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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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23 gennaio 2014

REQUIESCAT IN PAX


IL NOSTRO ESERCITO HA ANCORA IN LINEA I VECCHI AB-206 E SAREBBE ORA DI SOSTITUIRLI!
ED E' A BORDO DI UNO DI QUESTI CHE NEL PRIMO POMERIGGIO HA PERSO LA VITA IL COMANDANTE DELL'AVIZIONE DELL' ESERCITO GENERALE DI DIVISIONE GIANGIACOMO CALIGARIS, GIA' COMANDANTE DELLA BRIGATA AEROMOBILE "FRIULI".

CON LUI, A BORDO DELL'AEROMOBILE, ANCHE IL TEN. PAOLO LOZZI.

UNA DURA E PESANTE PERDITA PER L'AV.ES. E PER L'INTERO ESERCITO ITALIANO.




permalink | inviato da enzocumpostu il 23/1/2014 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 gennaio 2014

E TI VENGO A CERCARE: SOFFOCARE IL CLIENTELISMO NEL PRIVATO E NEL PUBBLICO E' POSSIBILE

 

"... Quando arrivai a Rieti, sede della Scuola Allievi Sottufficiali Specializzati dell'Esercito nel 1955, fui inquadrato in una Compagnia di AS comandata da un anziano Tenente, reduce della seconda guerra mondiale, decorato al Valor Militare. La caratteristica di questo ufficiale era quella di avere una protesi di legno al posto della mano destra; infatti, durante le cerimonie militari e quotidianamente all'alza e ammaina bandiera nel cortile della caserma, salutava militarmente con la mano sinistra.
Ma non era questa la particolarità che ne rendeva un terribile e temutissimo Istruttore e comandante di compagnia tra i caporali maggiori Allievi quanto la sua inflessibilità, la sua indisposizione assoluta nello scendere a compromessi. Il suo mandare letteralmente a fare in culo anche gli ufficiali suoi superiori, se riteneva necessario farlo. Dopo alcuni giorni di corso, la mattina durante l'appello, tirava fuori quello che lui chiamava "l'elenco dei raccomandati": li chiamava in ordine alfabetico, faceva far loro un passo avanti e li cazziava davanti a tutta la compagnia facendo nome e cognome del politico, generale, colonnelllo o alto prelato vaticano di turno che lo aveva raccomandato. Urlava a noi tutti che chi valeva sarebbe passato e promosso Sergente e chi no tornava a casa. Per diversi giorni, giorno dopo giorno, al mattino era davvero terribile vedere gli Allievi Sottufficiali che non avevano passato le varie fasi di selezione, dopo le informazioni effettuate, magari, dai Carabinieri su eventuali rapporto dei militari o dei familiari di primo grado e non solo con gli allora PCI e PSI. All'alba venivano chiamati in adunata, e uno per uno strappati i "filetti" dorati posti sul bavero dei pastrani militari, inquadrati e spediti alla stazione di Rieti dove tornavano ai reparti di assegnazione se eventualmente dovevano terminare il servizio di leva obbligatorio restante di diciotto mesi e finiva tutto. di trecento allievi solo pochissimi di noi e che si cntavano nelle dita delle mani riuscimmo ad arrivare ad esser promossi in seguito Sergenti Maggiori in servizio permanente effettivo. La selezione era veramente animale, soprattutto perché i quadri erano in eccesso e forte l'esubero di sottufficiali ma anche di ufficiali, inconsiderazione del fatto che molti di costoro al termine della guerra si raffermarono, seppur con carriere congelate..."
 
Questo è uno degli episodi che mio padre ama ricordare maggiormente dei suoi primi anni di carriera militare: una metafora ante-litteram della meritocrazia vera nel mondo del lavoro e non falsata da ricerche di consensi.
Pensate se questa filosofia di vita fosse stata una consuetudine relativamente alla ricerca e alla necessità di acquisizione di risorse umane in ambito professionale di qualsivoglia genere: dalla manualità spiccia alla capacità e maestrìa artistico-professionale, dove le imprese ma non solo andassero loro a cercare chi ha necessità e possibilmente capacità da vendere.
Dove la dignità delle persone in quanto essere umano viene rispettata, dove ci sarebbero tutti i presupposti di eliminare, con armi vincenti, il clientelismo sopratutto in concomitanza di importanti appuntamenti elettorali. Vedi per esempio le regionali del 16 febbraio....
 
