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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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17 ottobre 2007

Lo sapevate che...

 

Ospedale Zonchello di Nuoro . . . Era di fatto proprietà della Croce Rossa Italiana fino agli anni '30? E sapevate che al suo interno operava una équipe sanitaria all'avanguardia sia professionalmente che come attrezzature dei tempi, strettamente collegata con il "Forlanini" di Roma e che poi, successivamente, la C.R.I. ha ceduto all' Istituto Nazionale Fascista per la Previdenza Sociale e solo con la prima riforma ospedaliera  del 1968 seguita poi dall'istituzione del SSN del 1978 è passato alla USL n° 7 di Nuoro divenuta ASL n° 3? La struttura sanitaria e' immersa in un parco di oltre nove ettari di terreno, vale a dire più del doppio dell'intera area della Base Logistica Addestrativa di Viale Sardegna, impropriamente chiamata "Caserma R. Loy " ancor prima sede de 12° CE.RI.MANT., prima ancora 12° Reparto Rifornimenti, Sezione Autonoma Artiglieria e Direzione Artiglieria di Nuoro durante la seconda guerra mondiale. Una piccola "chicca" storica di Nuoro. . .
 




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17 ottobre 2007

Il duplice omicidio della Finanziaria assassina:precipita elicottero della Polizia a Pomezia, muoiono i piloti. Manganelli, Capo della Polizia: "Liguori e Faliveni erano tra i migliori piloti sulla piazza"

  Se la Procura della Repubblica apre un fascicolo in cui ipotizza il reato di lesa maestà a Francesco Storace (il leader de La Destra ha forse esagerato ma la caccia alle streghe è roba da Berlino Est) ne dovrebbe aprire un altro per duplice omicidio (a mio avviso volontario) in riferimento all' elicottero Agusta Bell-206 del Reparto Volo di Pratica di Mare precipitato ieri nei pressi di Pomezia, pilotato dallo stesso Comandante del Reparto Volo Giovanni Liguori, Dirigente della PS e che aveva al suo fianco, come co-pilota, l'ispettore Faliveni, 46enne. Liguori ha tentato quasi sicuramente un atterragio di emergenza che purtroppo non è riuscito.  L'allarme è stato dato da un passante che, vedendo l'aeromobile precipitare, ha immediatamente avvertito il 113; sul posto giungono i Vigili del Fuoco con la speciale squadra SAS, le ambulanze dell'Ares 118 oltre a colleghi dei due piloti. Immediate le reazioni dei colleghi e di alcuni sindacati di polizia che puntano l'indice sui difetti a cui era soggetto l'AB-206; va ricordato che un aeromobile come questa è precipitata due anni fa qui, vicino a Nuoro, nei pressi di Borore e nell'incidente morì uno dei membri dell'equipaggio. Il Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare contava di un organico di docici elicotteri, ora, evidentemente, sceso a undici: n° 4 Ab-206;n°4 Ab-212;n° 4 Ab-109 oltre a 7 velivoli tra cui un Piaggio P-180. Se degli "aerei blu" da VIP che servono a scarrozzare qua e là Presidenti della Repubblica, Presidenti del Consiglio, Ministri, Sottosegretari e Generali con mogli prole e codazzi di leccaculi e di giornalisti al seguito ne faremo tranquillamente a meno non è assolutamente tollerabile che le nostre Forze dell'Ordine abbiano elicotteri che hanno una vita operativa di circa trent'anni!  Lo stesso dicasi per il nostro Esercito! O l'Aeronautica Militare: pensate che gli elicotteri del 15° Stormo AM di Ciampino, che vengono utilizzati anche per operazioni SAR (Search And Rescue, soccorso avvistamento e Ricerca soprattutto in alto mare) sono gli stessi Sikorsky HH-3F che erano utilizzati negli anni settanta! Gli avranno dato una passatina di vernice, da bianca a mimetica, una "prinzellada de tinta" diremo in sardo... Forze Armate, Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine svolgono spesso e volentieri servizi con le loro aeromobili ad ala fissa e rotante anche per pubbliche calamità, rendendosi immadiatamente disponibili alla comunità nazionale e, se richiesto, oltre confine! Però c'è chi va ai Gran Premi... E chi fa scorrazzare sugli Airbus dell'Aeronautica e sui Falcon o sui P-180 parenti, amici, giornalisti compiacenti...
Vergognatevi, fate semplicemente schifo! Punto... 




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17 ottobre 2007

Piume di gallo cedrone e Penne Nere

Forse non tutti sanno che mio padre, dal 1952 al 1994, è stato sottufficiale dell'Eseercito Italiano per trentacinque anni in servizio permanente e otto in ausiliaria, Maresciallo Maggiore Aiutante d' artiglieria, capo-armaiolo dapprima della Sezione Autonoma Artiglieria di Nuoro poi, successivamente, passato (ma solo sulla carta) alla 12.ma Officina Riparazioni Esercito, nella caserma di viale San Bartolomeo a Cagliari pur restando, operativamente, qui a Nuoro quale responsabile della Sezione Riparazione Armi; prima di essere trasferito qui in città, da caporal maggiore prima e - dopo aver superato il corso di Allievo Sottufficiale Specializzato a Rieti - da sergente e sergente maggiore poi, passò quasi sette anni in quel di Terni, come istruttore per le reclute, di tutti i reparti dell'EI provenienti da ogni regione d'Italia che si accingevano, al termine del CAR, a divenire aiuti armaioli dei loro reparti d' assegnazione; e la sede di quella che allora era la fucina degli armaioli dell' Esercito nonché dei Carabinieri e di qualche altro Corpo Armato dello Stato era la Fabbrica d'Armi Esercito di Terni (oggi denominato PMAL - Polo di Mantenimento Armi Leggere) all'interno della quale operava il Reparto Allievi Armaioli.

