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IO VIVO PER LEI... IO NON SO CHE COSA NE SARA' DELLA MIA VITA E SE MAI TROVERO' QUALCUNA CHE MI AMI E SOPPORTI MA UNA COSA E' CERTA: TU RESTERAI SEMPRE NEL MIO CUORE. FINO ALLA FINE... 4 NOVEMBRE 1918 - 4 NOVEMBRE 2012 Quasi un secolo è passato dal primo grande conflitto armato di coinvolgimento globale o da quella che per noi italiani potrebbe essere stata la quarta guerra d'Indipendenza; centinaia di migliaia di morti in quel di Redipuglia e non solo. Fronti e trincee, ospedali da campo e ospedali militari di presidio delle volte improvvisati alla bell' e meglio in conventi, scuole, chiese. Il ruolo della Croce Rossa Italiana e di quella Internazionale, le storie di uomini e donne: americani obiettori ante-litteram e bellissime crocerossine britanniche che si incontrano e si innamorano: dietro tutta l'assurdità di una guerra non compresa da molti, ufficiali compresi. Dedicato a una Donna Speciale: film "Addio alle Armi" con Rock Hudson, Jennifer Jones, vittorio De Sica e Alberto Sordi. THE MASTER OF THE GUITAR: ABSOLUTELY (VIDEO EMBEDDED FROM THE BBC BRITISH BROADCASTING CORPORATION)

Silendo Libertatem Servo: io servo la libertà in silenzio; questo era il motto dei cosiddetti "Gladiatori" appartenuti per circa quarant'anni alla famosa organizzazione NATO conosciuta come "Stay Behind". Prossimamente un articolo che considererà le due facce della medaglia: la Gladio ufficiale e quella non ufficializzata e smentita da tutti coloro che ne fecero in un certo qual modo parte definita "Gladio delle Centurie"; due versioni su come era organizzata la Stay Behind soprattutto su quelli che furono i ruoli della medesima in Italia e all'estero.



Al di fuori della mischia:
La torre di Babele
( blog di Pino Scaccia )

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it



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31 gennaio 2015

LA SPERANZA L'E' MORTA: A COLPI DI MATTARELLUM

Pubblicherò due stati della mia pagina di Facebook che si commentano da sé

Ore 17.13 del 31/01/2015

Più che dell'andamento dello spoglio-pagliacciata che passava tra le manine della Boldrini - che poi non è male come donna e dallo sguardo qualcosa in lei non va - stamane ero preoccupato per le pessime news in tempo reale di un mio contatto, volontario della Associazione xyz che arrivato con I colleghi nell ospedale Z per portare un paziente al pronto soccorso - su richiesta centrale operativa 118 ovvero con il Servizio Sanitario Nazionale con la quale l'associazione è convenzionata - mi scrive sconsolato e incazzato sul Messenger:
" abbiamo portato paziente e non ci sono barelle è ancora con le colleghe su nostra autocaricante, anche questo è il risultato dei tagli alla sanità"

Sarà. Ma penso sia il risultato di un totale menefreghismo e disinteresse di chi deve mettere in riga il personale ospedaliero in questo caso ausiliari.

" Il più delle volte - mi scrive - dobbiamo andare noi volontari a recuperare le loro barelle nei reparti, sicuramente profittano della nostra disponibilità"

Ecco, in casi così I responsabili di servizio in stile Decima MAS sono graditissimi.

 Ore 14.30 circa del 31/01/2015

Mentre le caste sturano spumanti e champagne per festeggiare Sergio Mattarella (ribadisco non è il mio Presidente) voglio salutare l'amico Colonnello Carlo Calcagni
Ricordiamo che Carlo fu irradiato da metalli pesanti a seguito della sua diretta partecipazione alle operazioni militari del nostro contingente nei Balcani dove operò come ufficiale pilota di elicottero dell'Aviazione Leggera Esercito.

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 31/1/2015 alle 16:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 gennaio 2015

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: E SE NOI POTESSIMO CAMBIARE LA COSTITUZIONE, PARTE II TITOLO II DALL'ARTICOLO 83 AL 91?

Per garantire una maggiore rappresentatività del popolo nell’ elezione del Capo dello Stato, propongo a tutti voi miei costanti e assidui lettori del blog e contatti di Facebook questa mia proposta, diciamo pure un giochino di cambiamento della carta costituzionale, da “Fantacostituzionalisti” ma che tanto giochino non mi sembra, relativamente ai “rumors”, allo sdegno popolare e  relativamente alla modificazione di alcuni COMMI DI DIVERSI articoli:



il testo in vigore è quello colorato di nero, quello proposto è di color blu


PARTE SECONDA. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

 

Titolo II. Il Presidente della Repubblica

Art. 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri alla quale si aggiungono i rappresentanti delle regioni e delle province autonome da seguito chiamati Grandi Elettori; i Grandi Elettori di ciascuna regione a statuto ordinario ovvero a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome ricevono mandato di rappresentanza del popolo sovrano attraverso elezioni nazionali indette entro centoventi giorni prima dal giorno del primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato; essi sono numericamente eletti nella misura di un Grande Elettore ogni centomila cittadini votanti in ciascuna Regione ovvero Regione Autonoma a statuto speciale ovvero Provincia Autonoma della Repubblica.