Franco Battiato - a prescindere dalla sua fede politica - fece a suo tempo un bellissimo brano dal titolo : " E ti vengo a cercare"; chissà: forse in futuro potrebbe essere una ottima filosofia che spero diventi consuetudine riguardo il mercato del lavoro: sia esso pubblico che privato.
 
A) Occorre u n ottimo orientamento scolastico a livello iniziale di scuola primaria
B) negli ultimi anni della scuola secondaria la presenza di aziende, imprese e Pubblica Amminiostrazione deve essere notevole e importante nonché determinante nella formazione dei lavoratori di domani.
C) si rende assolutamente necessario che tutti i Fratelli d'Italia ( e Sorelle d'Italia) incoraggiono le attività imprenditoriali nelle zone ed aree depresse come la Sardegna e non solo, con politiche di controtendenza rispetto alla precedente ondata di "Romanian businesses" et similia.
 
Investire, credere, scommettere sulla Sardegna. Siamo Sardi, siamo Italiani.   E capire appieno il senso di questo post è estremamente importante. Per lo meno a mio parere. Poi, vedete voi...

NEL MERCATO DEL LAVORO, SIA ESSO PUBBLICO O PRIVATO, C'E' SPAZIO PER TUTTI
 




permalink | inviato da enzocumpostu il 23/1/2014 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 gennaio 2014

PRESENZA ATTIVA, ATTIVISSIMA

SABATO 25 GENNAIO ALLE ORE 10,30 PRESSO L' HOTEL REGINA MARGHERITA A CAGLIARI INCONTRO CON TUTTI I PATRIOTI E I FRATELLI E SORELLE D'ITALIA CON IGNAZIO LA RUSSA, GIORGIA MELONI, FABIO RAMPELLI, GUIDO CROSETTO PARLAMENTARI E LEADERS DI FRATELLI D'ITALIA - CENTRODESTRA NAZIONALE.

IO CI SARO', NON MANCARE: E' UN IMMANCABILE APPUNTAMENTO DOVE ASCOLTARE, CONDIVIDERE, PROPORRE, ESTERNARE SPERANZE E IDEE PER I GIOVANI E I MENO GIOVANI ITALIANI DELLA SARDEGNA.

PERSONALMENTE MI RECHERO' A CAGLIARI CON IL BUS DI LINEA E SE SIETE SOLI LO CONSIGLIO ANCHE A VOI OPPURE BEH...DIVIDETEVI LA SPESA PER RIFORNIRE BENZINA, GASOLIO, GPL O CHE SO IO E VENITE NUMEROSI 

DIREI PROPRIO CHE E' IL CASO




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16 gennaio 2014

LA MADDALENA:L'ISOLA DI S.STEFANO NON OSPITERA' IL PESANTE CARICO DELLE SYRIAN CHEMICAL WEAPONS DI BASHIR ASSAD

Gia' da alcuni giorni candidati e consiglieri regionali sardi di Fratelli d'Italia come  avevano avvertito, attraverso Facebook - insieme alla stampa - della notizia relativa al possibile transito temporaneo dell'arsenale chimico siriano posto sotto sequestro a seguito delle ispezioni ONU e dietro la sovraintendenza di Ahmet Uzumcu, Direttore Generale dell' OPCW Orgasnisation for the Proibithion of Chemical Weapons ( official website http://www.opcw.org/ ) nella base di Santo Stefano ma all'ultimo momento la notizia dell'imminnte arrivo del pericolosissimo carico di 560 ton. a Gioia Tauro è stato confermato.

