITOLO II DALL'ARTICOLO 83 AL 91?

Per garantire una maggiore rappresentatività del popolo nell’ elezione del Capo dello Stato, propongo a tutti voi miei costanti e assidui lettori del blog e contatti di Facebook questa mia proposta, diciamo pure un giochino di cambiamento della carta costituzionale, da “Fantacostituzionalisti” ma che tanto giochino non mi sembra, relativamente ai “rumors”, allo sdegno popolare e  relativamente alla modificazione di alcuni COMMI DI DIVERSI articoli:



il testo in vigore è quello colorato di nero, quello proposto è di color blu


PARTE SECONDA. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

 

Titolo II. Il Presidente della Repubblica

Art. 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri alla quale si aggiungono i rappresentanti delle regioni e delle province autonome da seguito chiamati Grandi Elettori; i Grandi Elettori di ciascuna regione a statuto ordinario ovvero a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome ricevono mandato di rappresentanza del popolo sovrano attraverso elezioni nazionali indette entro centoventi giorni prima dal giorno del primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato; essi sono numericamente eletti nella misura di un Grande Elettore ogni centomila cittadini votanti in ciascuna Regione ovvero Regione Autonoma a statuto speciale ovvero Provincia Autonoma della Repubblica.

 

 

 

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

 

 

 

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta.

Art. 84

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.

 

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

 

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge e qualsiasi diritto e beneficio cessa a partire dal giorno in cui avviene il termine naturale del mandato o per volontarie dimissioni.

 

Art. 85

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Al cittadino italiano risultante eletto Presidente della Repubblica viene conferito un mandato di rappresentanza assoluta del popolo sovrano di quattro anni rinnovabili una volta sola come previsto ai c. 1, 2 e 3 dall’art. 83.

 

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, non prima di aver provveduto, entro centoventi giorni prima dello scadere del mandato, a indire le elezioni nazionali dei Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome.

 

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

Art. 86

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

 

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione straordinaria del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice, come stabilito dal c.1 dell’art. 83,  la elezione straordinaria dei Grandi Elettori entro quindici giorni e dopo sucessivi quindici giorni indice le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

 

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale e massima espressione dei principi ai quali si ispira la nostra Costituzione.

 

Può inviare messaggi alle Camere.

 

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

 

 

 

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

 

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

 

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

 

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

 

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

 

Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Ha il Comando Supremo delle Forze Armate e dei suoi Corpi Ausiliari, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Ha il Comando supremo dei Corpi Armati dello Stato;

 

Presiede il Consiglio Superiore della magistratura.

 

Può concedere grazia e commutare le pene.

 

 

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

 

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

 

 

NOTE:

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

Il testo originario del comma era il seguente:

«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato.»

Art. 89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

 

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

 

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri e dai Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle province autonome ovvero dai delegati regionali che hanno partecipato alle elezioni presidenziali.

Art. 91

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

 




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21 gennaio 2015

LE DONNE E LA PROSTITUZIONE: UNA SCELTA PERSONALE CHE DEV'ESSERE LEGALIZZATA, RESPONSABILIZZATA, TASSATA MA LIBERA DI SOPRUSI E DAI CRIMINALI

DALLA BACHECA SU FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, POST PUBBLICATO DAL SOTTOSCRITTO QUEST'OGGI A SEGUITO DI UN BLITZ DELLA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI CAGLIARI, ANCHE A SEGUITO DI INDAGINI INIZIATE TEMPO FA DAL PRIMO DIRIGENTE DI POLIZIA DI STARO LEOPOLDO TESTA, FINO A QUALCHE MESE FA CAPO DELLA SQUADRA MOBILE DI CAGLIARI E ORA VICE QUESTORE VICARIO PRESSO LA QUESTURA DI MANTOVA.
UNA MIA OPINIONE, PERSONALISSIMA PER LA QUALE NON HO LA PRETESA CHE SIA CONDIVISA, IN TOTO O IN MINIMA PARTE...

