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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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7 gennaio 2014

NOI VEDIAMO OLTRE PIGLIARU

 

la vignetta di jeep
( Fonte vignetta: WEB )
 
Il PD, ovvero i Poltrona Dipendenti dell'isola, probabilmente sospinti anche da indicazioni nazionali e placet di altri partiti alleati, tirano fuori dal cilindro mandrakiano il loro asso nella manica, sicuramente un osso duro per Ughetto e per noi di destra e del complesso della coalizione di cdx sarda; osso duro che fa rumore e non solo per il suo comprovato spessore e  un invidiabile CV: non appena si ha la conferma del suo nominativo quale candidato a leader màximo, acquisisco le prime informazioni, i primi "who is" del noto professore universitario e di Francesco Pigliaru richiama la mia attenzione, pubblicato nel suo blog personale, il post del 30 Dicembre dello scorso anno nel quale affronta, analiticamente e con molta freddezza, il problema dell'industria manifatturiera in un ipotetico rilancio dell'attività produttiva, pianificabile in Sardegna. 
 
Più che affrontare tematiche Pigliaru raffronta la situazione economico-produttiva in questa scassata Sardegna con altre realtà - con cognizione di causa vista la familiarizzazione con la Gran Bretagna e non solo per l'accademico PD e di questo diamo atto - e conclude il suo intervento lanciando strali e moniti per il futuro prossimo a venire sui quali siamo tutti, uomini e donne di destra responsabili (e vanno distinti dagli irresponsabili) più o meno perfettamente consapevoli: la produttività manifatturiera non andrà avanti senza una comprovata specializzazione delle risorse umane impiegate, senza una istruzione primaria e secondaria che per forza di cose dovrà colloquiare con il mondo imprenditoriale nel suo complesso e nelle sue specifiche settorialità relativamente all'orientamento e una adeguata formazione professionale che non sia mai più concepita quale entità clientelare laddove piazzare i propri elettori e loro parenti.
Il passato - dice Pigliaru - non deve essere preso come modello o punto di riferimento e si parte da zero.

Perfetto professore, non fa una grinza, ma contrariamente a quel che lei asserisce con questa sorta di "chi ha avuto, ha avuto avuto chi ha dato ha dato ha dato scordammuce 'o passato" purtroppo tutto stride dannatamente con la realtà; inoltre, la sua visione del globo-occidente-Sardegna non credo corrisponda al pensiero lineare e diffuso tra i suoi alleati e compagni di cordata, ma soprattutto si tratta di conclusioni che cancellano e dimenticano la drammatica situazione di migliaia di famiglie sarde che vivono soprattutto a ridosso di quelli che oggi potremo definire gli spettrali fantasmi produttivi industriali anni sessanta-settanta e anche ottanta.
 
Ci andrà lei, professor Pigliaru, di casa in casa da questa povera gente, ad affermare la sua teoria sì bella ma che ricorda vagamente una sorta di selezione delle carni di prima scelta da macellare?
 
Lei è sicuro che noi non possiamo proporre - da noi e anche off-shore - dei modelli produttivi che vanno oltre a quelli di già collaudati e testati e da lei studiati e analizzati che appartengono - non dimentichiamolo mai - ad altri contesti geopolitici, interessanti ma lontani dal nostro mondo e dalla nostra terra che comunque, seppur non dovremo vivere di soli turismo e servizi, ci sono estranei e allontanerebbero le caratteristiche di splendore che da sempre ci contraddistinguono pur mantenendo, come rette parallele, la doppia identità sarda e italiana? 
 
Lei è altrettanto sicuro e certo del fatto che un Sistema Economico Produttivo Regionale come quello sardo sia impossibilitato di includere, al suo interno, figure non specializzabili che andrebbero comunque diversamente impiegate e che di fatto e comunque riuscirebbero a sospingere la nostra isola come il maestrale nelle vele latine d'un tempo?

Mi permetta, professor Pigliaru: se vi è la volontà si può e il celeberrimo e dannunziano memento audere semper, questa volta, credo proprio che calzi a pennello. 

NOI, VEDIAMO OLTRE






permalink | inviato da enzocumpostu il 7/1/2014 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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