Gli istruttori avevano diverse responsabilità e doveri, oltre quelli di formare tecnicamente le neo-reclute; con loro periodicamente andavano a fare esercitazioni e tiri e la dmenica mattina (ogni santa domenica mattina) tutti in divisa (forse non tutti sanno che i militari di leva ai tempi non potevano uscire in abiti borghesi nemmeno in libera uscita ma questo fino agli anni settanta) e al passo di marcia sfilare nei viali della città per recarsi in chiesa per la Messa domenicale; per questi ragazzi, che potevano essere tirolesi o bergamaschi, pugliesi o napoletani del Vomero o del Rione Sanità o ancora palermitani, catanesi, barbaricini o romani era una occasione da non perdere se non altro per far colpo sulle ragazze del posto che, con la scusa di andare a Messa o di accompagnare le loro mamme, ronzavano attorno a quei soldatini a odor di naftalina, con il giubbino kaki di panno, le stellette sul bavero e la bustina in testa. Fin qui nulla di strano, cosa comune in centinaia di caserme d'Italia direte voi: il vero casino era far marciare bersaglieri e alpini insieme visto che mio padre generalmente aveva una squadra composta di circa 36 soldati, metà alpini e metà bersaglieri: gli alpini con il loro passo cadenzato lento da montanari, i bersaglieri come ben sappiamo di corsa sempre, da Porta Pia in poi, perchè così doveva essere e dev'essere. Quindi, se i bersaglieri correvano, dopo qualche centinaio di metri si doveva ordinare l'alt e aspettare gli alpini e così via fino a quando arrivavano sulla gradinata della basilica e stessa trafila poi al ritorno: si, immagino che dev'essere stata proprio una gran rottura di balle, pur essendo - se vogliamo - abbastanza...originale!
 Ecco gli Alpini... (video)

...E i Bersaglieri che sfilano ai Fori Imperiali a Roma  (video)




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16 ottobre 2007

Maestre

Quante maestre s'incontrano nella propria esistenza? La prima ovviamente è lei, quella che ti è stata accanto per cinque lunghi anni alle elementari: buona e allo stesso tempo inflessibile: non dico severa ma esigente e se era necessario non si faceva di certo pregare per dare qualche scapellotto, se occorreva, a chi lo meritava. Fu proprio durante i primi mesi di scuola che la mia maestra improvvisamente si assentò perché il marito morì, d'infarto,lasciandola sola con i suoi figli; ricordo la supplente, una vera arpìa; in confronto, un Hauptmann delle Schutzen Staffel era paragonabile alla Madre Badessa delle Orsoline; per fortuna restò solo qualche mese. La maestra Gasparina Mele la ricordo come una donna di tempra forte, nativa di Orune, che per cinque lunghi anni è riuscita a infondermi curiosità, criticità e continua conoscenza nel sapere genericamente parlando: la maestra Gasparina che nell'anno scolastico 1970-71 prese in consegna una classe di bravi bambini e di scalmanati allo stesso tempo, di studiosi e secchioni e di qualche somarello/a matricolato/a. Di bimbi buoni e di qualcuno che, purtroppo, con il passare degli anni andrà incontro a cattive compagnie per poi fare, in piena adolescenza, salti di qualità tra la manovalanza del crimine e finire diritto diritto a Badu 'e Carros. G.P., molto noto a Nuoro con un soprannome particolare, era uno di questi. Quando si stancava di seguire la lezione apriva la finestra e, sorridendo rivolgendosi alla maestra diceva, quasi con un tono beffardo: "Maè, beh...per oggi mi sono stancato, ora vado ci vediamo eh! ciao!" e fulmineo saltava giù nel cortile, tra le risate dei  compagni. In prima elementare ricordo il primo bacio innocentissimo e tenero di Paoletta B., che forse vedendomi  le sembrò davvero strano immaginarmi come compagno di scuola, io così piccolino e magrissimo, più o meno come le foto della campagna di raccolta fondi di "Medicien Sans Frontiéres" piazzato su quella specie di seggiolone. E il primo giorno di scuola questa compagnetta bionda, lentiginosa e con gli occhi chiarissimi si avvicinò, sorridendomi, mi accarezzò il viso e mi bacio delicatamente sulle labbra e io non capii più un c...o! Primordi di un Don Giovanni! Peccato, però, che entrerà a far parte poi dei Testimoni di Geova.
Ero sempre seduto vicino alla maestra, era quasi una mia "guardia del corpo" allora le mie ossa erano davvero molto fragili e anche un urto involontario, mentre i bambini giocano o si danno degli spintoni, poteva provocarmi delle fratture, fratture -diciamo così- "patologiche" e spontanee che in quegli anni e più in generale fino all'età di diciotto anni non mancavano di certo, erano quasi parte della mia vita, dei "crack" da mettere in conto, un habitué del reparto di ortopedia, un cliente fisso, con abbonamento annuale. Eppure, nonostante mi assentassi spesso anche più di quaranta giorni consecutivi, non avevo difficoltà nel riprendere laddove mi ero fermato. Ma voi avete mai visto bambini di sette-otto anni leggere "Storia Illustrata" o  (famoso ai tempi parliamo del 1971-1972) "Selezione del Reader's Digest" e ancora "La Domenica del Corriere"? Non avevo mai frequentato l'asilo, sono andato a scuola con un anno di ritardo rispetto ai miei coetanei e nonostante ciò a cinque anni sapevo contare, fare somme algebriche, leggere, scrivere. Ho iniziato i miei primi giorni di scuola - come si suol dire - meno impreparato di altri. Le giornate scolastiche di quegli anni per chi ha la mia età non sarà diffiicle dimenticare: obbligatorio, non appena entrati, appendere con ordine i nostri cappottini, loden o eschimo che fossero, controllando bene che grembiuli, colletti e fiocchi rossi fossero tirati a lucido.  Preghiera all'inizio e al termine delle lezioni, esattamente come l'alzabandiera la mattina e l'ammainabandiera con il silenzio la sera in caserma. La disciplina era importante, fenomeni come l'attuale bullismo non sarebbero stati minimamente tollerati: sarebbero stati allontanati dalla scuola e forse per sempre. Il ricordo di una classe socialmente eterogenea, formata da figli di famiglie abbienti e di gente povera in canna. Era la scuola elementare n° 3 di via Fiume e i miei compagni provenivano da quelle vie vicine: via Istria, via Isonzo, via delle Frasche, via Bainsizza, via Dalmazia, viale Trieste.
Mi piace fare i loro nomi, anche se qualcuno o qualcuna sicuramente li avrò dimenticati: Pierfrancesco Corda, agente di viaggio e figlio del pioniere degli agenti di viaggio a Nuoro, quel Elettrio Corda scrittore con le sue innumerevoli opere su Nuoro e la Sardegna;  Giovanni Coghe, figlio di poliziotto falegname a tempo perso, Peppe Boe che poi diventerà ragioniere, Matteo Mutzette figlio di una maestra che insegnava in una classe con la porta accanto alla nostra, Sebastiano Giannotti " su izzu de Tineddu Giannotti de Vitzi (Bitti) che faceva il rappresentante di commercio, Antonello Mannea con il quale abbiamo poi condiviso momenti diversi in età adulta nel terzo settore, Maurizia Deiana (non so che fine abbia fatto) poi Nicoletta, Gonaria, Maria Grazia, Alessandra, Michele, Giacomino... E altri ancora, eravamo se non ricordo male 25-26. C'era uno scrittore, un tempo, tale Alberto Moravia che non si può certo definire uno scrittore di destra che un giorno disse: " i veri momenti formativi nella vita di un individuo sono quelli degli studi elementari forse perchè si riesce a plasmare ( pessimo termine!) il futuro uomo e poi segue l'università". Non sono d'accordo con ciò che sosteneva Moravia ma, sicuramente, quella che oggi definiscono quale "formazione primaria" ha la sua vitale importanza. Fondamentale.