NUORO, 21.01.2015

Enzo Cumpostu ha condiviso la foto di Leopoldo Testa.
2 ore fa · Modificato · 

Penso che queste ragazze o donne devono essere lasciate esercitare la loro professione autonomamente, in abitazioni da loro locate o acquistate, previa autorizzazione da parte della Prefettura e previo, evidentemente, l'obbligo di iscrizione, in totale anonimato, in un registro sanitario nazionale e con la previsione di effettuare periodici controlli relativamente alle MST ma anche a problematiche di salute mentale poiché ritengo che queste donne siano, in questo senso, molto più vulnerabili ed esposte di altre in questo senso.

Inoltre, ritengo anche che esse dovrebbero contribuire al sistema di prelevamento fiscale esercitato in posizione d'imperio dallo Stato su tutta la popolazione in attività lavorativa e produttrice di redditualità, sia per quanto concerne le imposte dirette che indirette.

Lo Stato ma anche la Chiesa Cattolica ovvero la CEI dovrebbero seriamente e non solo a parole affrontare il problema (anche perché credo non siano affatto poche le donne che si prostituiscono in Italia e secondo me molte lo fanno in totale anonimato e segretezza e sono pure sposate magari anche con figli e con un lavoro) dal punto di vista sociale, sanitario e della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

L'obiettivo e il fine ultimo da perseguire è quello di tagliare uno dei tanti tentacoli della criminalità organizzata, italiana e internazionale radicata nel nostro territorio, visto gli introiti vertiginosi, difficilmente quantificabili monetariamente, senza contare poi - e qui arriviamo alla ciliegina sulla torta - che spesso e volentieri si passa dalla determinazione e piena libertà di vendere il proprio corpo alle minacce, alle violenze, alle intimidazione e in taluni casi anche alla soppressione della vita per chi si ribella.

Se non commettono altri reati (es: legati al traffico ed allo spaccio di sotanze stupefacenti per dirne un paio classici) sono da considerare cittadine con tutti i diritti e doveri di ognuno di noi.
La moralità e il metterle all'indice, poi, è sicuramente un altro paio di maniche.

foto di Leopoldo Testa.
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15 gennaio 2015

MOSCHEE, TAGLIAGOLE E SETTE SATANICHE

L'inaspettata reazione da parte del terrorismo islamico emergente in Europa, reduce da una attività di "tirocinio formativo" negli anni tra Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, striscia di Gaza e infine Siria ha posto  in evidenza i diversi tallone d'Achille relativi alla sicurezza interna da parte dei paesi aderenti all'Unione Europea ma se mi permettete allargherei l'area ai paesi del trattato di Schengen anche non UE.

Autori delle mattanze di Charlie Hebdo, dell'assassinio della agente di polizia municipale e della presa  in ostaggio nel supermercato neutralizzati seppur la caccia ai loro complici finora abbia dato scarsi risultati.

La Francia da anni attiva in questi casi VIGIPIRATE (digitatelo sui motori di ricerca anche su www.google.fr e scoprirete di che cosa si tratta) e punta molto sulla prevenzione e la sicurezza all' interno del proprio territorio nazionale, in primis.

Visto con i miei occhi a Strasbourg nel dicembre 2013, tensione alle stelle, polizia ferroviaria armata e pronta ad agire, soldati che passeggiano a la Gare Centrale imbracciando il fucile d'assalto FAMAS lungo i binari, pattugliandoli e scrutando chiunque.

Evidentemente non è bastato: non è bastato perché la Francia sta pagando, con gli interessi,il prezzo della c.d. "Dottrina Mitterand", ovvero l'accoglienza e l'asilo a cani e porci del marasma e lerciume terroristico internazionale, i quali una volta a Parigi non potevano più correre nessun rischio relativamente a mandati d'arresto.

I terroristi sono francesi, europei: quei cinquemila fighters dei quali parla l'Europol, pronti a intraprendere azioni di fuoco o creare forse commando suicidi organizzati nei loro gruppi tra cellule dormienti ed attivisti e propagandisti, seppur non con troppo ruore per non dare nell'occhio.

Armi acquisite in Belgio, dicono, come il fucile mitragliatore AKS-74 U presente nel filmato postumo del terrosita Coulibaly, forse lo stesso tipo di fucile d'assalto ( in versione short con calciolo ribaltabile e canna accorciata) che è stato trovato dal Team Six dei Navy Seal nel covo quartier generale di Usama Bin Laden, arma molto diffusa tra le truppe russe quale armamento individuale per le truppe corazzate, presente inoltre dentro i veicoli blindati e a bordo dei grossi elicotteri d'assalto e da trasporto.

un problema che riguarda tutti paesi che ospitano cittadini stranieri ed islamici che hanno fatto il c.d. "salto di qualità".

