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Roventi argomentazioni d'estate

Non sarebbe una estate tipicamente sarda e anche italiana se non si parlasse di fuochi e fiamme e degli ettari di terreno destinato alle piu' svariate attivita' agro-pastorali strettamente correlate il piu' delle volte anche con quella che e' l'industria del turismo.

Devastazioni infernali che attanagliano la nostra Sardegna ma che mettono in serio pericolo l'incolumita' di migliaia di persone anche in regioni come la Liguria, la Toscana, le Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio e Campania, Molise e Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Cause scatenanti diversificate e delle volte troviamo anche qualcosa di nuovo: come quando lo scorso anno, vicino Orosei, da una mola elettrica utilizzata per effettuare lavori di sono manutenzione in casa alcune scintille partirono e, diabolicamente complice il vento, facile fu immaginare quale poteva essere l'epilogo dall'interno di una pineta.

Imprevisti e imprevedibilita' che si sommavano ai vari operai forestali vendicativi, ai pazzi mitomani che godono nel vedere i mezzi antincendio terrestri e aerei all'opera, agli allevatori ignoranti, ai disattenti indigeni e turisti d'oltretirreno e d'oltreconfine.

Che occorra soprattutto una efficace opera di prevenzione con intelligenti bonifiche unitamente a una buona opera di controllo del territorio (a prescindere da quella gia' operata per esempio dai volontari AIB ) e vigilanza armata del territorio nazionale, con priorita' per i luoghi maggiormente a rischio incendio adiacenti a centri abitati e' cosa risaputa.

E necessaria.
E si sente ancora la carenza di una sufficente copertura aerea, preventivata gia' da ben oltre un anno fa da Franco Gabrielli. 



E ci

Pubblicato il 14/8/2013 alle 15.22 nella rubrica Politica regionale.

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