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14 ottobre 2007

Francè, hai sbagliato

  
Al di là della sua scissione da An annunciata e di fatto posta in essere mesi fa, al di là della motivazione o delle motivazioni che possono aver indotto alla goliardata della consegna delle stampelle alla Sen. Levi Montalcini, al di là della definizione data per i senatori a vita quali "abat-jour del governo Prodi" e ancora, al di là delle critiche a chi siede in Quirinale, credo che Francesco Storace, questa volta, abbia utilizzato dei modi un pò troppo irruenti per criticare - forse giustamente come dice Alemanno mentre Fini e Berlusca con molta diplomazia e nonchalance "glissano" - la quasi centenaria Nobel e indiscussa pioniera della ricerca scientifica in Italia nonché le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Francesco Storace ha la faccia da simpaticone, da pastasciuttaro romano alla mano, eterno bamboccione ma questa volta (lo dico con rammarico) è stata una caduta di stile. Anche se - forse perché sono un utopista nato - credo sempre nell'unità e nel rafforzamento della destra italiana anche tra..."separati in casa" e non in casa. Per quanto riguarda il Baffetto di Gallipoli (quello che chiedeva a Consorte di farlo sognare) che sulla vicenda dichiara che nonostante Storace cerchi di frenare una certa indole lo spirito fascista prende sempre il sopravvento beh a costui dico, in sardo: "Abbarra mudu D'Alè... ch'est menzus gai!" 




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14 ottobre 2007

La seconda giornata del V° Congresso Nazionale del 118 a Cagliari: l'esercitazione combinata

 CONGRESSO 118: GIORNATA ESERCITAZIONI,IMPEGNATI 100 OPERATORI

(AGI) - Cagliari, 13 ott. - Seconda giornata di lavoro per il quinto congresso nazionale del 118 dedicata alle esercitazioni pratiche con le simulazioni di soccorso. Sono stati impegnati un centinaio di operatori del 118, vigili del fuoco e altri enti civili e militari che hanno schierato circa 50 mezzi speciali.
La giornata di domani, che conclude la tre giorni, prevede interventi e e dibattiti su alcuni argomenti delicati e di stretta attualita’. Nella settima sessione si trattera’ del percorso da affrontare per giungere sino all’ospedale, dell’attribuzione dei codici di colore a seconda della gravita’ dell’emergenza, delle centrali operative a confronto con il pronto soccorso e delle linee guida sulla gestione dell’emergenza politrauma. A partire dalle 11 spazio alla tavola rotonda sugli aspetti medico legali connessi all’emergenza, con l’analisi delle tematiche dell’errore e della responsabilita’. Si tornera’ a parlare anche sul servizio di elisoccorso, che andrebbe potenziato a tre unita’ secondo quanto ha sostenuto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, intervenuto ieri alla giornata di inaugurazione del congresso. (AGI)




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13 ottobre 2007

An porta 400000 persone in Piazza a Roma contro Prodi e Padoa Schioppa-Schiappa. E Gianfranco Fini arriva in moto enduro con un poliziotto dei "falchi" alla guida...

 (Ravagli/Infophoto)...Ritorneremo: è solo questione di aspettare un pò... ( foto tratta dal blog http://simonespiga.ilcannocchiale.it )

 Guarda il video della manifestazione tratto da www.skylife.it




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13 ottobre 2007

Ciao, Antonio: la scomparsa di un disabile combattente

 

(Tratto da L'Espresso Local http://espresso.repubblica.it)
 I WANNA BE A VIP
LA SCOMPARSA DI UN LEADER DEL WEB
Nuorese, 23 anni, tetraplegico da quando ne aveva 5, era conosciuto e amato da molti per l’ottimismo che metteva nel suo sito

Disabile, voleva essere famoso
e prima di morire c’è riuscito

Fabio Pisanu
«Cerco la notorietà per comunicare valori diversi dal semplice apparire in tv»
 
