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2012 DA-14 AND THE METEOR IMPACT IN THE URAL REGION: HOW THE ARMED FORCES CAN TO AVOID SPACE DISASTER ON THE EARTH?

Venerdì 15 Febbraio lo ricorderemo come la giornata degli eventi - astronomicamente parlando - che maggiormente hanno messo a repentaglio alcune aree del pianeta. 
Dapprima Google che già di primo mattino rassicurava gli internauti e smanettoni del web - me compreso - sull'inconsistenza da qualsiasi pericolo che poteva essere rappresentato dall'asteroide 2012 DA-14, un corpo celeste con dimensioni aprossimative stimate sui 45 x 45 metri, che da qui al 2069 avrà lo 0,00033% di probabilità di schiantasi sulla Terra.
Sospiro di sollievo per l'asteroide individuato, dunque, ma inaspettatamente accade l'imprevedibile: un grosso meteorite che fortunatamente si frammenta entrano nell'atmosfera fa cadere i suoi cristalli - parzialmente formati da ghiaccio e forse anche da metalli pesanti - nella cittadina di Chelyambisk, negli Urali.
 
Milleduecento feriti, alcuni in condizioni particolarmente gravi; una energia sviluppata pari a trecento kiloton, ovvero trecentomila tonnellate di tritolo, con un'onda d'urto letteralmente supersonica che ha provocato uno spostamento d'aria tale da infrangere vetri, collassare strutture portanti di edifici, attivare allarmi vari nel raggio di decine di chilometri.
 
Quindici volte più potente del primo ordigno nucleare sganciato con il suo B-29 Superfortress su Hiroshima dal colonnello Paul Tibbets dell'United States Air Force il 6 Agosto 1945; e mentre scrivo e voi leggete queste due righe le autorità militari russe cercano altri grandi frammenti del meteorite - che aveva una grandezza stimata sui sedici metri quindi "competitivo" rispetto al 2012 DA-14 - caduti sul lago ghiacciato di Chebarkul.

Ovviamente in questi casi, essendo l'ex URSS molto estesa, le probabilità che un corpo celeste cada da quelle parti o in uno degli oceani sono elevate rispetto ad altri stati.
 
E leggo alcuni articoli che fanno un pò sorridere, tiopo quello dove la popolazione locale pare si sia lamentata con i militari perché - cito testualmente - "non ci hanno protetto".
E' da alcuni giorni che su Facebook si discute sulla questione: su come cioè le forze naturalmente preposte a ciò possono "difendere" e prevenire disastrosi impatti, per esempio intercettando a distruggendo molto tempo prima che entri nell'orbita gravitazionale questi enormi sassi di ghiaccio e forse anche metalli pesanti radioattivi.
 
E' quantomeno certo che eserciti, marine militari e aeronautiche di mezzo mondo pressoché nulla possono di fronte all'ingresso nell'atmosfera a decine di chilometri al secondo, ergo inintercettabili dai sistemi radaristici e missilistici ground-to-air o air-to-air.
Riporto le testuali parole del Generale di Corpo d'Armata d'artiglieria ( R.O.) ris. Giovanni Bernardi il quale, rispondendo ad un mio specifico quesito su Facebook, fa questa classificazione dei sistemi missilistici a disposizione al momento:

I sistemi d'arma nucleari sono di due tipi:
- "balistici", con traiettoria come quella di un proietto di artiglieria e con propulsione nel ramo ascendente della traiettoria;
- "di crociera", con traiettoria parallela al terreno e propulsione per tutta la traiettoria.
Questi sono progettati per colpire obiettivi sul terreno.
I sistemi missilistici intercettori (anche F-104 lo era) non sono progettati per colpire obiettivi al di fuori dell'atmosfera.
Che io sappia, oggi non esiste la possibilità tecnica di intercettare oggetti spaziali. Tra l'altro, questi vanno a velocità dell'ordine dei km al secondo (è il caso di dire astronomiche), e se piccoli, anche di difficile individuazione.
 
Quindi il problema non è tanto l'arma quanto il saper intercettare in netto anticipo, distruggendolo appunto anticipatamente.
Lo scudo spaziale o stellare che i precedenti grandi della Terra vedi Ronald Reagan - costosissimo tra l'altro - forse sarebbe stato molto utile per la bisogna, ma la fine della Cold War ne ha di fatto reso inutile l'utilizzo.
A meno che non esistano progetti o realizzazioni segrete o segretissime, probabilmente sperimentali, le quali consentano la distruzione di questi corpi celesti in largo e utile anticipo. Ovviamente per asteroidi come il 2012 Da-14 non sono di certo necessarie testate nucleari, sarebbero sufficienti cariche convenzionali qualora fossero colpiti da una gragnola di missili.
Realizzazione e sperimentazione saranno possibili solamente quando ci sarà una fattiva collaborazione dell'industria aerospaziale e degli armamenti in generale senza considerazioni di frontiere fisiche o economico-politiche.

Non vi sembrano, in realtà, questi i "nemici" (seppur naturali) da combattere anziché puntarci, in cagnesco, l'uno contro l'altro, i vari sistemi d'arma di attacco e difesa?
 
Riflettiamoci su. 
 

Frattanto, la popolazione russa e in particolar modo di Chelyambisk se la prende con con loro (vedi video) :


Russian Aerospace Defence Forces - YouTube 

 

Aerospace Defence Forces : Ministry of Defence of the Russian ...

 
 
Ed ecco chi, negli USA, potrebbe agire in questo senso:
 

Pubblicato il 17/2/2013 alle 22.12 nella rubrica Diario.

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