 

 

 

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

 

 

 

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta.

Art. 84

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.

 

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

 

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge e qualsiasi diritto e beneficio cessa a partire dal giorno in cui avviene il termine naturale del mandato o per volontarie dimissioni.

 

Art. 85

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Al cittadino italiano risultante eletto Presidente della Repubblica viene conferito un mandato di rappresentanza assoluta del popolo sovrano di quattro anni rinnovabili una volta sola come previsto ai c. 1, 2 e 3 dall’art. 83.

 

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, non prima di aver provveduto, entro centoventi giorni prima dello scadere del mandato, a indire le elezioni nazionali dei Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome.

 

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

Art. 86

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

 

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione straordinaria del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice, come stabilito dal c.1 dell’art. 83,  la elezione straordinaria dei Grandi Elettori entro quindici giorni e dopo sucessivi quindici giorni indice le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

 

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale e massima espressione dei principi ai quali si ispira la nostra Costituzione.

 

Può inviare messaggi alle Camere.

 

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

 

 

 

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

 

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

 

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

 

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

 

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

 

Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Ha il Comando Supremo delle Forze Armate e dei suoi Corpi Ausiliari, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Ha il Comando supremo dei Corpi Armati dello Stato;

 

Presiede il Consiglio Superiore della magistratura.

 

Può concedere grazia e commutare le pene.

 

 

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

 

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

 

 

NOTE:

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

Il testo originario del comma era il seguente:

«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato.»

Art. 89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

 

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

 

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri e dai Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle province autonome ovvero dai delegati regionali che hanno partecipato alle elezioni presidenziali.

Art. 91

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

 




permalink | inviato da enzocumpostu il 26/1/2015 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 gennaio 2015

LE DONNE E LA PROSTITUZIONE: UNA SCELTA PERSONALE CHE DEV'ESSERE LEGALIZZATA, RESPONSABILIZZATA, TASSATA MA LIBERA DI SOPRUSI E DAI CRIMINALI

DALLA BACHECA SU FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, POST PUBBLICATO DAL SOTTOSCRITTO QUEST'OGGI A SEGUITO DI UN BLITZ DELLA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI CAGLIARI, ANCHE A SEGUITO DI INDAGINI INIZIATE TEMPO FA DAL PRIMO DIRIGENTE DI POLIZIA DI STARO LEOPOLDO TESTA, FINO A QUALCHE MESE FA CAPO DELLA SQUADRA MOBILE DI CAGLIARI E ORA VICE QUESTORE VICARIO PRESSO LA QUESTURA DI MANTOVA.
UNA MIA OPINIONE, PERSONALISSIMA PER LA QUALE NON HO LA PRETESA CHE SIA CONDIVISA, IN TOTO O IN MINIMA PARTE...

NUORO, 21.01.2015

Enzo Cumpostu ha condiviso la foto di Leopoldo Testa.
2 ore fa · Modificato · 

Penso che queste ragazze o donne devono essere lasciate esercitare la loro professione autonomamente, in abitazioni da loro locate o acquistate, previa autorizzazione da parte della Prefettura e previo, evidentemente, l'obbligo di iscrizione, in totale anonimato, in un registro sanitario nazionale e con la previsione di effettuare periodici controlli relativamente alle MST ma anche a problematiche di salute mentale poiché ritengo che queste donne siano, in questo senso, molto più vulnerabili ed esposte di altre in questo senso.

Inoltre, ritengo anche che esse dovrebbero contribuire al sistema di prelevamento fiscale esercitato in posizione d'imperio dallo Stato su tutta la popolazione in attività lavorativa e produttrice di redditualità, sia per quanto concerne le imposte dirette che indirette.

Lo Stato ma anche la Chiesa Cattolica ovvero la CEI dovrebbero seriamente e non solo a parole affrontare il problema (anche perché credo non siano affatto poche le donne che si prostituiscono in Italia e secondo me molte lo fanno in totale anonimato e segretezza e sono pure sposate magari anche con figli e con un lavoro) dal punto di vista sociale, sanitario e della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

L'obiettivo e il fine ultimo da perseguire è quello di tagliare uno dei tanti tentacoli della criminalità organizzata, italiana e internazionale radicata nel nostro territorio, visto gli introiti vertiginosi, difficilmente quantificabili monetariamente, senza contare poi - e qui arriviamo alla ciliegina sulla torta - che spesso e volentieri si passa dalla determinazione e piena libertà di vendere il proprio corpo alle minacce, alle violenze, alle intimidazione e in taluni casi anche alla soppressione della vita per chi si ribella.