NUORO. Il piccolo grande uomo che voleva diventare famoso non c’è più. Antonio Gaddari se n’è andato nella notte tra mercoledì e giovedì. Nuorese, 23 anni, era tetraplegico dal 1989 per le conseguenze di un terribile incidente stradale. Le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate nello scorso fine settimana, con i polmoni che non riuscivano più a garantire il ricambio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Il suo nome era noto al grande pubblico dai primi mesi del 2006, quando lanciò la campagna «I wanna be a vip» (voglio essere un vip) e l’omonimo sito web: www.wannabeavip.com.
Antonio suscitò l’interesse dei mass media regionali e nazionali, rilasciando alcune interviste e partecipando a diversi programmi radiotelevisivi. Pochi mesi dopo seguì il lancio della linea di abbigliamento «Imvalid», divertente gioco di parole che richiamava il termine «invalido» e l’affermazione «Io sono valido».
Poche volte, in questi 582 giorni di avventura, il suo filo diretto con gli amici di internet si è interrotto. Antonio, che scriveva attraverso il Dragon Naturally Speaking, un software che trasforma in parole scritte la voce, ha pubblicato fino a venerdì scorso. Scriveva della sua numerosa famiglia, del lavoro, della sua incredibile voglia di muoversi e di fare. Antonio venerdì ha salutato tutti con un sorriso e un video musicale di Wallis Bird, cantautrice irlandese. Poi è toccato al fratello Pietro aggiornare il diario e tenere informati gli amici della drammatica evoluzione dei fatti. Fino a ieri mattina, quando il popolo della rete, con un groppo in gola, ha appreso della sua scomparsa.
Antonio voleva essere famoso, ma in maniera diversa da molti suoi coetanei. La sua intelligenza brillante e il suo spirito di osservazione non gli facevano digerire il fatto che al giorno d’oggi si potesse diventare famosi «grazie all’aspetto fisico o grazie alle storie d’amore con altri personaggi famosi». Così sta scritto sull’homepage del suo sito. Non gli piaceva vivere in una società che «mette in risalto bellezza e superficialità» e tiene da parte «l’intelligenza, la comunicazione e le emozioni profonde».
Tutto ciò aveva spinto Antonio a uscire dal suo guscio e a farsi conoscere, incassando con serenità apprezzamenti e critiche. Sempre voglioso di spiegare le proprie ragioni, non era disposto a farsi fraintendere o strumentalizzare. Ecco come nel luglio dell’anno scorso chiariva a Nicole, studentessa friulana che lo aveva «agganciato» su internet, la sua idea di celebrità: «Il mio obiettivo è un pò diverso da quello del semplice apparire in tv. Vorrei raggiungere una certa notorietà per poter utilizzare la mia posizione in maniera fruttuosa e utile! Come? Comunicando valori diversi dal semplice voler apparire per mostrare quanto si è belli e muscolosi. Per me essere famoso significa essere messo nella condizione di poter trasmettere qualcosa al maggior numero di persone possibile!».
Lui, proprio come i veri vip, raccontava tutto delle sue giornate. Ma, a differenza delle tante celebrità di casa nostra, raramente scadeva nella banalità. Nei primi post rispondeva tranquillamente alle domande sulla sua condizione fisica, sull’incidente, sulle cure mediche cui si era sottoposto. Una semplicità da cui era impossibile non rimanere colpiti. Ma Antonio non era solo questo. Era prima di tutto, e forse soprattutto, un giovane nuorese di vent’anni. Con le sue opinioni e le sue grandi passioni. E così accanto a un dibattito sul calcio o sulla politica capitava di trovare un commento sul nuovo centro commerciale, o su altre storie minime di vita cittadina.
Domenica mattina in ospedale Antonio ha rifiutato la tracheotomia. I medici gli avevano prospettato l’intubazione come una sorta di ultimo rimedio per migliorare una situazione ormai compromessa ma lui, con la sua enorme forza interiore, è riuscito a imporsi. Se adesso qualcuno aprofittasse di quanto accaduto per farne una bandiera su temi delicati come l’eutanasia forse Antonio sarebbe il primo ad arrabbiarsi, così come si arrabbiava quando qualcuno scambiava il suo sito per un tentativo di fare la carità. Ad Antonio, che desiderava fortemente essere indipendente, per guadagnare bastavano le idee e i progetti. Non voleva certo intenerire il pubblico. Sull’eutanasia scriveva, il primo marzo 2006: «Reputo la vita un dono Sacro e perciò inviolabile, se siamo nati un motivo esiste, per ogni cosa c’è un buon motivo. In qualsiasi situazione ci troviamo, bisogna rassegnarsi e accettarla, cercando di dare sempre il massimo, ricordandosi sempre che la vita è solo un passaggio della esistenza spirituale. Bisogna gustarla e viverla sempre con spirito positivo, avendo la consapevolezza che tanto prima o poi finisce, e ne inizierà un’altra. Qualsiasi tetraplegico che pensi all’eutanasia come una salvezza è uno stolto, soprattutto nei paesi moderni».
Parole chiare, che non lasciano spazio ad altre interpretazioni. La sua scelta di domenica ha provato a motivarla il fratello Pietro, lo stesso che era corso al San Francesco per scongiurarlo di farsi intubare: «Antonio - ha raccontato - non ha mai voluto farsi vedere debole ai nostri occhi. Probabilmente ha pensato che continuando a vivere attaccato a un tubicino ci avrebbe fatto soffrire. E poi, per lui, perdere la parola significava abbandonare ogni possibilità di comunicare con il mondo esterno».
Antonio lascia una famiglia provata dal dolore e un esercito silenzioso di amici, come testimoniano il fiume di persone assiepate davanti alla sua villetta e i tanti messaggi di cordoglio che continuano a giungere sul sito. A tutti lascia un grande ricordo e una lezione fondamentale, che poi è anche la summa della sua filosofia: «Tutti possono essere tutto ciò che vogliono, saltando quei muri che noi crediamo reali ma che in realtà non esistono».
(12 ottobre 2007)
 
Antonio Gaddari con Eva Henger (da www.wannabeavip.com)
 
Il sito di Antonio: www.wannabeavip.com
 
Anche se Nuoro è una cittadina con poco meno di quarantamila abitanti, purtroppo non tutti i diversamente abili hanno occasione di conoscersi e confrontarsi tra loro: vuoi per differenze generazionali, vuoi per altre ragioni. Credo di averlo intravisto, qualche volta, incrociandolo qua e là durante qualche passeggiata; Antonio Gaddari con me oltre che la "trazione integrale quattro per quattro" aveva in comune la passione per il web: riguardo all'e-commerce, mentre io avevo gettato la spugna all'idea di intraprendere tale attività, lui in questo è stato molto più determinato. La tua battaglia, Antonio, non è terminata con la tua morte: restano altri combattenti, altri "gladiatori del web" e tanti altri grandi rompicoglioni in positivo. Esperienze diverse, contesto familiare diverso, forse diversa la fede politica. Ma rassicurati, caro Antonio, che il "gladio virtuale" che hai posato lasciando questa vita terrena, continuerà a essere brandito molto in alto, da molti di noi. Per quanto mi riguarda, la lotta è qui, tra la politica ATTIVA, il volontariato, lottando e comatendo anche per una sanità italiana sempre più efficiente e rispondente alle esigenze della comunità e, infine,ambendo alla piena e totale integrazione sociale, lavorativa, politica, superando o meglio distruggendo quei muri irreali di cui tu parlavi che ancora oggi vedono il mondo dei diversamente abili - come ci chiamano loro - circondato da pregiudizi, paure, ignoranza anche nei rapporti interpersonali, nella sfera sessuale, affettiva e della vita di coppia.
La battaglia là fuori, caro amico, è ancora molto dura. Ma combatteremo. Che Dio ti accolga tra le sue braccia e, se può e se vuole, mi dia la forza (e la fortuna) per continuare. Ciao, Antonio...
 
Enzo 




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11 ottobre 2007

I have a dream

No, non lo diceva solo Martin Luther King




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10 ottobre 2007

Analisi di un crimine: lettera aperta al Questore di Nuoro Dott. Antonello Pagliei

 

