Blog: http://enzocumpostu.ilcannocchiale.it

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: E SE NOI POTESSIMO CAMBIARE LA COSTITUZIONE, PARTE II TITOLO II DALL'ARTICOLO 83 AL 91?

Per garantire una maggiore rappresentatività del popolo nell’ elezione del Capo dello Stato, propongo a tutti voi miei costanti e assidui lettori del blog e contatti di Facebook questa mia proposta, diciamo pure un giochino di cambiamento della carta costituzionale, da “Fantacostituzionalisti” ma che tanto giochino non mi sembra, relativamente ai “rumors”, allo sdegno popolare e  relativamente alla modificazione di alcuni COMMI DI DIVERSI articoli:



il testo in vigore è quello colorato di nero, quello proposto è di color blu


PARTE SECONDA. ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

 

Titolo II. Il Presidente della Repubblica

Art. 83

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri alla quale si aggiungono i rappresentanti delle regioni e delle province autonome da seguito chiamati Grandi Elettori; i Grandi Elettori di ciascuna regione a statuto ordinario ovvero a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome ricevono mandato di rappresentanza del popolo sovrano attraverso elezioni nazionali indette entro centoventi giorni prima dal giorno del primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato; essi sono numericamente eletti nella misura di un Grande Elettore ogni centomila cittadini votanti in ciascuna Regione ovvero Regione Autonoma a statuto speciale ovvero Provincia Autonoma della Repubblica.

 

 

 

All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

 

 

 

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta.

Art. 84

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni di età e goda dei diritti civili e politici.

 

L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

 

L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge e qualsiasi diritto e beneficio cessa a partire dal giorno in cui avviene il termine naturale del mandato o per volontarie dimissioni.

 

Art. 85

Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Al cittadino italiano risultante eletto Presidente della Repubblica viene conferito un mandato di rappresentanza assoluta del popolo sovrano di quattro anni rinnovabili una volta sola come previsto ai c. 1, 2 e 3 dall’art. 83.

 

Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, non prima di aver provveduto, entro centoventi giorni prima dello scadere del mandato, a indire le elezioni nazionali dei Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle Province Autonome.

 

Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

Art. 86

Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato.

 

In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione straordinaria del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice, come stabilito dal c.1 dell’art. 83,  la elezione straordinaria dei Grandi Elettori entro quindici giorni e dopo sucessivi quindici giorni indice le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, salvo il maggior termine previsto se le Camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione.

 

Art. 87

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale e massima espressione dei principi ai quali si ispira la nostra Costituzione.

 

Può inviare messaggi alle Camere.

 

Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.

 

 

 

Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.

 

Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

 

Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.

 

Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

 

Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.

 

Ha il comando delle Forze Armate, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Ha il Comando Supremo delle Forze Armate e dei suoi Corpi Ausiliari, presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.

Ha il Comando supremo dei Corpi Armati dello Stato;

 

Presiede il Consiglio Superiore della magistratura.

 

Può concedere grazia e commutare le pene.

 

 

Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

 

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura. (*)

 

 

NOTE:

(*) Il secondo comma dell'art. 88 è stato sostituito dall'art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.

Il testo originario del comma era il seguente:

«Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato.»

Art. 89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

 

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

 

In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri e dai Grandi Elettori delle regioni a statuto ordinario ovvero i Grandi Elettori delle regioni a statuto speciale ovvero i Grandi Elettori delle province autonome ovvero dai delegati regionali che hanno partecipato alle elezioni presidenziali.

Art. 91

Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

 

Pubblicato il 26/1/2015 alle 20.29 nella rubrica L'OSSERVATORIO ITALIA.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web