Appresa la notizia, a titolo strettamente personale e come libero cittadino, mi sono attivato per informare via e-mail sia l'Ufficio di Gabinetto del Ministero della Difesa, diversi uffici di Addetti Militari presso le nostre ambasciate d'Italia nel mondo e tanti altri amici. E amiche, con o senza le stellette sul bavero, con o senza incarichi istituzionali.
 Io non posso sapere se la mail è stata letta o meno, credo comunque di aver fatto il mio dovere.

Nel corpo della mail chiedevo che ci si attivasse al fine di evitare lo scempio di concedere la autorizzazione al transito di questo potenziale carico di morte, assolutamente proibito da ogni convenzione umanitaria o trattato in tema di armi convenzionali e che vedrà, entro la fine di Giugno 2014 - secondo la BBC - la completa distruzione, visto che questo è solo un primo passo perchè si proceda a cancellare dalla faccia della terra l'arsenale chimico di Bashir Assad.

Siamo lontani dallo spettro della guerra atomica, se Dio vorrà riusciremo a scrivere la parola fine anche alle armi chimiche e, ancor più insidiose e pericolose, quelle batteriologiche.

ricordo che diverso tempo fa, qui in Sardegna, un non grande deposito di munizioni, dipendenza dell'allora Sezione Autonoma artiglieria di Nuoro, custodiva tutto il gas della prima guerra mondiale, gas che grazie a Dio nell'ultima guerra non fu utilizzato: prevalentemente yprite e fosgene. chi vuol farsi una cultura cerchi sul web o nelle enciclopedie "la battaglia di Ypres". 



Maria Antonietta Cossu (Foto: immagini di Google)

matteo sannaelisabetta messina

Matteo Sanna (foto: immagini di Google)




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16 gennaio 2014

I CANDIDATI DI FRATELLI D'ITALIA A NUORO

CANDIDATO A PRESIDENTE:   UGO CAPPELLACCI

CANDIDATI FRATELLI D'ITALIA:

 LAI VALERIA
- MAMELI FRANCESCO SAVERIO
- MELONI MARIO
- MORITTU ROBERTA
- PALA GIOVANNI AGOSTINO
- RUGGIU SALVATORE







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15 gennaio 2014

QUALE L' ESATTO COMPITO DELL' ESERCITO NELLA TERRA DEI FUOCHI?

L'impiego delle FF.AA. per il contrasto dell'attività criminale non è di certo cosa nuova nella cronistoria delle missioni extra in Patria dei nostri militari.
Qualiano, Giugliano in Campnia, Orta di Atella, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Succivo, Frattaminore, Frattamaggiore, Mondragone, Castelnuovo e Melito di Napoli sono le principali località tra il napoletano ed il casertano totalmente dominate dai clan camorristici, area vasta e tristemente denominata "Terra dei Fuochi" proprio per la particolare e frequernte presenza di enormi roghi di rifiuti d'ogni genere effettuata appunto dai camorristi che controllano la gestione degli appalti.

E la Campania (ma anche parte dell'Irpinia e non solo per la presenza di discariche e rifiuti interrati) ha livelli di inquinamento ambientale più che preoccupante, laddove i casi di tumore di ogni specie pare siano statisticamente più elevati, in ragione percentuale, al resto d'Italia.

Ricordo alcuni anni fa quando Soru si mise d'accordo con l'allora Presidente del Consiglio per tentare di dirottare le montagne colossali di rifiuti abbandonate in quel di Napoli e raccolti dai genieri (anche della Sassari) con le ruspe e poste sui cassoni degli "Astra" 6X6; per fortuna questa trasformazione della Sardegna in pattumiera d'Italia fallì (e fallì anche la speranza di chi voleva fare business monnezzari...) ora l'impiego di questi uomini e donne quale sarà?

Controllo del territorio con funzioni già collaudate di complementarietà alle forze dell'Ordine come per "Strade Sicure"?

Ricerca dei rifiuti altamente tossici nelle località indicate dai collaboratori di giustizia secondo i quali si troverebbero le discariche abusive che mettono in pericolo le falde acquifere e in linea generale la tutela della salute nella collettività?

