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NUOVE STRADE

 

 
(la statua del Redentore al Monte Ortobene  foto: internet)
 
Ogni qualvolta la città e/o il territorio di Nuoro vengono interessati da un grave fatto di sangue come quello accaduto ieri notte nelle campagne della località "Marreri" è come se la Sardegna intera facesse dei passi da gambero e regredisse un pò alla volta: umanamente, cultruralmente, socialmente.
Scrivo soltanto due righe per dire e ricordare - qualora di questo ci fosse ancora bisogno - che in una terra che con sudore e lotte secolari ha guadagnato, da qualche decennio a questa parte, l'affermazione e il prevalere della Società Civile e della Civiltà sulla barbarie non deve esserci spazio né possibilità per la giustizia fai-da-te che altro non fa che seminare odio, vendette, sangue invano.
Ecco perché la risoluzione di un delitto non si presenta esclusivamente come un problema di polizia giudiziaria ma dev'essere un' azione che vede uniti e coinvolti diversi soggetti, pubblici e privati, per garantire il mantenimento di equilibri ed evitare ulteriore spargimento di sangue.
Le vendette, il rancore covato, la cosiddetta giustizia barbaricina tipica di un particolare contesto agropastorale, lasciamole al passato e ai libri di storia del crimine e della criminologia in Sardegna per lasciar spazio al vero crescere: politici, operatori sociali, Chiesa Cattolica ma anche semplici cittadini potrebbero fare molto.
   

Pubblicato il 2/4/2012 alle 8.41 nella rubrica Politica regionale.

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