E dovranno essere gli ambiti operativi, sociali ed economici  nei quali essi si muovono a dover essere finissimamente monitorati e non soltanto dalle forze dell'ordine e da intelligence civile ma anche militare.

Ma che questa emergenza non sia mai una scusa o un pretesto per cercare di mettere in secondo piano ed in penombra le altre problematiche che sono relative alla attività svolta quotidianamente dagli organi di polizia giudiziaria e dalla magistratura.

La mafia resta resta un pericolo per la società e per il corretto e giusto funzionamento di uno Stato di diritto, sovrano.

La camorra, la 'ndrangheta e la Sacra Corona Unita pure, le altre organizzazioni delinquenziali italiane e straniere che operano da noi come sopra.

La droga, le persone scomparse, i grandi reati partimoniali e finanziari commessi da personcine giacca e cravatta, Jaguar o Porsche o Ferrari ma senza alcun scrupolo.

Resta un grande problema il fenomeno delle sette sataniche, di quelle religiose e presunte tali, delle psico-sette come "Onde Delta" che agiva anche a Nuoro e che è stata scoperta e sgominata dagli uomini della Squadra Mobile di Nuoro  in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Squadra Anti Setta della Polizia di Stato venendo appositamente da Roma.

Squadra Anti Setta che visto la crescita del fenomeno e il giro d'affari che ruota attorno a questo mondo ma sopratutto al fatto che spesso e volentieri le persone vulnerabilissime potrebbero essere a rischio della loro e altrui incolumità fisica dovrebbe essere presente in ogni Questura della Repubblica, magari  unica e che ne raggruppa due se si tratta di province piccole, come per esempio Nuoro ed Oristano.

A proposito: che ne dite se si rivedesse il reato previsto dall' articolo 603 del codice penale e riconsiderare sia il reato di plagio sia quello di plagio psicologico?     




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18 dicembre 2014

IO, FASCISTA CHE SI E' FATTO LA FOTO CON ACCANTO LA STATUA DI MARX

(Berlino, Straße des 17. Juni  Sowjetisches Ehrenmal, monumento ai caduti sovietici della seconda guerra mondiale)

Sono fondamentalmente di destra ma non potevo mancare e non potevo non rendere omaggio, nel mio breve viaggio berlinese di quattro giorni, anche alle migliaia di caduti per la libertà dell'Armata Rossa.
I soldati sono soldati, gli Eroi non hanno schieramenti.

Berlino è una capitale multietnica, per antonomasia, ma è anche una città così come tante altre "metropoli medioevali-moderne" alemaniche dove le regole e l'ordinamento giuridico vengono rispettati, di buona norma.

Una città che sicuramente non ha la maggioranza, tra gli abitanti stanziali, di cristiani cattolici e non si fa di certo "imprinting religioso" ma il rispetto è dominante, soprattutto relativamente alle tradizioni seguite. 

E questo lo dico e lo ribadisco non solo riferendomi alla Germania.

Leggo, estremamente meravigliato ma allo stesso tempo altamente incazzato, la notizia che in molte scuole primarie del Comune di Milano quest'anno è sparito il presepe.

Mi sembra chiara l'intenzione e credo che non occorrano giustificazioni o interpretazioni.
Noi, credenti seppur non praticanti se non saltuariamente capiamo perfettamente cosa significhino questi atteggiamenti, questi segnali, questo sì che è "imprinting" politico.

Questa, miei cari amici, la sinistra italiana, lumbard, post-brigatista, post-potere operaio e autonomia operaia, nient'affatto incorruttibile e se una vera giustizia esiste lo dimostrerà che per sistema di "Mafia Capitale"  non si tratta di un circoscriverlo a Roma...

Finirete in galera, prima o poi.