Se verranno impiegati in queste attività - e non come monnezzari - ben venga.
Altrimenti Alfano, Mauro e altri titolari di dicasteri si prestano a un disegno fotocopia di qualch' altro.




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14 gennaio 2014

IL REGGIMENTO SAN MARCO AL PARLAMENTO EUROPEO E' UNA BUONA IDEA

 Ho appena letto un' intervista del Radicale Turco, ex Deputato della sedicesia legislatura, per il quale la determinazione di Ignazio Larussa di candidare Girone e Latorre al Parlamento Europeo sarebbe da imputare a una sorta di senso di colpa da parte del leader ed ex titolare del dicastero della Difesa Ignazio Larussa.

Personalmente, invece, ritengo che la decisione di proporre il Secondo Capo Girone e il Capo di 1a classe della Marina Militare in forza presso i NMP ovvero Nuclei Militari di Protezione a tutela del naviglio mercantile e dei loro equipèaggi battenti bandiera italiana non fossero - come dichiara Turco - "affitto dei nostri militari agli armatori" ma semplicemente la presa di coscienza che i contractors avrebber avuto serie difficoltà nel gestire operazioni di disimpegno anti-hijacking in pieno Oceano visto e considerato che i contractors stessi NON SONO POSSIBILITATI ALL'IMPIEGO DI ARMI AUTOMATICHE LEGGERE E PESANTI cosa che invece potevano e possono fare tutt'ora le nostre Forze Armate utilizzando, qualora si rendesse necessario, anche mitragliatrici leggere quali la MINIMI, la MG 42/59 o la Browning M2 poiché non sempre vi è la matematica certezza che i pirati utilizzino sconquassate imbarcazioni in VTR o legno per abbordare i cargo.

Ero nelle vicinanze di Roma, tra sabato e ieri pomeriggio e ovunque campeggiano enormi poster che raffigurano i due marinai: e la candidatura dei due sottufficiali sarebbe un ottima chanche di salvataggio delle loro vite, un lume di speranza che si ravviverebbe visto il forte riscontro che Latorre e Girone avrebbero da parte dell'elettorato.

Semaforo verde, dunque, per la loro candidatura ma non basta: occorrono azioni ben più clamorose di una semplice manifestazione di solidarietà nei loro confronti.

Intanto, le regionali 2014 in Sardegna sono sempre più vicine e la concretizzazione delle nostre speranze di vedere una corposa presenza di FDI tra i banchi del Connsiglio Regionale della Sardegna (e di certo non per far numero) si può realmente avverare.




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10 gennaio 2014

L'ALLUCINANTE-ALLUCINOGENA CULTURA DELLA CANNABIS LIBERA VA FERMATA

In questi giorni abbiamo notato un notevole incremento dell'attività politica, in particolar modo da parte di alcuni esponenti della sinistra estrema (ma anche del PD) orientata alla liberalizzazione di quelle che un tempo si definivano "droghe leggere"; dopo la legge Fini-Giovanardi la differenziazione nella classificazione di droghe leggere o pesanti è stata livellata con i suoi pro e i suoi contro (elevato numero di controlli e procedimenti penali anche per piccoli quantitativi di cannabis ma anche la scoperta di numerose produzioni home-made in terreni semi abbandonati anche in Sardegna vedasi controlli effettuati in simbiosi operativa tra CC GdiF PS e CFVA) e quello che lascia - per lo meno me - basiti è come tali argomentazioni siano oggetto di aspre lotte politiche e, come per tutte le cose e con una certa ipocrisia pennellata data in pasto (tra l'altro malamente) all'opinione pubblica, il nocciolo del problema  è soltanto una questione d'argeant e dei grandi business che ci sono dietro; da una parte chi intravede sempre e comunque interessi economici di parte con la politica del proibizionismo che di fatto contribuisce a favorire e alimentare la criminalità organizzata nazionale ed internazionale-intercontinentale.