Buongiorno Dottor Pagliei,
 
in queste ultime ore le cronache di tutti i media radiotelevisivi, virtuali e cartacei, regionali e nazionali si stanno occupando della tentata rapina a Pula, in provincia di Cagliari, dove l'evoluzione del fatto ha avuto per i malviventi una svolta a loro (per fortuna) sfavorevole e dove - ahimè - c'è scappato un morto, un passante assolutamente estraneo alla vicenda ferito che lotta per la vita e una tragedia mancata e con tanto di ostaggi e trattative per fortuna andate in porto una conclusione a "lieto fine".
L' arresto dei malviventi e la loro successiva identificazione (compresa quella del rapinatore deceduto sotto il fuoco difensivo dei militari dell'Arma) ha evidenziato la provenienza dei rei da alcuni paesi dell'interno ovvero del circondario nuorese; si è trattato - per l'ennesima volta - di manovalanza del crimine, probabilmente non nuova a performance di questo genere, in trasferta.
Se da una parte è vero che molti detenuti arrestati e condannati per tipologie di reati simili a quello in esame può essere recuperato socialmente e reinserito - seppur con qualche difficoltà - nel contesto sociale e nel mondo del lavoro dall'altra il cittadino comune, il passante, l'italiano spremuto come un limone dalla Finanziaria si interroga e domanda: perché?
Perché in tanti anni in molte filiali di istituti di credito nonché una marea di uffici postali disseminati nel territorio della provincia di Nuoro i rapinatori hanno agito spesso e volentieri indisturbati con armamenti ed equipaggiamenti di ogni genere ricorrendo delle volte a escavatori, ruspe o autovetture con pali incastrati nell'abitacolo da utilizzare come rudimentali "arieti" per sfondare vetrine anti-sfondamento o anti-proiettile ed ancora esplosivo per asportare apparecchiature del Bancomat? Perché - salvo alcuni casi - i tempi di intervento, dall'allertamento all'arrivo delle Volanti della Polstato o Gazzelle dei CC sul posto, delle forze dell'ordine non consentono l'intercettazione delle auto o moto dei malviventi subito dopo l'evento criminoso per poter procedere al loro arresto sperando che non sia necessario ingaggiare un conflitto a fuoco? Quali sono le fonti di approvvigionamento della criminalità sarda e nel particolare del nuorese relativamente al reperimento di armi, munizioni nonché bombe a mano (o altro) molte volte provenienti dai paesi dell'ex Patto di Varsavia, ex-Yugoslavia o Albania? E , inoltre, vi è la consapevolezza da parte di tutte le forze dell'ordine del fatto che, nell'eventualità d'ingaggio di un conflitto a fuoco con i malviventi questi ultimi potrebbero avere una certa supremazia relativamente al volume di fuoco in considerazione del fatto che impiegano il più delle volte armi automatiche da guerra quali il tristemente famoso fucile d'assalto sovietico Avtomat Kalashnikov AK47 nelle sue infinite varianti e molteplici imitazioni fabbricate anche nella Repubblica Ceca ( ma generalmente in quasi tutti i paesi che aderirono al Patto di Varsavia oggi NATO) in Cina e India? Se per la Sardegna essere circondata dal mare è uno "svantaggio" relativamente alle attività produttive ed economiche, eccezion fatta per il turismo, non le sembra che i invece relativamente al controllo territorio ovvero l'arrivo di merci attraverso mezzi gommati provenienti dalla penisola o da altri paesi del Mediterraneo e non solo, via mare o via aerea, possa essere più facilmente controllato e monitorato? Mi rendo conto che molti interrogativi a Lei posti sono al di fuori delle sue competenze, limitate alla nostra provincia, credo però sia dovere di tutti, anche di un italiano comune che naviga su internet come milioni di altri italiani fanno, evidenziare, segnalar, dare suggerimenti in proposito.
concludo, per finire, con una riflessione di tipo sociologico, umana: se da più parti si cerca di "giustificare" questi fatti o atti delinquenziali come segnali di una diffusa e mal celata disperazione e disagio socio-economico ( il più delle volt però è pura demagogìa) occorre ricordare ai cultori della balentìa o aspiranti tali che l'Italia e soprattutto gli Italiani -di destra o di sinistra non ha importanza alcuna- aspirano in una nazione che raggiunga a livelli di equilibrio e tranquillità sociale e che sempre meno è disposta a giustificare rapine in banche, uffici postali, aggressioni in abitazioni private, estorsioni e tanti altri fatti delinquenziali tipici del panorama della micro e macrocriminalità.
 
Spero di non essere stato troppo noioso con questo fiume di parole, la ringrazio comunque per avere avuto la bontà di leggerle e approfitto dell'occasione per salutarla augurandole un buon lavoro a lei ma anche a tutti gli operatori delle forze dell'ordine, a ordinamento giuridico civile e militare, presenti nella nostra provincia.
 
Cordiali saluti
 
Enzo Cumpostu, Nuoro 
 
 Nella tavola qui a sinistra: una vecchia rappresentazione di un assalto alle diligenze o corriere note in Sardegna con il nome di "su postale" che collegavano i principali centri della Sardegna con i capoluoghi di provincia e le più importanti località sarde. tutt'ora in quasi tutti i paesi tale dicitura viene utilizzata per indicare l'autobus delle principali linee di collegamento. A Nuoro, ad esempio, con il termine "su postalinu" o l'italianizzato " il postalino" si intende l'autobus cittadino.




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9 ottobre 2007

Fioroni caccia dalle scuole i seggi delle primarie del PD (e fa bene)

La motivazione ufficiale è quella che tali attività ( elettorali e di scrutinio) influiscono sull'andamento delle scuole di ogni ordine e grado in Italia e nonostante venga rispettata l'autonomia scolastica sbatte fuori dalla porta degli istituti di scuole primarie e secondarie tutti i seggi per le primarie del PD. Fioroni non è certo di An ma condivido la sua decisione.
 
Le primarie se le facciano da qualche altra parte ma le scuole sono di tutti gli Italiani. Lasciare spazio sarebbe stato riconoscere anche una certa arroganza, abusi di potere evidenti.

Pd: i Democratici più Anti-Democratici dal dopoguerra ad oggi; questo, oramai, è un dato di fatto! 




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9 ottobre 2007

Ultim'ora: rapina a Pula (CA) un bandito ucciso dai Carabinieri, un altro prende donna in ostaggio nella sua abitazione

 ( da Formiche.net )

 

Nella sparatoria è rimasta ferita anche un'altra persona, ma non si tratta di un cliente dell'ufficio postale, bensí di un passante. Le sue condizioni sono gravi

Sarebbero cinque (e non quattro come detto in n primo momento) i banditi che questa mattina hanno tentato di rapinare un'ufficio postale a Pula, in provincia di Cagliari. Uno è morto nello scontro a fuoco con i carabinieri, tre (di cui uno ferito) sono stati arrestati, mentre il quinto è entrato in un'abitazione vicina, che è stata circondata dalle forze dell'ordine. Il rapinatore avrebbe in ostaggio una donna.

Nella sparatoria è rimasta ferita anche un'altra persona, ma non si tratta di un cliente dell'ufficio postale, bensí di un passante. L'uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla testa. Adesso è ricoverato in ospedale in gravi condizioni .


Fatemi capire il perchè: perché in provincia di Cagliari la tempestività d'intervento delle forze dell'ordine, durante rapina in uffici postali o istituti di credito (quasi tutte le Filiali del Banco di Sardegna sono state rapinate in provincia di Nuoro!) è stata pressoché fulminea come in questo caso e invece raramente da queste parti vengono ingaggiati conflitti a fuoco con i malviventi? I miei più vivi complimenti agli uomini del Nucleo Radiomobile dell'Arma dei Carabinieri di Cagliari e di quelli della Stazione di Pula e, se mai dovessero ripresentarsi simili circostanze in Provincia di Nuoro noi cittadini italiani pretendiamo anzi esigiamo altrettanta efficacia nella soluzione di casi simili. Spiace molto per il cliente ferito alla testa opare gravemente e dispiace,inoltre, per la donna in ostaggio e di più spiace che in Sardegna non ci sia un team pronto dei NOCS o dei GIS sempre pronto e attivabile per intervenire rapidamente in loco visto che se la situazione non si sblocca dovranno venire da Livorno...E occorrono diverse ore...