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3 dicembre 2014

LA PANDEMIA DELLA CORRUZIONE NAZIONALE E IL RUOLO DI ALCUNE PARTICOLARI INTELLIGENCES POCO ORTODOSSE IN ITALIA

 Lo scambio relativamente all'espressione del consenso elettorale rappresenta una pessima (e costante) consuetudine del nostro paese: la forma classica era ed è tutt'ora caratterizzata dalla richiesta di favori tradizionali e "innocenti" (richieste occupazionali ad esempio in cambio di voti) fino alla concessione di beni e servizi attraverso gli appalti: i boss di quartierino ci sono sempre stati ( indiscutibilmente anche in Sardegna e anche da queste parti sono presenti e particolarmente attivi) e una cosa che sicuramente mi ha fatto e mi fa tutt'ora andare in bestia è sapere che leader politici (modus operandi abbastanza utilizzato a dx come a sx) si avvalessero e si avvalgono della "fattiva collaborazione" di ex appartenenti ad organizzazioni eversive e terroristiche del passato, come i NAR per quanto riguarda Roma per esempio, o le Brigate Rosse e altre formazioni di fuoco e sanguinarie.

Quei NAR, tra l'altro e ricordiamolo, si resero tragicamente protagonisti di diversi attentati e uno per tutti quello nei confronti del ventiseienne Capitano di Pubblica Sicurezza Franco Straullu di Nuoro, ucciso in un agguato insieme al suo agente e autista ambedue in forza alla Direzione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali della Questura capitolina. Guarda caso, proprio il giorno nel quale l'auto blindata era in riparazione...

Quella DIGOS che negli anni caldi si divise il lavoro, nelle maggiori città italiane, con due nutrite squadre di investigatori che si occupavano rispettivamente di "estremismo rosso" e "estremismo nero", prima dell'omicidio di Aldo Moro e ancor più dopo il ritrovamento del suo corpo senza vita, crivellato con la CZ 61 Skorpion, dentro il bagagliaio della Renault 4 di color rosso  in via Caetani a Roma.

Come leggerete nei testi riportati in questo servizio di un quotidiano, stralci di verbali di polizia giudiziaria a seguito di intercettazioni telefoniche operate dalla Procura della Repubblica romana tramite il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri di Roma parlano di un Massimo Carminati abbastanza spigliato nella distribuzione di tangenti a destra e a manca.

E fa emergere quel qualcosa che non era mai emerso cioè quello che lui definisce " il controllo della strada", l'ascendente che lui e la sua temutissima banda esercita nei quartieri più popolari e malfamati della capitale, come la Magliana appunto, anche se come ben sappiamo il raggio di azione di questa organizzazione criminale locale è estesa a tutta la metropoli e non solo, città ; in quella Roma metropolitana, Caput Mundi con milioni di abitanti che come tante altre metropoli anche criminalmente non è gestibile da un'unica organizzazione di lestofanti.
 
Massimo Carminati avrebbe agito in nome e per conto della famosa banda più volte chiamata in causa anche nelle indagini contro Andreotti, banda che si vocifera a Roma fosse una sorta di braccio armato dell' intelligence per i c.d. "lavori sporchi", terminazione operativa, forse, della organizzazione "Anello" la quale, come una matrioska, era una specie di servizio segreto dentro al servizio segreto e a comparti stagni e segretissima, composta però di loschi personaggi e non da rappresentanti delle forze dell'ordine e/o militari, altro che Gladio (sempre chiamata in causa spesso e volentieri a sproposito) e NDS, lo specchietto per le allodole!!!!!
 
Altra cosa estremamente strana e che non fa "quadrare i conti" riguarda la recente campagna elettorale anche per le regionali in Sardegna e le europee sul problema annoso degli immigrati: gli slogan di Fratelli d'Italia rispecchiano la loro posizione, che è diversa dalla mia: mentre loro propongono uno stop fermo e assoluto al fenomeno dell'immigrazione sistematicamente attuata e incoraggiata e foraggiata dal centro-sinistra, personalmente ritengo invece si renda necessario un intervento in loco, ovvero nelle aree di crisi che generano flussi migratori, per ristabilire la pace laddove è possibile: sicuramente non è possibile in Siria, dove gli americani avano il dovere morale di intervenire non con bombardamenti e droni ma con invio di truppe a terra e lo stesso dicasi per la Libia.

Questo discorso sull'immigrazione l'ho volutamente inserito nel contesto di questo post perché dalle indagini risulterebbe che questo Carminati faceva business con gli extracomunitari e con i ROM, come si evince dalle intercettazioni acquisite, extracomunitari e ROM sui quali sempre e comunque Fratelli d'Italia si è apertamente dimostrata contraria al loro sistematico arrivo e alla impossibilità di applicare normative differenti relativamente ai clan degli zingari.