(notizie d'archivio fonte: web)

Dall'altra le politiche atte o tendenti alla liberalizzazione che fa sì possano crearsi economie anche dalla libera commercializzazione vedi Olanda e Uruguay nonché alcuni degli States dove Obama ha permesso ciò e, di riflesso, creano economie ma allora sarebbero un controsenso tante altre crociate legate ad altre tipologie di dipendenze patologiche come il GAP. E una certa correlazione tra cannabis e GAP magari si scopre che c'è.

Uno Stato e delle istituzioni che agli occhi dei cittadini apparirebbero double-face e abbondantemente condite da palese ipocrisia: da una parte foraggia e incassa, dall'altra fa campagne di prevenzione e cura.

Inoltre, trovo particolarmente triste che all'interno del SSN le opinioni delle volte non convergono vedendo di fatto favorevoli e contrari a seconda delle correnti politiche alle quali sono invisi anche se - essendo dei tecnici - si tratta in buona parte di conclusioni basate su deduzioni scinetifiche, sulla statistica e anche sulla ricerca medica in questo campo.

Se volete sapere la mia, sono per la liberalizzazione - totale ed assoluta - del procedere alla distruzione, anche mediante utilizzo di vettori aerei militari, delle piantagioni di coca, oppio e cannabis pseudoterapeutica in ogni dove.
Con o senza prescrizione medica. Anche con il napalm, qualora fosse necessario, quando con le buone e le azioni politiche serie di riconversione agricola dovessero fallire.
non mi sembra che la missione ISAF abbia portato a un decremento nella produzione globale di oppio. Anzi...

Abbiamo tutti ragione di credere che sia più che probabile (se non certo) il fatto che alcuni dei politici antiproibizionisti sono loro stessi abituali consumatori di droghe e spero che gli italiani aprano bene gli occhi. State e stiamo tutti all'erta e ci si mobiliti fattivamente e operativamente contro la trasformazione del nostro paese in un coffe shop all'olandese.




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7 gennaio 2014

NOI VEDIAMO OLTRE PIGLIARU

 

la vignetta di jeep
( Fonte vignetta: WEB )
 
Il PD, ovvero i Poltrona Dipendenti dell'isola, probabilmente sospinti anche da indicazioni nazionali e placet di altri partiti alleati, tirano fuori dal cilindro mandrakiano il loro asso nella manica, sicuramente un osso duro per Ughetto e per noi di destra e del complesso della coalizione di cdx sarda; osso duro che fa rumore e non solo per il suo comprovato spessore e  un invidiabile CV: non appena si ha la conferma del suo nominativo quale candidato a leader màximo, acquisisco le prime informazioni, i primi "who is" del noto professore universitario e di Francesco Pigliaru richiama la mia attenzione, pubblicato nel suo blog personale, il post del 30 Dicembre dello scorso anno nel quale affronta, analiticamente e con molta freddezza, il problema dell'industria manifatturiera in un ipotetico rilancio dell'attività produttiva, pianificabile in Sardegna. 
 
Più che affrontare tematiche Pigliaru raffronta la situazione economico-produttiva in questa scassata Sardegna con altre realtà - con cognizione di causa vista la familiarizzazione con la Gran Bretagna e non solo per l'accademico PD e di questo diamo atto - e conclude il suo intervento lanciando strali e moniti per il futuro prossimo a venire sui quali siamo tutti, uomini e donne di destra responsabili (e vanno distinti dagli irresponsabili) più o meno perfettamente consapevoli: la produttività manifatturiera non andrà avanti senza una comprovata specializzazione delle risorse umane impiegate, senza una istruzione primaria e secondaria che per forza di cose dovrà colloquiare con il mondo imprenditoriale nel suo complesso e nelle sue specifiche settorialità relativamente all'orientamento e una adeguata formazione professionale che non sia mai più concepita quale entità clientelare laddove piazzare i propri elettori e loro parenti.
Il passato - dice Pigliaru - non deve essere preso come modello o punto di riferimento e si parte da zero.

