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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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19 giugno 2014

ENRICO BARISONE, LO SCERIFFO PIEMONTESE UN PO' RIBELLE MA CON LE CONTROPALLE

Nacque nel 1941 a Zara, terra martoriata, luoghi degli eccidi e delle foibe ed altri crimini dei bolscevici titini.
Si trasferì subito dopo in Piemonte e da giovane così come tanti ragazzi neo-diplomati tentò l'avventura dell'Accademia Militare di Modena, in quella compagnia di allievi destinati da subito ad alimentare le aliquote degli ufficiali subalterni in s.p.e. dell'Arma dei Carabinieri.

Enrico Barisone, Generale di Brigata della riserva e Medaglia d'Oro al Valor Militare si fece notare operativamente ancor prima del suo trasferimento in Sardegna, ancor prima del suo "impatto" con la realtà barbaricina e la lenta trasformazione che il crimine aveva timidamente posto in essere, in una miscela esplosiva di eventi criminali misti tra sequestri di persona e tentativi di atticchimento del terrorismo, sicuramente rosso, in Sardegna e in particolare nel Nuorese.

Qualche volta mi capitò d'intravederlo qui a Nuoro ma non a distanza ravvicinata; dava la sensazione di una persona estremamente schiva ma forse quella era una impressione che soltanto chi non lo conosceva poteva avere.

Aveva i suoi uomini, la sua squadra dei quali si poteva fidare ciecamente e per i quali sicuramente fece tanto: si dice che salvò addossandosi responsabilità diversi dei suoi da guai con la magistratura a causa di alcuni "incontri ravvicinati di un certo tipo" con criminali, latitanti, forse anche terroristi, in poco cordiali battute che non erano verbali ma scontri a fuoco.  

Personaggio discusso e criticato ma anche amato, venerato da molti, soprattutto nei ranghi bassi della Benemerita, per la sua capacità di incutere timore e rispetto da parte di chi aveva conti in sospeso con la giustizia dell' uomo.

Abile tiratore sia con armi individuali corte e lunghe, automatiche o semiautomatiche di ogni marca e tipo. Esperto ed appassionato di armi. 

Un modus operandi un pò "israeliano"? forse, si dice che, si narra che, ma di fatto non esiste alcuna prova.
Una cosa è più che certa: trattava i delinquenti, quelli veri e più pericolosi, come meritavano.

Un lupo solitario che adorava il Supramonte: carattere ribelle, mi dicono che dopo il pensionamento e una carriera brillante ma non come avrebbe meritato per via di un "incidente giudiziario" occorso in quel di Brescia, dove da Maggiore comandò il Reparto Operativo della provincia lombarda,  città nella quale fu indagato dalla locale Procura, i suoi rapporti con le alte sfere dei tempi dell'Arma si raggelarono.

L'allora Capitano Barisone già comandante della Compagnia CC di Bitti e, successivamente, del Reparto Operativo di Nuoro: lui e la sua mimetica e il suo cinturone. Si diceva che delle volte lo si poteva vedere con due pistole, una aggiuntiva alla 92 S d'ordinanza e per questo particolare fu scherzosamente chiamato "lo sceriffo".

Ma non era affatto un esaltato ma l'esatto opposto: abilissimo investigatore, conosceva tutte le tecniche e gli strumenti che per i tempi erano a disposizione della polizia giudiziaria.

Inoltre, pare che fosse abilissimo nella tecnica dei travestimenti, del passare inosservato, del camouflage, del vestirsi da pastore tanto da poter essere scambiato potenzialmente anch'esso, a prima vista, per un elemento sospetto.

Con la sua morte, scompare uno dei testimoni, tra gli accaniti combattenti dalla parte dello Stato, dei periodi criminali più intensi e brutali nella storia della Sardegna del ventesimo secolo, portando nella tomba molti segreti e quasi certamente le risposte certe alle interminabili domande e sospetti su molti fatti criminali ed al dietro le quinte dell'anonima sequestri sarda, dell'eversione in Sardegna, del ruolo dei servizi segreti - civili e non solo - nella nostra isola in quest'ambito.

E soprattutto le relazioni intercorse tra criminalità e ambienti della "Nuoro bene" e della Sardegna e Cagliari "bene"... Magari anche i rapporti con alcuni politici locali, benefattori dell'autonomia isolana...

(da www.barbagiarossa.wordpress.com )

      




permalink | inviato da enzocumpostu il 19/6/2014 alle 9:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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