Ora appare anche il centrosinistra ma soprattutto certa sinistra con le loro cooperative rosse, delle quale avevamo di già la quasi certezza di un loro diretto coinvolgimento relativamente alla marea di immigrati in arrivo.
 
Ma a quanto pare anche qualche altro collaboratore di ex inquilini del Campidoglio (e non mi riferisco ad Alemanno) pare non fossero da meno  
Permettetemi di sostenere e di evidenziare il fatto che non ci sarebbe una corrispondenza reale tra il dire ed il fare: qui c'è indubbiamente qualcosa CHE NON QUADRA.

Se così non fosse, come del resto mi auguro e si augurano tutti gli italiani con  un quoziente intellettivo nella media, lo vedremo entro breve e cioè vedremo se la Magistratura Italiana è realmente una entità istituzionale autonoma e totalmente indipendente dal potere politico e questo si concretizzerà quando le sirene dei furgoni cellulari della Polizia Penitenziaria andranno a far carico pieno alla Regione Lazio, a Campidoglio, e anche a Cagliari in Regfione o nei palazi delle maggiori amministrazioni comunali perché anche qui, ebbene sì, seppure in maniera più morbida, più soft, si ruba lo stesso, gli appalti si concedono lo stesso con determinati criteri et cetera et cetera...
 
 
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permalink | inviato da enzocumpostu il 3/12/2014 alle 15:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 novembre 2014

DIGNITA' DELLA PERSONA E DIGNITA' NAZIONALI POTREBBERO CAMMINARE PARALLELAMENTE

Assolutamente favorevole a buona parte del discorso effettuato dal Santo Padre al Parlamento Europeo se da mettere in relazione alla responsabilità e al carico sul groppone che dovranno necessariamente assumersi anche altri paesi dell’Unione Europea dapprima con il trattato di Roma e a seguire con linee ben definite da quel 7 febbraio 1992 di Maastricht in poi.
Mi preme sottolineare che la parola accoglienza è in questi casi sinonimo di emergenza, di fuga, di ricerca esasperata del ripristino di condizioni pacifiche di vita interne e nei rapporti con i paesi confinanti e i vari “califfati” stay-behind dietro i quali non è chiaro ai più chi tira esattamente i fili.

 

Mi aspettavo, dal Santo Padre, un discorso incentrato soprattutto nel rispetto sì dell’ecologia ma di quella del continente africano, dove si dovrebbe cercare di migliorare, con la tecnica, la scienza e l’intelletto nonché l’umanità, le condizioni ideali di vita: mi aspettavo di sentire parole, incoraggiamenti in questo senso, sprone anche di questo verso quelle nazionalità rappresentate da decenni nell’emiciclo avente sede in Strasburgo, città  della suggestiva Alsazia che personalmente adoro.

Si dovrebbero educare i migranti a una immigrazione regolare, ad abbandonare certi modus operandi diventati consuetudine, modus operandi che devono e possono essere fermati soltanto – purtroppo credo che le mie parole non possano essere smentite – attraverso misure di intervento militare .
Quella consuetudine che per alcuni “così è e tale deve restare”: e invece no.

 

Mi preme soffermarmi su uno dei passi dell’intervento fatto in questa sede da Papa Bergoglio:
“…Promuovere la dignità della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non può essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici…”;

e, ancora:

È il grande equivoco che avviene «quando prevale l'assolutizzazione della tecnica»[6], che finisce per realizzare «una confusione fra fini e mezzi»  e, in ultimo, la frase di monito e da mezza scomunica:”… L'assenza di un sostegno reciproco all'interno dell'Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignità umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali…” E fin qui ci siamo al novanta per cento.

 

 

Se Papa Francesco avesse avuto modo di leggere – ma non credo proprio che lo farà – gli direi che se di interessi economici non so se si tratta, ma so per certo che se l’Occidente e di riflesso anche l’Europa “invecchiata e compressa” potessero recepire il suo messaggio indubbiamente si attiverebbero affinché in molti stati le condizioni di vita possano cambiare in progetti seri di cooperazione costruttiva, un “resurgo” africano e non di molte aree depresse e molti stati martoriati; ci rendiamo conto, evidentemente, dell’impossibilità di applicare la regola a tutto l’universo che genere migranti.