Perfetto professore, non fa una grinza, ma contrariamente a quel che lei asserisce con questa sorta di "chi ha avuto, ha avuto avuto chi ha dato ha dato ha dato scordammuce 'o passato" purtroppo tutto stride dannatamente con la realtà; inoltre, la sua visione del globo-occidente-Sardegna non credo corrisponda al pensiero lineare e diffuso tra i suoi alleati e compagni di cordata, ma soprattutto si tratta di conclusioni che cancellano e dimenticano la drammatica situazione di migliaia di famiglie sarde che vivono soprattutto a ridosso di quelli che oggi potremo definire gli spettrali fantasmi produttivi industriali anni sessanta-settanta e anche ottanta.
 
Ci andrà lei, professor Pigliaru, di casa in casa da questa povera gente, ad affermare la sua teoria sì bella ma che ricorda vagamente una sorta di selezione delle carni di prima scelta da macellare?
 
Lei è sicuro che noi non possiamo proporre - da noi e anche off-shore - dei modelli produttivi che vanno oltre a quelli di già collaudati e testati e da lei studiati e analizzati che appartengono - non dimentichiamolo mai - ad altri contesti geopolitici, interessanti ma lontani dal nostro mondo e dalla nostra terra che comunque, seppur non dovremo vivere di soli turismo e servizi, ci sono estranei e allontanerebbero le caratteristiche di splendore che da sempre ci contraddistinguono pur mantenendo, come rette parallele, la doppia identità sarda e italiana? 
 
Lei è altrettanto sicuro e certo del fatto che un Sistema Economico Produttivo Regionale come quello sardo sia impossibilitato di includere, al suo interno, figure non specializzabili che andrebbero comunque diversamente impiegate e che di fatto e comunque riuscirebbero a sospingere la nostra isola come il maestrale nelle vele latine d'un tempo?

Mi permetta, professor Pigliaru: se vi è la volontà si può e il celeberrimo e dannunziano memento audere semper, questa volta, credo proprio che calzi a pennello. 

NOI, VEDIAMO OLTRE






permalink | inviato da enzocumpostu il 7/1/2014 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 gennaio 2014

SANTE PAROLE

DICONO CHE GIORGIE MELONI, ULTIMAMENTE, ABBIA UN ' ARIA PIU' SERENA, DICONO CHE CAMBI LOOK, ACCONCIATURA ETC. CIOE' I TIPICI SEGNI CHE FANNO CAPIRE QUANDO UNA DONNA STA VIVENDO UN AMORE, MAGARI NUOVO. COSI' PER LO MENO ALCUNI FLASH-GOSSIP SU DI LEI .

BUON PER LEI, MA ALTRETTANTO BUONA DIREI LA SUA ULTIMA VALUTAZIONE SULL'ATTUALE ESECUTIVO CHE POSTO QUI NEL MIO BLOG ESTRAPOLANDOLO DALLA SUA PAGINA FACEBOOK.

(FOTO: INTERNET)

Siamo realisti: le forze politiche che compongono questo governo non riescono a dare risposte sulle vere emergenze nazionali, talvolta non riescono neanche a mettersi d'accordo su quali siano le priorità dell'Italia, figuriamoci se possono trovare una sintesi su temi etici come quello del riconoscimento delle unioni civili. Solo un segretario che volesse creare grattacapi al suo premier potrebbe chiedere soluzioni condivise a questo Esecutivo.
Renzi, dunque, sia intellettualmente onesto: ammetta che i suoi annunci 'choc' non sono priorità politiche ma degli spot elettorali e che vuole tornare al voto per candidarsi alla premiership. Siamo certi che gli italiani apprezzerebbero quantomeno la sincerità. E magari farebbero finta di non sapere che da quando si è proposto alla guida della coalizione di centrosinistra alle primarie dello scorso anno, Renzi non ha avanzato una sola proposta per rilanciare l'economia italiana. Quello che vuole fare, per ora, non è dato sapere
  




permalink | inviato da enzocumpostu il 4/1/2014 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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