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I caduti nelle forze dell' ordine: tra eroi, disgrazie e tragici errori

  Non fu l'orunese Giovanni Farina a uccidere l'ispettore della Polizia di Stato Samuele Donatoni durante il sanguinoso conflitto a fuoco che seguì al pagamento del riscatto per il sequestro Soffiantini in località Riofreddo; lo hanno stabilito i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma che hanno assolto per non aver commesso il fatto l'ex-latitante orunese, in carcere ad Ascoli Piceno per scontare 28 anni e mezzo di reclusione inflitti per il sequestro del noto imprenditore bresciano, dopo la cattura delo stesso Farina avvenuta a Sidney. Noi tutti ci chiediamo dunque chi è stato; se fu cioé fuoco "amico" per un tragico errore e infausta disgrazia o opera di fuoco "nemico" visto che proprio nei primi momenti delle indagini la responsabilità fu attribuita all'ovoddese Mario Moro, altro elemento di spicco della criminalità sarda e morto dopo essere stato catturato dalla Polizia in seguito alle gravi ferite riportate in quel tragico scontro a fuoco con le unità dei NOCS, il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza della Polizia di Stato.
Si andrà a una revisione del processo?

PER NON DIMENTICARE FRANCESCO: QUEL POLIZIOTTO NUORESE MORTO A ROMA NEL 1981...

 La Polizia di Stato, così come l'allora Corpo Guardie di Pubblica Sicurezza e più in generale tutte le forze dell'ordine hanno avuto decine, centinaia, forse migliaia di caduti nell'ultimo secolo: ed è sbagliato credere che per caduti si intendono solo coloro che sono stati vittima di conflitti a fuoco con malviventi o oggetto di attentati dinamitardi o azioni di fuoco terroristiche negli anni di piombo. Perché, vedete, ci sono anche i caduti di servizio in seguito a incidenti sul lavoro e sul luogo del lavoro, per suicidio (imputabile spesso e volentieri a fattori o motivazioni inerenti l'attività lavorativo-operativa stessa o lo stress psico-fisico per l'opera svolta) per non parlare poi di tutti quegli operatori delle forze dell'ordine caduti in incidenti stradali (per esempio durante inseguimenti o in attiità addestrativa) ed aerei.
Oggi, nonostante nel mio blog ne abbia già parlato più di una volta, voglio ricordare per l'ennesima volta Francesco Straullu, il 26enne giovanissimo Capitano della Polizia nativo di Nuoro, cità nella quale ha vissuto e studiato fin quando ha determinato l'intenzione di arruolarsi nella Accademai per Uffciali di P.S.; il Capitano Straullu è morto il 21 Ottobre 1981 a Roma a seguito di un agguato  portato a termine da una organizzazione terroristica di estrema destra; Straullu era uno dei migliori e dei più brillanti investigatori che la Polizia avesse a disposizione in quegli anni; da giovane Tenente si interessò anche del sequestro di Aldo Moro. Uomo della D.I.G.O.S. (Direzione Investigazioni Generali ed Operazioni Speciali) romana, Strullu fu scelto tra tanti ufficiali quale funzionario di PS su cui facevano capo tutte le indagini sul mondo dell'eversione di estrema destra e per il suo grande impegno (la sua opera portò alla cattura di decine e decine di terroristi) e la sua grande abilità come investigatore fu condannato a morte dai NAR.
Stranamente, l'esecuzione del giovane Capitano di PS e del suo giovane autista, l'agente di PS Ciriaco Di Roma, avvenne nel momento in cui l'auto blindata era in officina a seguito di un guasto cosa che costrinse l'amministrazione dell'Interno a fornire provvisoriamente un auto civetta "normale" all' ufficiale. E questa fu la sua condanna a morte.
 (Le foto sono tratte dal sito
www.cadutipolizia.it)   

L'arrivo del boss Lo Piccolo presso la Squadra Mobile di Palermo: testimonianza di un videoamatore ore 14:23 del 5 Novembre 2007 ( per vedere il video al meglio cliccare sul bottoncino play ovvero la freccettina posta sulla parte in basso a sinistra dello schermetto di questo video nonché aumentare l'audio fino al livello desiderato)

Pubblicato il 17/11/2007 alle 19.37 nella rubrica Diario.

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