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TROPPI BOMBAROLI IN OGLIASTRA

Titolo VI 

Dei delitti contro l’incolumità pubblica

Capo I 
Dei delitti di comune pericolo mediante violenza

422. Strage. — Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con l’ergastolo (1). 
Se è cagionata la morte di una sola persona, si applica l’ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni (2).

Dispositivo dell'art. 435 Codice Penale
Fonti ? Codice Penale ? LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare ? Titolo VI - Dei delitti contro l'incolumità pubblica (Artt. 422-452) ? Capo I - Dei delitti di comune pericolo mediante violenza
Chiunque, al fine di attentare alla pubblica incolumità, fabbrica, acquista o detiene (1) dinamite o altre materie esplodenti, asfissianti, accecanti, tossicheo infiammabili, ovvero sostanze che servano alla composizione o alla fabbricazione di esse (2) è punito con la reclusione da uno a cinque anni [678, 679, 703] (3) (4).

Note
(1) V. anche art. 7, l. 31-5-1965, n. 575 e successive modificazioni, riportato alla nota sub art. 336.

(2) Per alcuni casi di non punibilità cfr. art. 1, c. 2, l. 29-5-1982, n. 304 (Misure per la difesa dell'ordinamento costituzionale).

(3) Il delitto previsto dall'art. 435 si perfeziona con la sola detenzione dell'esplosivo, cioè con la sua materiale disponibilità, a qualsiasi titolo. Non è necessaria la realizzazione in concreto del fine di attentare alla pubblica incolumità, ma è sufficiente che l'agente abbia detenuto il materiale suddetto allo scopo di compiere tale attentato.

(4) La norma si applica non solo alle sostanze che possono essere destinate esclusivamente alla produzione di esplosivi, ma anche a quelle che, pur non avendo tale univoca destinazione, appaiono possedute esclusivamente a questo scopo (perché, ad esempio, rinvenute assieme a strumenti tipicamente destinati alla produzione di ordigni esplosivi).




Il luogo dell'attentato dinamitardo mortale avvenuto stamane poco dopo le 10 nel tratto di strada che collega Lanusei e Ilbono, nel quale ha perso la vita Roberto Aresu, 50enne rappresentante di commercio, già arrestato e che ora si trovava libero in regime di arresti domiciliari per truffa.

Molto probabilmente l'ordigno era collegato direttamente al motorino d'avviamento della sua Renault Clio e la morte è sopraggiunta immediatamente. 
Si tratta di un eclatante episodio, senza precedenti in Sardegna, con un modus operandi criminale assolutamente atipico nella nostra regione. 

Se è vero che non è il primo attentato dinamitardo è sicuramente il primo che cagiona la morte dell'obiettivo dei sicari.  ( fonte della fotografia : La Nuova Sardegna - Repubblica.it)

Pubblicato il 25/3/2014 alle 16.30 nella rubrica Diario.

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