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LE DONNE E LA PROSTITUZIONE: UNA SCELTA PERSONALE CHE DEV'ESSERE LEGALIZZATA, RESPONSABILIZZATA, TASSATA MA LIBERA DI SOPRUSI E DAI CRIMINALI

DALLA BACHECA SU FACEBOOK DI ENZO CUMPOSTU, POST PUBBLICATO DAL SOTTOSCRITTO QUEST'OGGI A SEGUITO DI UN BLITZ DELLA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI CAGLIARI, ANCHE A SEGUITO DI INDAGINI INIZIATE TEMPO FA DAL PRIMO DIRIGENTE DI POLIZIA DI STARO LEOPOLDO TESTA, FINO A QUALCHE MESE FA CAPO DELLA SQUADRA MOBILE DI CAGLIARI E ORA VICE QUESTORE VICARIO PRESSO LA QUESTURA DI MANTOVA.
UNA MIA OPINIONE, PERSONALISSIMA PER LA QUALE NON HO LA PRETESA CHE SIA CONDIVISA, IN TOTO O IN MINIMA PARTE...

NUORO, 21.01.2015

Enzo Cumpostu ha condiviso la foto di Leopoldo Testa.
2 ore fa · Modificato · 

Penso che queste ragazze o donne devono essere lasciate esercitare la loro professione autonomamente, in abitazioni da loro locate o acquistate, previa autorizzazione da parte della Prefettura e previo, evidentemente, l'obbligo di iscrizione, in totale anonimato, in un registro sanitario nazionale e con la previsione di effettuare periodici controlli relativamente alle MST ma anche a problematiche di salute mentale poiché ritengo che queste donne siano, in questo senso, molto più vulnerabili ed esposte di altre in questo senso.

Inoltre, ritengo anche che esse dovrebbero contribuire al sistema di prelevamento fiscale esercitato in posizione d'imperio dallo Stato su tutta la popolazione in attività lavorativa e produttrice di redditualità, sia per quanto concerne le imposte dirette che indirette.

Lo Stato ma anche la Chiesa Cattolica ovvero la CEI dovrebbero seriamente e non solo a parole affrontare il problema (anche perché credo non siano affatto poche le donne che si prostituiscono in Italia e secondo me molte lo fanno in totale anonimato e segretezza e sono pure sposate magari anche con figli e con un lavoro) dal punto di vista sociale, sanitario e della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

L'obiettivo e il fine ultimo da perseguire è quello di tagliare uno dei tanti tentacoli della criminalità organizzata, italiana e internazionale radicata nel nostro territorio, visto gli introiti vertiginosi, difficilmente quantificabili monetariamente, senza contare poi - e qui arriviamo alla ciliegina sulla torta - che spesso e volentieri si passa dalla determinazione e piena libertà di vendere il proprio corpo alle minacce, alle violenze, alle intimidazione e in taluni casi anche alla soppressione della vita per chi si ribella.

Se non commettono altri reati (es: legati al traffico ed allo spaccio di sotanze stupefacenti per dirne un paio classici) sono da considerare cittadine con tutti i diritti e doveri di ognuno di noi.
La moralità e il metterle all'indice, poi, è sicuramente un altro paio di maniche.

foto di Leopoldo Testa.
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Pubblicato il 21/1/2015 alle 20.43 nella rubrica Diario.

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