Migranti che però devono cessare di utilizzare le modalità da clandestini per poter accedere ai paesi laddove essi mirano.

L’Italia è solo il primo approdo ma non penso proprio sia il  loro sogno o ultima meta.

 

Credo proprio che il Pontefice farà ben altro piuttosto che leggere il mio blog o il mio stato di Facebook ma nell’auspicare che si orienti fruttuosamente il rapporto tra UE e la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee spero che egli non dimentichi che una delle chiavi resta proprio la cooperazione, lo sviluppo e gli aiuti sostanziali in questi Paesi; interventi che necessitano di movimentazioni  dinamiche economiche e tecniche ma non assolutizzanti perché è sempre l’uomo che le governa, con diligenza: o per lo meno si spera.

 

1.      Visita al Parlamento Europeo (Strasburgo, 25 novembre 2014)

 




 

 

 




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20 novembre 2014

NON E' RES PUBLICA!

 

DALLA BACHECA DI FACEBOOK
DI ENZO CUMPOSTU DEL GIORNO:
MERCOLEDI' 19 NOVEMBRE 2014

Devo fare per forza di cose una considerazione - vi prego di non cercare il pelo nell'uovo e punte di polemica nelle mie parole perché questa non è assolutamente la mia intenzione ma non posso assolutamente trattenermi non ci riesco proprio stavolta - relativamente alla operazione di fund raising avviata lo scorso anno dal Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana dopo la tragedia del 18 novemre 2013 e i suoi 18 morti per l'alluvione che colpì indistintamente il nord, il centro ed il sud dell'isola.

la considerazione che vorrei fare è semplicemente questa: ovvero che la mia opinione contrasta con quanto afferma il Volontario CRI nella sua lettera al direttore del quotidiano cagliaritano "L'Unione Sarda" e pubblicata nello stesso, proprio in relazione alla battaglia e alla trasformazione di personalità giuridica dell'Associazione, seppur il Comitato Centrale e quelli Regionali mantengano invariato il loro status di Ente Pubblico non Economico (credo almeno che l'esatta definizione sia questa e se erro vi prego di corregermi) noi in questo specifico contesto NON dovevamo relazionarci con la Regione Sardegna, dando purtroppo una immagine molto negativa dell'Associazione soprattutto ai VOLONTARI, scegliendo di incaricare la Regione Autonoma della Sardegna di esercitare il suo peso e le sue misure per l'assegnazione di fondi alle vittime dell'alluvione in Sardegna di quel maledetto 18 novembre 2013 raccolti con gli sms solidali a numeri dedicati e messi a disposizione da operatori telefonici nazionali con lo stesso iter procedurale che si adotta, di norma, per l'assegnazione di contributi sì ma con la differenza che i soldi della res pubblica provengono indistintamente da tutta la comunità nazionale attraverso il prelievo fiscale ovvero il regime tributario diretto e indiretto mentre le DONAZIONI sono somme di variabile entità che vengono SPONTANEAMENTE DONATE e non coercitivamente prelevate con apposite e specifiche normative.

La soluzione relativa ad una equa distribuzione sì, caro Volontario , spettava al settore dirigenziale ed amministrativo dell'Associazione e ai livelli centrali e regionali prima, provinciali e locali poi, con la pretesa da parte dei richiedenti al momento del compilare gli appositi moduli di richiesta di assegnazione di una serie di requisiti che richiedessero una inoppugnabile e indiscutibile documentazione da presentare e che non dessero adito al sorgere -nemmeno lontanamente- a dubbi e incertezze da parte di chi ne avrebbe rivendicato diritto, a fronte della quantificazione di danni o perdite di beni mobili ed immobili ed eventuali costi di ristrutturazione, adottando dei criteri e delle modalità che dapprima dovevano partire dal Comitato Centrale e approvate da quello Regionale, il quale Presidente avrebbe potuto individuare le figure amministrative, dipendenti della CRI, che per capacità individuali e qualifiche particolari provvedessero alla creazione di un ufficio che entro x mesi raccogliesse le domande (tramite le Amministrazioni comunali dei centri interessati ovvero Sindaci e loro Servizi Sociali e le località individuabili come da delibere regionali questo sì mi sarebbe stato bene) procedendo poi, speditamente, all'assegnazione seguendo graduatorie e priorità in relazione al rapporto danni materiali/situazione economico-sociale del nucleo familiare imprese e aziende escluse naturalmente, le quali sì dovrebbero rifersi sullo stato ergo su Regione, Provincie, Amministrazioni Comunali.