Se non commettono altri reati (es: legati al traffico ed allo spaccio di sotanze stupefacenti per dirne un paio classici) sono da considerare cittadine con tutti i diritti e doveri di ognuno di noi.
La moralità e il metterle all'indice, poi, è sicuramente un altro paio di maniche.

foto di Leopoldo Testa.
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permalink | inviato da enzocumpostu il 21/1/2015 alle 20:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 gennaio 2015

MOSCHEE, TAGLIAGOLE E SETTE SATANICHE

L'inaspettata reazione da parte del terrorismo islamico emergente in Europa, reduce da una attività di "tirocinio formativo" negli anni tra Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, striscia di Gaza e infine Siria ha posto  in evidenza i diversi tallone d'Achille relativi alla sicurezza interna da parte dei paesi aderenti all'Unione Europea ma se mi permettete allargherei l'area ai paesi del trattato di Schengen anche non UE.

Autori delle mattanze di Charlie Hebdo, dell'assassinio della agente di polizia municipale e della presa  in ostaggio nel supermercato neutralizzati seppur la caccia ai loro complici finora abbia dato scarsi risultati.

La Francia da anni attiva in questi casi VIGIPIRATE (digitatelo sui motori di ricerca anche su www.google.fr e scoprirete di che cosa si tratta) e punta molto sulla prevenzione e la sicurezza all' interno del proprio territorio nazionale, in primis.

Visto con i miei occhi a Strasbourg nel dicembre 2013, tensione alle stelle, polizia ferroviaria armata e pronta ad agire, soldati che passeggiano a la Gare Centrale imbracciando il fucile d'assalto FAMAS lungo i binari, pattugliandoli e scrutando chiunque.

Evidentemente non è bastato: non è bastato perché la Francia sta pagando, con gli interessi,il prezzo della c.d. "Dottrina Mitterand", ovvero l'accoglienza e l'asilo a cani e porci del marasma e lerciume terroristico internazionale, i quali una volta a Parigi non potevano più correre nessun rischio relativamente a mandati d'arresto.

I terroristi sono francesi, europei: quei cinquemila fighters dei quali parla l'Europol, pronti a intraprendere azioni di fuoco o creare forse commando suicidi organizzati nei loro gruppi tra cellule dormienti ed attivisti e propagandisti, seppur non con troppo ruore per non dare nell'occhio.

Armi acquisite in Belgio, dicono, come il fucile mitragliatore AKS-74 U presente nel filmato postumo del terrosita Coulibaly, forse lo stesso tipo di fucile d'assalto ( in versione short con calciolo ribaltabile e canna accorciata) che è stato trovato dal Team Six dei Navy Seal nel covo quartier generale di Usama Bin Laden, arma molto diffusa tra le truppe russe quale armamento individuale per le truppe corazzate, presente inoltre dentro i veicoli blindati e a bordo dei grossi elicotteri d'assalto e da trasporto.

un problema che riguarda tutti paesi che ospitano cittadini stranieri ed islamici che hanno fatto il c.d. "salto di qualità".

E dovranno essere gli ambiti operativi, sociali ed economici  nei quali essi si muovono a dover essere finissimamente monitorati e non soltanto dalle forze dell'ordine e da intelligence civile ma anche militare.

Ma che questa emergenza non sia mai una scusa o un pretesto per cercare di mettere in secondo piano ed in penombra le altre problematiche che sono relative alla attività svolta quotidianamente dagli organi di polizia giudiziaria e dalla magistratura.

La mafia resta resta un pericolo per la società e per il corretto e giusto funzionamento di uno Stato di diritto, sovrano.

La camorra, la 'ndrangheta e la Sacra Corona Unita pure, le altre organizzazioni delinquenziali italiane e straniere che operano da noi come sopra.

La droga, le persone scomparse, i grandi reati partimoniali e finanziari commessi da personcine giacca e cravatta, Jaguar o Porsche o Ferrari ma senza alcun scrupolo.

Resta un grande problema il fenomeno delle sette sataniche, di quelle religiose e presunte tali, delle psico-sette come "Onde Delta" che agiva anche a Nuoro e che è stata scoperta e sgominata dagli uomini della Squadra Mobile di Nuoro  in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Squadra Anti Setta della Polizia di Stato venendo appositamente da Roma.

Squadra Anti Setta che visto la crescita del fenomeno e il giro d'affari che ruota attorno a questo mondo ma sopratutto al fatto che spesso e volentieri le persone vulnerabilissime potrebbero essere a rischio della loro e altrui incolumità fisica dovrebbe essere presente in ogni Questura della Repubblica, magari  unica e che ne raggruppa due se si tratta di province piccole, come per esempio Nuoro ed Oristano.

A proposito: che ne dite se si rivedesse il reato previsto dall' articolo 603 del codice penale e riconsiderare sia il reato di plagio sia quello di plagio psicologico?     




permalink | inviato da enzocumpostu il 15/1/2015 alle 11:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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