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8 ottobre 2007

La verità su certi "capi-partigiani": le parole di Gianpaolo Pansa confermano ciò che tutti sapevano sui crimini della Resistenza e del PCI atra il 1945 e gli anni '50...

 

Le ombre che hanno aleggiato su discutibilissime attività di alcuni capi-partigiani durante la Resistenza (e anche dopo) emergono in questa accorata intervista di Gianpaolo Pansa che riporto qui sul mio blog
(rilasciata a Giancarlo Ghirra de L’Unione Sarda) nella quale il celebre scrittore fa delle accuse molto precise e chiare: Palmiro Togliatti come Feltrinelli che voleva un esercito rivoluzionario filo-URSS o peggio ancora un Renato Curcio degli anni Cinquanta?

 

A voi i giudizi in merito… Ma leggiamo l’intervista di Pansa:

Pansa, il dovere della verità: "No ai gendarmi della memoria"




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7 ottobre 2007

Quei momenti "no"...

Sarà capitato penso a ognuno di voi,  per lo meno una volta nella vita: vorresti prendere la chiavi dell'auto, inserirle nel quadro e, acceso il motore, partire... Terza, quarta, quinta marcia e macinare chilometri, in superstrada o in autostrada. Sono i cosiddetti momenti no che per alcuni l'uscire o il  distrarsi rappresentano quasi una via di fuga da situazioni avverse createsi nel frattempo;oppure potrebbero essere quei momenti "no" diversi, in cui ti accorgi di certi vuoti: vuoti di sentimenti, di cuore, che piùpassano gli anni più diventano incolmabili e quando vorresti premere l'acceleratore (o volare o navigare a seconda del caso) e andare da Lei, a cui vuoi un mondo di bene sussurrandole: " tesoro mio, anima mia mi sei mancata, mi manchi ma ora sono qui. Con te. "
Peccato, però, che io non possa guidare. Peccato, però, che Lei la pensi diversamente. Credi questo e speri non sia vero. Perché sperare è sempre lecito.




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6 ottobre 2007

Ecco la "Pari Opportunità" di Teheran. Salviamo questa donna!

Gli iraniani non si sentono affatto arabi, "loro" sono persiani o - come scrisse qualcuno - si definiscono "Arii", una razza pura come lo erano i nazisti hitleriani.
E la condanna a morte di questa ragazza, senza scampo e con una corda al collo insaponata a breve a termine della sua breve vita, ne è la riprova: la riprova che deve farci capire che cosa effettivamente sia Ahmadinejad e la magistratura dei mullah. Occorre far qualcosa per la giovane iraniana.

(dal blog di "Maralai" http://maralai.ilcannocchiale.it )

 Il cappio per una giovane donna iraniana. Un appello contro il boia




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6 ottobre 2007

Tra Procure, Generali, Ministri e contraddizioni

 <b>Visco al pm: "Il generale Speciale?<br>Feste faraoniche e amicizie discutibili"</b> Sembra un infinito incontro di ping-pong quello tra i "pro-Visco" e i "pro-Speciale" non appena appresa la notizia che l'ex- Comandante Generale della Guardia di Finanza sarebbe indagato dalla Procura di Roma per avere fornito notizie al Ministro Vincenzo Visco in relazione a indagini della GdiF sui Ds in Puglia. Una matassa molto aggrovigliata quella che appare innanzi gli occhi dell' opinione pubblica tutta, della blogosfera e - di riflesso - dei nostri politici nazionali; da una parte Roberto Speciale, Generale di Corpo d'Armata dell' Esercito con Incarichi Speciali, che chiede giustizia per essere stato esautorato dall'incarico chiedendo anche un risarcimento civile, dall'altra Visco che tempo fa definiva il Generale "una persona dalle amicizie discutibili che girava con l'aereo di Moggi e che organizzava faraoniche feste in cerimonie o ricorrenze della GdiF tant'è che - sempre secondo il Ministro delle Finanze - Napolitano stesso gli chiese quanto spendevano " questi qui" ( cioè quelli del Comando Generale della Guardia di Finanza) per questi banchetti anche se - e su questo sarete sicuramente d'accordo con me - non credo proprio che pranzi di rappresentanza o cene di gala o altro siano di minor sfarzo nelle sale di Quirinale etcetera etcetera della Roma di oggi, di ieri e di avant'ieri... Se la storia insegna che negli ultimi decenni le figure apicali della Guardia di Finanza siano state spesso e volentieri coinvolte in torbidi affari e non molto chiare vicende (P2, Raffaele Giudice, Tangentopoli a titolo di esempio) giudiziarie del nostro Paese da Prima e Seconda Repubblica Camaleontica, dobbiamo valutare molto attentamente se si tratta di una vicenda o querelle politica a colpi di carte bollate o la pentola UNIPOL è qualcosa di molto più grosso di quanto noi comuni cittadini e navigatori virtuali possiamo arrivare ad immaginare.




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5 ottobre 2007

La satira fuori luogo de " Il Manifesto" si commenta da sè

  La testata di Giuliana Sgrena fa due pesi e due misure e offende la memoria dei due agenti del SISMI. La vignetta della Pravda di casa nostra è tutto fuorchè divertente o riflessiva: propaganda, nient'altro che popaganda. Alla faccia di chi è morto...Anche per loro, se vogliamo...




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5 ottobre 2007

La Clementina che vorrei (se la stigmatizza Prodi la pentola scoperchiata da De Magistris è grossa)

Leggo ora un agenzia (fresca fresca) della Reuters, di pochi minuti fa, dove Uchitel Prodi manifesta  con un non comune irritabile dissenso alla puntata di Anno Zero dove la GIP milanese ha denudato il re guardasigilli: Il re o i re? La Forleo che vorrei o che vorremmo in parte assomiglia a quella che in effetti è e al lavoro che svolge: peccato che ha dimostrato a mio avviso la sua professionalità forse in modo più passionale e acceso relativamente alla extraordinary rendition dei terroristi islamici alla CIA piuttosto che alla vicenda UNIPOL, altra pentola in ebollizione parzialmente messa a nudo.  
Considerare la Forleo come l'ultimo baluardo di difesa della Giustizia in Italia non mi pare però molto corretto anzi offensivo delle ovlte e sottovaluta la professionalità e la serietà di molti suoi colleghi che lavorano in ombra, senza o con scarsissima visibilità: non possiamo dire con certezza se lei è la Di Pietro 2 né se come lui, diventerà, un giorno, titolare di un importante dicastero quale la Giustizia o l'Interno, o magari la Salute o - perché no? - la Solidarietà Sociale.
Però la videoperformance ad Anno Zero non mi è del tutto chiara: ci dica la dottoressa Forleo a chi corrispondono i cosiddetti poteri forti che stanno tentando di isolare il suo collega magistrato Luigi de Magistris.
E su una cosa non posso dargli torto e cioè sul fatto che di Don Rodrigo, al sud, non ce ne siano. Su questo, cara Clementina, hai perfettamente ragione. E la Sardegna e il nuorese, di certo, per certi versi non ne sono indenni. Ah dimenticavo: pare che Uchitel Prodi abbia determinato di accogliere nelle sale di Palazzo Chigi, in occasione della 5a Giornata giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche, gruppi di visitator con disabilità: Presidente Uchitel, che dice, posso portare con me un bazooka?




