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COSTA SMERALDA: DALLA COLONY CAPITAL EX STARWOOD DI TOM BARRACK ALL'EMIRO DEL QATAR PADRONE DI MEZZO MONDO

 

 In Costa Smeralda l'americano-libanese Tom Barrack lascia la mano (e il gioiellino della Gallura) con una situazione debitoria considerevole per dar spazio al fondatore dell'emittente araba che a suo tempo si contrapponeva alla CNN, ovvero Al Jazeera, niente-popo-di-meno-che l'Emiro del Qatar, proprietario tra le altre cose del famoso club calcistico Paris Saint Germaine; lo sceicco Hamad Bin Khalifa Al Thani, personaggio di estrema  rilevanza e influenza nello scacchiere dei paesi arabi (con un ruolo chiave nel passato conflitto  in Iraq) ma più in generale, per via del gas naturale presente in Qatar, del petrolio e delle attività WTO dell'emirato in tutto il pianeta; emiro piuttosto discusso e chiacchierato (pare abbia ricevuto a Doha anche l'ex vice presidente iracheno ricercato nel suo paese) il quale a suo tempo intentò una causa per diffamazione contro "Repubblica" (persa dall'emiro poco tempo fa) che in un articolo di ben undici anni fa parlava dello sceicco e delle mogli che aveva al seguito in vacanza in Italia: cinque - secondo l'articolo di "Repubblica" del 2001 - contro il massimo ammesso dalle leggi del Corano che è di quattro. Il sultano perdendo la causa  deve al quotidiano di Scalfari quel che per lui sono spiccioletti, ovvero "appena" centomila Euro.
Il tanto di un caffè, insomma. Quisquilie arabiche.
Il fondo del sovrano avrebbe di già il 14,3% della Smeralda Holding ma l'emiro punta ad avere il controllo sul 51% del capitale e quindi la maggioranza dell'impero già di Barrack, la Starwood e ultimamente fondo Colony Capital.
E da quel che si percepisce l'addio di Barrack non lascia rimpianti: né in Gallura né nello stato maggiore della creatura di Karim Aga Kahn, imperatore di questo pezzo di Sardegna nord-orientale, un tempo dedicato esclusivamente al pascolo ovicaprino ed oggi perla del Mediterraneo e del mondo intero. Se devo dire la mia, l'architettura, le modificazioni strutturali sopratutto dei grossi insediamenti alberghieri per i Paperon De' Paperoni degli Emirati Arabi e non solo che vi soggiorneranno credo fin dalla prossima estate, attraccando a Porto Cervo con quelli che la mia amica Michelina, medico del teramano e purtroppo irrimediabilmente e irreversibilmente comunista vecchia scuola, chiama ironicamente "ferri da stiro" ( per via della forma degli scafi che a dire il vero alcune volte ricordano questo elettrodomestico) o atterrando con i loro Airbus trasformati in regge volanti all'aeroporto di Olbia costa Smeralda che nel periodo estivo, sopratutto nella seconda e terza settimana di Agosto, ha un traffico aereo di altissimo target da trasformare l'aeroporto gallurese quasi in una Air Force Base NATO come qualità e numero degli addetti alla vigilanza e in generale nel suo complesso logistico-operativo. 
 
Qualora non lo sappiate vi ricordo che l'Emiro del Qatar è anche proprietario dei supermercati Harrod's a Londra e, inoltre:
- partecipazioni su Barclays;
- partecipazioni su Credit Suisse;
- quote del London Stock Exchange e, come sapete, Piazza Affari ( MIB ) ovvero la Borsa Italiana è da esso controllata;
- pacchetti azionari Porsche;
- pacchetti azionari Volkswagen;
- pacchetti azionari Total;
- Hotel Gallia a Milano;
 
c'è da dire, inoltre, che il fondo sovrano dell'emiro detiene anche l'1% della LVMH (Carrefour per intenderci) e, ciliegina sulla torta del fondo sovrano, il 12,8% del Gruppo Lagardére che controlla, tanto per fare un nome, l' EADS - European Aeronautic Defence and Space Company, azienda europea del settore difesa ed aerospaziale ed aeronautico civile nota per essere la casa madre dell'Airbus     
 
 
Si deduce quindi che in linea di massima l'emiro di cui sopra dai nuoresi non potrà di certo essere etichettato e classificato come "mortu 'e gana"    ( morto de' fame in romanesco...)
 
File:Doha Corniche.jpg
 
La città di Doha, capitale dell'emirato del Qatar (Ad Dawhah)
 
 
 
BIOGRAFIA DELL'EMIRO DEL QATAR ( DA WIKIPEDIA.ORG )
 
Hamad bin Khalifa Al Thani
 

Pubblicato il 4/4/2012 alle 12.48 nella rubrica Politica regionale.

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