Molto attivi e spediti in questo particolare contesto vedo, molto meno quando tempo fa affossarono la capillare partecipazione della CRI in tutte le province al Sistema di Urgenza ed Emergenza Sanitaria 118 sardo.

Restiamo, ora, in attesa di una maggiore considerazione, oltre che per il 118, anche per le attività della Protezione Civile che la normativa demanda alla Regione per buona parte delle attività e non solo in caso di reale emergenza.

Se volete replicare mi fa piacere, non è di certo obbligatorio.
Purché si mantenga un contegno civile e ordinato. Keep calm...
Chi non conosce, per lo meno un pò, la realtà della CRI, farebbe cosa gradita se in questo post evitasse di intervenire a meno che non sia a conoscenza di notizie straordinariamente interessanti e inedite nello specifico. Grazie a tutti.

http://www.unionesarda.it/…/alluvione_la_croce_rossa_si_dif…

 
19/11/2014 - L'Unione Sarda: Cronache dalla Sardegna - Alluvione, la Croce rossa si difende "I soldi in ritardo? Non è colpa nostra". Leggi l'articolo.
unionesarda.it




permalink | inviato da enzocumpostu il 20/11/2014 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 novembre 2014

WEATHER CONDITIONS

Dal Comitato Regionale della Croce Rossa Italiana della Sardegna, nella persona del Tenente Commissario del Corpo Militare CRI Francesco Lo Piccolo, Delegato Regionale per le Attività d'Emergenza C.R.I., ricevo questa comunicazione di stato d'allerta meteo per le prossime ore a venire in Sardegna, con preghiera di massima diffusione a tutti i Volontari CRI della componente a regolamento civile e a regolamento e ordinamento giuridico militare, contando sulla disponibilità e pronta reperibilità ( Rapid Deployability or High Readiness) in caso di effettiva necessità.

Incrociamo le dita e tenetevi pronti/pronte

Io, almeno "virtualmente" vi starò vicino. Come sempre.



Info Comitato Regionale

20:02 (0 minuti fa)

me



Enzo Cumpostu

Il giorno 03 novembre 2014 20:02, Info Comitato Regionale <xxxxxxxx> ha scritto:

Buon Giorno Enzo


Al D.P.A.E. C.R.I. 
CA-SS-OR-NU

Al D.L.A.E. C.R.I. 
Bosa - Olbia

Ai Comitati Provinciali C.R.I. 
CA-SS-OR-NU 
Ai Comitati Locali C.R.I. 
Bosa -Olbia 
Alle Sale Operative Provinciali C.R.I. 
CA-SS-OR-NU 
Alle Sale Operative Locali C.R.I. 
Bosa - Olbia 
LORO SEDI

OGGETTO: AVVISO DI CONDIZIONI METEOROLOGICHE AVVERSE

Si trasmette l’avviso di condizioni meteorologiche avverse, ricevuto dal Dipartimento di Protezione Civile, per il tramite della Sala Operativa Nazionale, relativo al territorio della nostra regione:

DAL MATTINO DI DOMANI MARTEDI 04 NOVEMBRE 2014, E PER LE SUCCESSIVE 24-30 ORE, SI 
PREVEDONO VENTI DAI QUADRANTI MERIDIONALI, PREVALENTEMENTE DA SUD-EST, DI 
BURRASCA, CON RAFFICHE FINO AD INTENSITA’ DI BURRASCA FORTE, SU SARDEGNA. 
  
Pregasi mettere in atto le idonee misure di pre-allerta in ambito provinciale e locale, mantenendo 
le S.O.P. e le S.O.L. di competenza aperte e in stretto contatto con questa S.O.R. 
I D.P.A.E e i D.L.A.E. vorranno garantire con un livello di attenzione ALTO la reperibilità H24.

Distinti saluti.


              IL DELEGATO REGIONALE 
       PER LE ATTIVITA' DI EMERGENZA 
             FRANCESCO LO PICCOLO











permalink | inviato da enzocumpostu il 4/11/2014 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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