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4 ottobre 2007

Forte Braschi e ( già annunciato) il lutto di una moglie, di un padre e di una famiglia

 
(immagine satellitare di pubblico dominio sul web tratta dal sito www.campotrinceratoroma.it )
 
Io non posso sapere quante volte Lorenzo D'Auria ha varcato l' ingresso di Via di Pineta Sacchetti, a Roma, meglio conosciuto come "Forte Braschi", sede ufficiale del Servizio Informazioni e Sicurezza Militare SISMI che a breve prenderà la denominazione di AISE (Agenzia Informazioni Sicurezza Esteri) né da quanto tempo il paracadutista defunto da poche ore, maresciallo capo incursore del 9° Reggimento Paradutisti Incursori " Col Moschin", facesse parte della nostra intelligence militare. Qualcuno ha scritto bene: D'Auria e alipari eroi solo da morti visto che molta stampa ci è andata a nozze con sistematici attacchi mediatici contro i servizi; ma ci si dimentica di una cosa, una cosa di non poco conto. Quella che dal 1945 in poi ha visto cadere, ogni qualvolta ci fossero scandali o ogni qualvolta indagini della magistratura ordinaria coinvolgessero agenti dei nostri servizi segreti militari, tantissima gente, più o meno colpevole, più o meno invischiata in loschi affari. Onesti e meno onesti, galantuomini e militari rispettosi dell'Onore militare e qualche gaglioffo, qualche criminale. Molti di questi, dicevamo, si sono "persi per strada" chi indagato, chi ocndannato, chi rimosso dall'incarico, chi ucciso, chi suicidato o "fatto sucidare". sono caduti militi,gladiatori, centurioni, qualche Generale e comunque militari che spesso e volentieri obbedivano a delle direttive politiche ben precise ma gli imperatori, quelli no, quelli non hanno mai perso l'equilibrio. Da poco è stata varata ua nuova legge che ridisciplina l'attività dei nostri servizi id informazione e sicurezza in Italia: ci sono articoli nuovi e interessanti degni di attenzione che io approvo, ci sono articoli studiati ad hoc solo ed esclusivamente  per questa maggioranza e non certo in via prioritaria per la salvaguardia degli interessi nazionali.

Ecco il testo della Legge di riforma dei servizi di informazione e sicurezza italiani (cliccate sul numero della Legge qui sotto sottolineato in azzurro)
Legge n.
124/07 del 3 agosto 2007, GU n. 187 del 13 agosto 2007.




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4 ottobre 2007

...E all'alba, spunta sempre il sole...

 




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2 ottobre 2007

Facciamo un superpenitenziario a Ceppaloni: scherzi a parte, occorre rivalutare e ristrutturare i penitenziari delle isole minori. Seriamente...

 

"...Quando il Tribunale di sorveglianza di Torino gli ha concesso di andare a lavorare durante il giorno per poi ritornare in cella la sera, non avrebbe mai immaginato che Cristoforo Piancone usasse il tempo fuori dal carcere per organizzare rapine in banca. Invece l'ex terrorista delle Brigate Rosse di 57 anni, è stato arrestato lunedí durante una rapina in banca al Monte dei Paschi di Siena. Piancone, insieme a un complice, è entrato a volto parzialmente coperto nell'istituto bancario, minacciando i dipendenti con le pistole, e si sono fatti consegnare 170mila euro. Qualcuno ha peró avvertito la polizia e i due sono fuggiti in moto. Quando Piancone ha provato a fuggire a piedi, dopo essere sceso dal mezzo è stato arrestato. L'ex brigatista ha anche cercato di sparare contro i poliziotti che lo inseguivano, ma l'arma si è inceppata.

Cristoforo Piancone è stato condannato all'ergastolo per concorso in sei omicidi e partecipó anche all'assassinio del maresciallo di polizia Rosario Berardi, avvenuto il10 marzo 1978. Non si è mai pentito nè dissociato e ha definito la sua militanza "una vicenda storicamente chiusa". Dopo 25 anni di carcere, gli era stato concesso il regime di semilibertà (la sua condotta in carcere fu definita ottima) e ogni sera doveva rientrare nel penitenziario di Vercelli (fc)..."

Bene, quindi non solo ha organizzato e posto in essere la rapina ma ha anche sparato, ha quindi tentato di uccidere o comunque arrecare danni agli appartenti alle forze dell'ordine; per fortuna l'arma si è inceppata; leggo sul blog di Simone spiga, consigliere di An circoscrizione n° 4 di Cagliari che Alleanza Nazionale e qualche suo colonnello ha reagito duramente a questa notizia. Il burbero Ignazio La Russa invoca maggiore sicurezza per gli italiani nonchè una grande manifestazione, una marea di gente che protesti contro il ricatto morale di Mastella e dell'esecutivo quasi al completo.

I casi, cari amici, sono due: o facciamo un bel superpentitenziario a Ceppaloni, magari nelle terre del signor Clemente o - se si parla sul serio e non si considera questa proposta come una provocatio - riappropiarsi delle strutture penitenziarie presenti in diverse isole minori d'Italia, ristrutturandole, potenziandone l'efficacia difensiva e di protezione da eventuali aggressioni e irruzioni dall'esterno, provenienti dal mare o dal cielo e da eventuali sommosse interne. C'è poco da scherzare: è in ballo la sicurezza, l'incolumità ma soprattutto la libertà dell'individuo, la libertà dei cittadini italiani. Non si può restare a guardare passivamente. E' davvero impossibile. Muoviamoci, Italiani, muoviamoci!




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2 ottobre 2007

Un Capitano dell'Esercito Italiano un pò particolare (ma tra qualche anno sarà cosa comune)

Nonostante sia loro consentito l'accesso alle carriere inziali delle nostre quattro Forze Armate già dal 2000, fa ancora un pò  notizia che una donna sia -di già- arrivata dopo pochi anni di servizio al grado di Capitano dell'Esercito Italiano. Carla Selvestrel è un militare un pò particolare: giornalista e psicologa, la D.ssa Selvestrel è stata arruolata come Sottotenente di complemento dell'Arma di Fanteria con la cosiddetta "Legge Marconi" e ora è inquadrata nei ranghi della c.d.  "Riserva Selezionata"; a dire il vero pare che già un altra donna ricopra lo stesso grado e non è in riserva bensì in servizio permanente. Idem dicasi per l'Arma dei Carabinieri, anche loro hanno capitani del gentil sesso ma in ruoli non operativi, servizio sanitario per esempio ( come ufficiale medico o piscologo).


                                           Cap. Carla Selvestrel

                        (visita la sua home page cliccando sul suo nome)

Se hai un diploma di laurea particolare o svolgi una determinata professione che ti porta a conoscere le principali o alcune delle lingue parlate nel pianeta e ritieni di avere le caratteristiche di idoneità psico-fisica e professionali essenziali per poterti arruolare leggi attentamente la pagine del sito istituzionale dell'Esercito Italiano sul tema della Riserva Selezionata, ovvero la c.d. "Legge Marconi" in riferimento, appunto, alla nomina a Capitano della Regia Marina - a suo tempo - dello scienziato italiano. 
(R.D. 819 del 16 Maggio 1932)

Esercito Italiano: Scheda informativa sulla Riserva Selezionata




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2 ottobre 2007

Croce Rossa e 118 Varese: resoconto di dieci anni di attività

 118: un servizio promosso a pieni voti leggete l'articolo di Varese News, chissà che qualcuno si schiarisca le idee di cosa sia effettivamente il 118...




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2 ottobre 2007

Dal blog di Simone Spiga sul caro libri: proseguono in giornata le iniziative di AN e Fiamma Tricolore e FI a Cagliari

 

( tratto da http://simonespiga.ilcannocchiale.it )
Cagliari: Si avvia alla fine il Mercatino del Libro Usato in Via Giudicessa Benedetta, 46

 



“Si concluderà domani Martedì 2 ottobre il Mercatino del Libro usato, promosso dalle Associazioni Culturali e Studentesche Stile Libero, Studenti Non Conformi Blocco Studentesco, realtà associative rispettivamente vicine ad Alleanza Nazionale, Fiamma Tricolore e Forza Italia”, affermano in una nota, Andrea Ledda, PierPaolo Cassoni e Andrea palmas.

“Grande successo a riscosso questa iniziativa a carattere sociale, che voleva rappresentare un reale aiuto alle tante famiglie che annualmente devono fare tanti sacrifici per mandare i propri figli a scuola”…”numerose saranno ancora le iniziative che ci vedranno impegnati a sostenere gli studenti e le loro famiglie”, incalza Simone Spiga, Dirigente Nazionale di Azione Giovani.

“A partire da Giovedì 4 Ottobre, le persone che ci hanno portato i libri potranno venire a ritirare i libri invenduti dalle ore 18.30 alle 20.00, ma nel frattempo prosegue il monitoraggio sull’adozione dei testi scolastici e la verifica che gli elenchi dei testi scolastici suddivisi per sezione corrispondano con quelli che poi i singoli insegnanti fanno comprare, su queste situazioni stiamo riscontrando situazioni molto gravi di insegnanti che cambiano i testi all’ultimo momento, fatto vietato da una Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione”, conclude la nota delle Associazioni.





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1 ottobre 2007

A Tonino e Gianni direi...

 

 (foto di Gianni Alemanno da www.giannialemanno.info )
C'è tanta voglia di destra in Italia -diceva poco più di due mesi fa Alemanno - e An deve far valere la propria identità. C'è voglia di destra un pò in tutta Europa  e la lezione francese deve farci riflettere parecchio. Alemanno e Di Pietro a dibattere e dialogare, con il desiderio reciproco di proporre soluzioni  con una Italia dei Valori che più di una volta è stata vicina ad An e alla destra e una Destra Sociale aperta al dialogo. Infatti - come lo stesso ex-Ministro dell'Agricoltura ha affermato - IDV con il suo leader storico Di Pietro con la sinistra c'azzecca poco o nulla. E allora - ci chiediamo - perchè? Perchè dai vecchi e a volte quasi segreti incontri di Gianfranco Fini nel lontano passato con l'ex-PM non è scaturito nulla di positivo in proposito? Cosa sarebbe stata la destra italiana oggi se Di Pietro fosse stato uno dei nostri, ufficialmente e non in ombra? Ve lo dico io: molto probabilmente, se non il maggior partito sicuramente il secondo o il terzo in ragione percentuale. Certamente ben oltre il 15 per cento. Della sinistra non si butta via tutto, questo è vero, ma è altrettanto vero che anche se si fa pollice verso nei confronti dell'indulto non sono necessarie nuove "carceri d'oro". Basterebbe, infatti, rivalutare la presenza di infrastrutture penitenziarie nelle isole minori come un tempo, solo per quei detenuti ad elevato o elevatissimi indice di vigilanza: mafiosi, camorristi, esponenti della 'ndrangheta e della SCU, criminalità organizzata in generale macchiatisi dei più nefandi delitti, ma anche diversi colletti bianchi...
La rivalutazione delle carceri come Asinara, Pianosa etcetera. All'Asinara cosa ha comportato -di fatto- di positivo la cessione dell'isola al demanio regionale? Ve lo dico io: un cavolo! Parco naturale e penitenziario EIV possono conivere, delimitando le aree. Tavolara docet, turismo e stellette. Riscoprire le isole sedi di penitenziario significa impedire che in determinate aree luoghi di insediamenti penitenziari che accolgono la "créme de la créme" del crimine globalmente inteso attecchiscano le famiglie mafiose. Permetterei in tal senso l'accesso all'isola dell'Asinara solo via mare e dalla penisola, certamente non da Porto Torres. Vigilanza a mare e a terra rafforzata, dotando gli uomini della Polizia Penitenziaria di armamento individuale identico a quello delle FF.AA. e armando le motovedette della Polizia Penitenziaria che in simbiosi con il servizio aeronavale della Guardia Costiera e delle altre forze di polizia nazionali provvedono a garantire un più che efficace controlla dal mare e dal cielo.
No all'indulto spropositato, sì a misure alternative e progetti sperimentali oper alcune categorie di detenuti non pericolisi socialmente ma allo stesso tempo bisogna ribadire, con fermezza, che il business non deve prendere il sopravvento. Mastella sicuramente non sarà d'accordo con la mia teoria, forse nemmeno Casini-Caltagirone. . . . .  
cdm_28-9-07_stopdebito.jpg vediamo che dice oggi tonino và...




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